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Tutto sbagliato, tutto rovesciato

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Mr Character è morto. Sei stato tu a ucciderlo. Involontariamente si capisce. Era appena arrivato al tuo bungalow, nel villaggio turistico. Ha bussato alla porta e tu sei uscito così come ti trovavi, in shorts ed espadrillas.

Mr Character è morto. Sei stato tu a ucciderlo. Involontariamente si capisce. Era appena arrivato al tuo bungalow, nel villaggio turistico. Ha bussato alla porta e tu sei uscito così come ti trovavi, in shorts ed espadrillas. Hai preso solo il cappello di paglia. Sei passato dalla penombra alla canicola di fuori, mezzogiorno circa, il sole allo zenit. Per questo gli hai detto di mettersi sotto la palma. Non riuscivi a vederlo bene. Sarebbe stato il protagonista del tuo racconto e avevi bisogno di osservarlo per poterlo descrivere accuratamente. Non appena è arrivato nella piccola zona d’ombra un rumore di fronde smosse ti ha segnalato un movimento dall’alto. Non hai avuto il tempo di capire ciò che stava succedendo, dopo una picchiata di una ventina di metri un cocco si è infranto contro il cranio di Mr. Character. O meglio è stato il cranio di mr. Character a infrangersi perché il cocco dopo aver sbocciato la testa è rimbalzato sulla sabbia tutto intero. Anche Mr. Character è caduto, coprendo la macchia scura che la sua materia cerebrale aveva disegnato sulla sabbia.

Oh, my god! Hai esclamato. Per fortuna mr. Gardner, il giardiniere, aveva lasciato il capanno degli  attrezzi aperti. Hai preso una pala e hai scavato una fossa per mr. Character, proprio sotto alla palma dimostratasi letale per il tuo protagonista. Hai raccolto alcuni ciottoli e li hai ammonticchiati in una sorta di tumolo a segnalare il punto ove la sorte aveva smesso di arridere a Mr. Character. Senza nemmeno asciugati il sudore ti sei tolto il cappello di paglia e hai pronunciato la tua orazione funebre.

– Una sfortunata concatenazione di eventi ha determinato la triste sorte di Mr Character. Se non avessi vinto il primo premio della riffa del CRAL, consistente in una settimana all-inclusive in codesto club med, mai sarei arrivato qui. Se non fossi arrivato qui, difficilmente avrei scelto di iscrivermi a un laboratorio di narrativa, unica attività vagamente compatibile con il mio carattere schivo e con il mio stile di vita sedentario e la cui frequenza mi risparmia dalla solerzia e dalla insistenza degli animatori. Se non mi fossi iscritto a un laboratorio di narrativa, non avrei mai avuto bisogno di un protagonista per un esercizio e non mi sarei mai sognato di convocare qui Mr Character , che riposi in pace nei secoli dei secoli.

– Amen – hai sentito pronunciare. Ti sei voltato e hai visto appollaiato sullo steccato lo scocciatore del bungalow a fianco.

– Buongiorno Mr. Teller – ha detto.

– A lei Mr. Bore – hai risposto, mentre recuperavi rapidamente il cocco caduto dalla sabbia e ti dirigevi verso il tuo bungalow, sperando di riuscire a evitare l’inizio di una sgradevole conversazione.

Mr. Bore, oltre ad essere il tuo dirimpettaio, frequenta lo stesso laboratorio di scrittura. Ritiene, erroneamente, che questi due elementi giustifichino la confidenza che cerca di prendersi e che tu  caparbiamente gli rifiuti.

– E allora, come andiamo con gli esercizi che ci ha dato oggi mr. Master?

Non hai risposto ma hai indicato il tumulo sotto la palma

– Ma mr. Teller, mr. Master è stato chiaro, non ricorda? Ha inequivocabilmente detto che è banale e di cattivo gusto far morire, uccidere o suicidare il protagonista o l’antagonista di un racconto, in particolare nel finale. Non mi pare difficile!

– No, non si tratta del finale, – hai risposto mesto mettendo una pietra tombale anche sulla conversazione – il mio protagonista è deceduto nell’incipit.

Sei entrato nel bungalow e hai pensato che una doccia non ti avrebbe tolto di dosso il pessimo umore ma almeno l’odore di sudore e tutti i dannatissimi granelli di sabbia. Sotto il getto dell’acqua ti sei messo a rimuginare sul tuo racconto. Hai ripassato mentalmente gli incipit incriminati in grado di suscitare le ire e gli anatemi di Mr Master : “un uomo si svegliò” ,  “un uomo partì per un lungo viaggio”. No, “Mr. Character è morto” non era tra essi, nonostante ciò non ti sei sentito più tranquillo.

Avevi sete e hai aperto il cocco assassino, ne hai bevuto il latte e  mangiato la polpa. Andava meglio, mancava solo una cosa per rimettere in sesto l’umore. Hai spiato attraverso l’incannucciata della finestra se Mr. Bore fosse ancora nei dintorni. Fortunatamente se ne era andato. Hai preso un paio di birre dal frigo, sei uscito sulla veranda e ti sei sbracato su una sdraio. Hai stappato la prima lattina sorseggiandola lentamente. A metà della seconda le palpebre hanno ceduto. Quando hai riaperto gli occhi un brivido ha percorso la tua schiena. Aveva rinfrescato, del sole era rimasto una scorza d’arancio e il mare se la stava per mangiare da dietro la palma. Hai percepito una leggera vibrazione del suolo. Poi hai sentito un rumore. I sassi in cima al tumulo di Mr. Character stavano cadendo, mobili e oggetti nel tuo bungalow hanno cominciato a sussultare. Sei stato preso dal panico. Un terremoto! Che in una zona come questa significa uno tsunami poco dopo. Con orrore hai ricordato le immagini televisive di eventi simili. Un’onda di vari metri che travolge e ingoia tutto quello che incontra. Dovevi trovare subito un punto abbastanza alto e pregare di essere risparmiato dalla marea. Hai deciso di arrampicarti sulla palma.

