La fiction: Fiction social network. L’Altra

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Martina Dego è una studentessa del quinto anno di liceo, le piace disegnare e aspetta impaziente le vacanze scolastiche per poter festeggiare il Natale insieme alla propria famiglia.

Martina Dego è una studentessa del quinto anno di liceo, le piace disegnare e aspetta impaziente le vacanze scolastiche per poter festeggiare il Natale insieme alla propria famiglia. Purtroppo il 23 dicembre, ultimo giorno di scuola, rimane chiusa nella biblioteca della sua scuola. L’unico contatto col mondo esterno è un computer e sarà proprio questo computer a rappresentare per Martina la sola ancora di salvezza e, in particolare, il suo profilo Facebook dove posterà una serie di video sempre più disperati, girati con la webcam, in cui chiederà aiuto.

 

Questo è il plot narrativo della miniserie “L’Altra” che, però, non vedremo su uno dei tanti canali televisivi generalisti o tematici ma potremo seguire esclusivamente su Facebook cliccando su facebook.com/martidego. E così a partire dal 23 dicembre, sul profilo di una “semplice” studentessa del liceo, verranno trasmessi gli undici mini-episodi del thriller soprannaturale, la cui visione sarà ultimata in tempo reale da una serie di aggiornamenti fotografici e testuali. L’idea e la regia della miniserie è di Riccardo Milanesi ed è prodotta dalla casa di produzione Peter Pedro.

L’idea di utilizzare Facebook come piattaforma narrativa non è certo nuova, anche in Italia ci sono stati interessanti esperimenti cosiddetti «crossmediali». Narrative innovative, originali che vanno oltre le vecchie e tradizionali strutture industriali per confrontarsi con i nuovi scenari, i mondi paralleli, che si stanno manifestando.

Interessante considerare alcuni dati di fruizione della convergenza multimediale. Si pensi che sono 300 milioni i consumatori abituali di video su internet, negli Stati Uniti su 180 milioni di navigatori 140 tutte le settimane consumano on line video. In Italia, poi, 1/3 dei consumatori abituali consumano video su internet. Oggi il tempo speso su internet equivale al tempo speso davanti alla tv. L’on line video diventa quindi uno dei motori per la crescita di questo settore. Il tempo medio di visione e consumo oscilla tra i 3 e i 14 minuti.

In questo caso l’uso del social network è totale e assoluto: saranno i commenti degli amici di Martina ai video postati sul suo profilo «reale» a dare vita alla trama, con un gioco di rimandi tale che qualche utente potrà anche correre il rischio di credere che si tratti di una storia vera.

Ci troviamo di fronte ad un testo narrativo cangiante, che può essere costantemente ampliato, modificato, da chi lo pensa e da chi lo guarda. L’Opera Aperta di echiana memoria è pienamente realizzata. La scrittura si fa performativa, cross mediale e partecipata.

La miniserie, pertanto, rompe decisamente i tradizionali schemi narrativi per costruire una grande avventura collaborativa. La storia si pone al di fuori dello schermo, vive in mezzo al pubblico e soprattutto grazie al pubblico, che partecipando diventa protagonista.

Senza dubbio “L’Altra” è l’ennesima dimostrazione di come Facebook stia diventando sempre più una realtà a sé stante, una «piattaforma semichiusa» per dirla alla Chris Anderson, direttore di Wired, sempre più alternativa al Web aperto. Ancor di più nell’anno della consacrazione da parte di “Time” e di “Hollywood” del suo creatore, Mark Zuckerberg.

Un nuovo luogo nel quale raccontare, che parla a noi e parla di noi; un non luogo, uno spazio alternativo rispetto alla realtà, o meglio, si tratta di una realtà aumentata, moltiplicata. Come questa storia ben ci dimostra.

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