Le cose che voglio dire le faccio dire ad altri

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Io, quando la gente mi chiede Ma tu che fai? Io dico, di solito, che faccio l’insegnante e che nel mio tempo libero scrivo. Nel mio tempo libero, dico...

Io, quando la gente mi chiede Ma tu che fai? Io dico, di solito, che faccio l’insegnante e che nel mio tempo libero scrivo. Nel mio tempo libero, dico io, io scrivo. Mi piace scrivere. E la gente quando uno gli dice che scrive diventa curiosa e di solito dicono Ah sii? E che cosa scrivi di bello? Che poi a me mi viene subito il dubbio, quando la gente mi chiede così, che quando uno scrive debba sempre scrivere cose belle, che se ci penso non riesco proprio a capire che significa scrivere cose belle. E allora, di solito, io rispondo che Non scrivo niente di bello, che Scrivo e basta.

E c’è una spiegazione scientifica e una poetica per spiegare perché io scrivo alle persone che mi chiedono Perché tu scrivi?

Quella scientifica suona così: Scrivo perché lo Scrivere, per l’anima, è come il Defecare per il corpo.

Scusate l’accostamento, dico poi di solito a quelli che mi chiedono perché scrivo, il fatto che ci siano persone che scrivono anche delle cagate non c’entra con quello che voglio dire, che quello che voglio dire è che tutto quello che entra si trasforma e poi vuole uscire di nuovo. Ecco, in questo senso, lo Scrivere è un processo di trasformazione di qualcosa che è entrato e che poi vuole riuscire, un po’ come quando si va di corpo.

Poi c’è la spiegazione quella poetica che suona così: Che Io scrivo perché voglio dire delle cose che se le dicessi non sarebbero così come quando le scrivo e allora preferisco scriverle queste cose che in realtà vorrei dire e le faccio dire agli altri, che mi sembra, dico io, che così abbiano come un’altra forma, come se in bocca a qualcun altro, piuttosto che in bocca a me, fossero meravigliose, che quando le incontri, queste cose che io vorrei dire ma che invece ho scritto, sulla carta bianca, è come una sorpresa bellissima.

È proprio come quando ci si mette il vestito buono, quello della domenica, rispondo io, alla gente che mi chiede perché scrivo.

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