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Monogol. Nomen omen, poteva ben dirsi. Il nostro presidente aveva scovato in Portogallo questo attaccante che, sin dal suo esordio nelle categorie giovanili, era stato capace di segnare un gol a partita.

Monogol. Nomen omen, poteva ben dirsi. Il nostro presidente aveva scovato in Portogallo questo attaccante che, sin dal suo esordio nelle categorie giovanili, era stato capace di segnare un gol a partita. Sempre, in ogni occasione. Di testa o di piede, su azione, su punizione, su rigore: non aveva importanza: un gol a partita, sempre: davvero una certezza.
Quando è arrivato nella nostra squadra, si è subito adattato ai nostri schemi e si è ben inserito nello spogliatoio, però ogni allenatore deve anche rispettare le gerarchie del gruppo e perciò, nella prima amichevole della stagione, non l’ho schierato dall’inizio. Sotto un sole cocente, perdevamo 1 a 0 e non riuscivamo quasi mai a superare la metà campo. Il centravanti titolare, a un quarto d’ora dalla conclusione, mi ha chiesto il cambio e io ho buttato nella mischia Monogol. Appena il tempo di mettere piede in campo, ed eccolo scattare sulla fascia destra, inseguendo un rilancio sbilenco della nostra difesa, conquistare il pallone, entrare a rapide falcate in area di rigore e segnare un gol fantastico con una bomba di destro! Il portiere non ha nemmeno visto il pallone.
Nella seconda amichevole, l’ho schierato dall’inizio e lui subito ha segnato un gol di testa su calcio d’angolo. La squadra giocava in scioltezza e così siamo riusciti a segnare altri tre gol nel primo tempo, ma Monogol non segnava più, pur continuando a giocare con impegno. Nella ripresa, ha colpito un palo e una traversa; comunque, abbiamo vinto 6 a 1.
Finalmente è iniziato il grande torneo delle Pianure Centrali: nelle prime dieci partite disputate, abbiamo vinto sette volte e pareggiato in tre occasioni, e, confermando la sua dote, Monogol ha segnato dieci gol, cioè un gol a partita, come sempre. Giunti secondi nel nostro girone, ci siamo qualificati alla fase finale a eliminazione diretta: l’entusiasmo dei nostri ventimila tifosi era straripante. In occasione della partita valevole per i quarti di finale, il grido che soverchiava tutti gli altri era “Mo-no-gol! Mo-no-gol! Mo-no-gol!” e il giocatore, pur accerchiato da tre o quattro difensori avversari, lottava come un leone, buttandosi anima e corpo su tutti i palloni, perché incarnava la voglia di vincere di tutta la squadra. Dopo dieci minuti, Monogol aveva già colpito il palo per due volte, ma noi eravamo certi che avrebbe segnato anche stavolta. Purtroppo però gli avversari hanno avuto un’occasione al trentesimo minuto e l’hanno concretizzata, portandosi in vantaggio. Nel secondo tempo, il nostro centrocampista ha segnato un bel gol, e siamo riusciti a pareggiare. Infine, quando le squadre erano già pronte ad affrontare i supplementari, ecco un tiro di sinistro da quaranta metri di Monogol! Rete! Rete! Rete all’ultimo minuto! La folla impazzita ci ha portato in trionfo, ed eccoci pronti per le semifinali.
La semifinale del torneo: mai la nostra società calcistica aveva partecipato a un tale evento. Ho deciso che avrei impiegato Monogol soltanto nell’ultimo quarto d’ora di gara, e solo se ce ne fosse stato bisogno. La partita era equilibrata e il risultato non si schiodava dallo zero a zero, così ho ordinato a Monogol di riscaldarsi e di entrare in campo. Ottantacinquesimo minuto: calcio di rigore per noi: tira Monogol e segna, naturalmente: 1 a 0! Negli ultimi 5 minuti, grazie alla nostra strenua resistenza, non subiamo gol e così, eccoci in finale!
Bene. Ripetiamo la scelta tattica della gara precedente. Monogol in panchina, pur fra i mugugni del pubblico. Al quarantesimo del primo tempo, subiamo un gol. Nel secondo tempo, dagli spalti si solleva l’urlo “Mo-no-gol! Mo-no-gol!”, ma io non lo faccio entrare, perché spero che qualcun altro riesca a segnare il gol del pareggio, in modo che lui poi, entrando alla fine, ci possa dare la vittoria col suo solito, immancabile, gol. Un solo gol, sempre.
Ci buttiamo all’attacco con tutto l’impeto consentito dal regolamento, ma il pareggio non arriva. Ormai è l’ottantasettesimo minuto, e l’ultima speranza è Monogol… Gli dico: – Entra! – e lui va, conquista il pallone, entra in area, tira di destro, il portiere respinge, ma Monogol raccoglie la corta ribattuta e scarica una bomba che s’infila proprio sotto alla traversa. Grandissima esultanza di tutti noi e dei nostri tifosi. Siamo riusciti a conquistare i supplementari! Anche stavolta, Monogol ha segnato. Le nostre sostituzioni sono esaurite, ma i giocatori sono in forma e riusciamo a costruire azioni pericolose. Monogol, sempre pericoloso, si batte come un leone e colpisce due volte la traversa… Il tempo scade, ed ecco i calci di rigore. Si tirano i primi 5 calci di rigore e io, capirete il perché, non metto nella lista il nome di Monogol. La nostra squadra segna tutti e cinque i rigori, ma gli avversari fanno altrettanto. Si battono i rigori a oltranza e nessuno sbaglia. Alla fine, restano solo il nostro portiere e Monogol. Gli avversari battono e segnano. Poi il nostro portiere va sul dischetto, tutto tremante: tira e segna anche lui. Ultimo calcio di rigore: loro segnano e tutto è affidato a Monogol, ultimo rigorista.
Il giocatore, rassegnato, si avvia verso il dischetto, mentre l’arbitro sistema il pallone.

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