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Quando ascolto la musica mi sconcentro

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Io scrivo perché è il modo migliore che conosco per vivere le emozioni, perché quando ascolto la musica mi sconcentro e quando leggo cose scritte da altri spesso mi...

Io scrivo perché è il modo migliore che conosco per vivere le emozioni, perché quando ascolto la musica mi sconcentro e quando leggo cose scritte da altri spesso mi perdo, perché se scrivo ci vedo meglio, sono io che scelgo cosa guardare, da dove e per quanto, perché una fotografia è un’istantanea e non ha odore, questo vale per me è ovvio e non vorrei offendere nessuno, ma quando scrivo io, gli oggetti trovano il loro vero peso, e non parlo di quello che potrebbe leggere un droghiere in salumeria, perché il peso delle cose si misura sulla bilancia dell’anima che è tutto meno che universale, per carità è vero che non sempre scrivo cose belle, ma scrivo perché il peso delle volte che le mie cose sono piaciute è molto di più di delle volte che non sono piaciute, come quando vinsi uno stupido concorso, e poi subito dopo ne vinsi un altro un po’ meno stupido, ma meglio ancora come quando, dopo anni di tracce sempre uguali, scrissi un tema libero e la professoressa di italiano ci rimase secca, ma io sapevo che era contenta perché l’avevo sorpresa, perché scrivere vuol dire anche sapere di cosa scrivere e quando scrivere, che poi spesso io scrivo quando mi suggestiono e allora se riesco a metterle sullo schermo queste emozioni, e se poi rileggendole le sento fare il percorso inverso e dallo schermo rientrare dentro di me, allora sono contento perché è lì che sono sicuro che nessuno me le toglierà, che posso riviverle quando voglio, se ho scritto io e se ho scritto bene.

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