Mai stato una persona agile, ma hai fatto di panico virtù e in pochi minuti eri abbarbicato al fusto, a cinque metri da terra. Il terreno continuava a vibrare e il fusto della palma oscillava. La cosa però sembrava essere circoscritta all’area del tuo bungalow visto che le palme dei bungalow intorno erano immobili e, con il chiarore residuo, ti sei accorto che il mare era tranquillo. Hai guardato sotto di te e hai visto che il tumulo era completamente crollato, tutto intorno la sabbia descriveva un vortice come all’interno di una clessidra. Hai visto emergere qualcosa di verdognolo. Sembrava una mano, con le cinque dita erette. Poco distante e subito dopo una seconda mano. Due braccia. Cercavano un appiglio. Trovarono il tronco della  palma. Lentamente, quello che un tempo era stato il corpo di Mr. Character si è issato dalle profondità del suolo e si è sollevato al chiarore della luna che stava sorgendo. I movimenti sembravano rallentati, la sua pelle verde smeraldo esalava un pestilenziale odore di putrefazione. In effetti, hai pensato, un protagonista mal caratterizzato si decompone molto prima della fine del racconto. Ha alzato la testa verso di te, ne hai visto il volto sporco di sangue rappreso e deformato dall’apertura sul cranio. Lo sguardo spento e un ghigno orribile. Dalle sue fauci aperte uscivano dei rantoli che non avevano niente di umano e ancor meno di letterario. Aveva fame. Si è diretto verso di te. Ti sei stretto al fusto della palma terrorizzato. Hai visto le sue mani livide afferrare il tronco. La tua vescica ha ceduto e uno scroscio di pioggia gialla ha inondato il fusto rendendo la sua presa ancor più malferma. Ha ceduto ed è ricaduto sulla sabbia. Questo lo ha fatto imbestialire perché, una volta tornato in posizione eretta, con molta lentezza ha afferrato un sasso e lo ha scagliato contro di te. Lo hai sentito sibilare vicino al tuo orecchio destro. Un secondo lancio  è arrivato a sfiorarti una guancia.

Hai ripensato alle parole di Mr. Master: “Un racconto è un movimento in tre atti. Nel primo il protagonista sale su un albero, nel secondo l’autore gli getta dei sassi, nel terzo ridiscende dall’albero”. Sull’albero, però, stavolta c’è l’autore, ti sei detto, mentre a lanciare sassi è il protagonista. Hai guardato in basso alla ricerca di una via di fuga e hai notato che Mr. Bore se ne stava appollaiato sulla solita staccionata e si godeva la scena.

– Ma cosa fa? – hai urlato.

– Mi perdoni, mr. Teller , non riuscivo a trovare un personaggio per il mio racconto e stavo per l’appunto osservando il suo. Sa, il protagonista del vicino è sempre più verde!

Un ciottolo ti colpisce in pieno la rotula di un ginocchio.

– Ahi! La prego, mi aiuti!

– Sì in effetti potrei fare qualcosa per lei … chiaramente in cambio sarei lieto di prendermi io cura di Mr. Character.

– Ma certo, se lo tenga pure, ma si sbrighi a farmi uscire da questa situazione non posso resistere ancora molto quassù!

Lo hai visto scomparire dietro la staccionata e riapparire poco dopo con due coperchi di pentola. Ha aperto un cancelletto che separa il tuo spazio esterno dal suo e si è avvicinato sbattendo i coperchi e facendo un infernale rumore metallico. Mr. Character si è voltato verso di lui e, attirato dal frastuono, ha cominciato a seguirlo. Mr Bore lo ha condotto alla  palma di fronte al suo bungalow al cui tronco era appoggiata una scala a pioli. E’ salito sulla scala arrivando a una piccola piattaforma costruita per avvistare le barche in avvicinamento. Mr Character gli era dietro e lo ha seguito. Quando anche Mr Character è arrivato sulla piattaforma, con un’agile mossa Mr Bore è saltato giù e lesto ha tolto la scala. Mr. Character ha lanciato un rantolo di rabbia. Era imprigionato sulla palma. Mr Bore aveva preparato la sua sdraio e una montagnola di sassi di varia dimensione. Si è messo comodo e, mentre  sorseggiava un Margarita che teneva in una mano, con l’altra ha preso a bersagliare languidamente Mr. Character, lanciandogli un sasso ogni due o tre sorsi.

Tu, che intanto eri sceso, sei stato preso da un accesso di rabbia e di invidia. Lui era un vero scrittore, non tu. Non aveva neanche dovuto ucciderlo lui, mr. Character. Non hai voluto assistere al finale e ti sei ritirato nel tuo bungalow. Eri stanco e ti sei disteso sulla tua branda pensando a quella assurda giornata. Ti sei rivisto sopra all’albero ed è stato allora che sei stato colto dal dubbio. E se non fossi tu l’autore ma il protagonista del racconto? E se ci fosse qualcuno adesso a leggere e a ridere di te? Riflettendo bene, ti  sei reso conto che non avevi ricordi precedenti al tuo arrivo al club med.

Quanto ti irritava tutto questo! Hai rivolto mentalmente all’autore e agli eventuali lettori tutte le imprecazioni che conoscevi. Poi hai pensato che lo scribacchino dei tuoi stivali aveva commesso un errore a farti partecipare a quel laboratorio di scrittura. Avresti avuto la tua vendetta. Stremato ti sei addormentato.

Al mattino ti sei svegliato e  sei partito per un lungo viaggio.

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