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“Ma Mondadori non c’è?”. Domande all’info point della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria

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Riesci a reggere senza troppi problemi le 10-11 ore al giorno sul trespolo in un info point della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria soltanto se...

Riesci a reggere senza troppi problemi le 10-11 ore al giorno sul trespolo in un info point della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria soltanto se sei una della quattro persone più pazienti del mondo (le altre tre sono i tuoi colleghi).

Se hai il sorriso tatuato in faccia anche davanti al più arrogante degli interlocutori. Se ti batte il cuore quando nel giro di un’ora e mezza ti passano accanto Andrea Camilleri, Margherita Hack, Renzo Arbore e, vabbè, anche l’ex ministro Diliberto. E, naturalmente, se sei magicamente attratto dalle pile di libri da cui sei circondato, dall’odore della carta quasi fresca di stampa, dalle diverse tonalità delle pagine e dalle decine di tipologie di carattere usati da ciascun editore per le sue pubblicazioni. Se hai almeno queste caratteristiche sei a cavallo. E se nella mezz’ora di pausa giornaliera riesci anche a bere un mezzo caffè… hai vinto.

Se sei un tipo anche solo leggermente irritabile, se molli subito la presa quando non riesci a farti capire, se non sei capace di consolare il povero avventore persosi tra centinaia di stand, questo lavoro può essere snervante, sfibrante, nonché deleterio per la tua psiche.

Ma quando un visitatore capisce grazie a te dove deve andare per trovare quello che cerca ed esclama “Signorina, lei mi ha salvato la vita!”… Soddisfazione, delirio di onnipotenza, sensazione di gloria perpetua ti pervadono. E trovi le energie e l’autocontrollo per fare buon viso a cattivo gioco, rispondendo alle domande più strambe senza apparire scioccato e soprattutto senza ridere in faccia al prossimo.

La fiera Più Libri Più Liberi si tiene ogni anno a Roma, a dicembre, a Palazzo dei Congressi. Le sale dove avvengono la maggior parte degli incontri e presentazioni si chiamano: Diamante, Smeraldo, Rubino, Turchese, Ametista. Quando arriva un tizio trafelato e in estremo ritardo e ti chiede “Scusi, dov’è la sala Corallo?” o “Mi scusi, per la sala Cristallo?” o “Come raggiungo la sala Cherubino?” o ancora “La prego, mi aiuti! Dove trovo la sala Turchina?“, tu tenti di immedesimarti all’istante nella disperazione da fretta in fiera e di non sghignazzare, neanche sotto i baffi. E rispondi con un naturalissimo: “La sala Smeraldo/Diamante/Rubino/Turchese è…”.

E’ sublime chi viene alla fiera della piccola e media editoria e arriva all’info point con una faccia a forma di punto interrogativo e, un po’ sconcertato, ti chiede: “Scusi, ma… gli stand di Mondadori, Einaudi, Feltrinelli, Adelphi non ci sono?!?“. Eh già… non ci sono. O chi cerca “lo stand di Stephen King“.

Poi c’è chi, poveretto, pensa di aiutarti essendo il più specifico possibile nella sua richiesta: “Salve signorina, cerco lo stand di Jacobelli con la J“. Ma sfortunatamente è Iacobelli, con la I. O chi è male informato sul nome esatto e cerca la casa editrice Minum Fax (minimum fax) o la Soverato (Sovera Edizioni).

E i vergognosetti, che chiedono “Dov’è il bagno?” sussurrando, sono centinaia. Fai fatica a sentirli, ma quando hai afferrato rispondi con tono basso e complice. Quasi un occhiolino fonico.

Quelli che riescono ad infastidirti davvero sono i visitatori che arrivano, programma in mano, e ti chiedono “Scusi, c’è una guida dove posso sapere determinate case editrici in che stand stanno?“. No comment. Buon viso a cattivo gioco, buon viso a cattivo gioco… ti ripeti ossessivamente. Ma pensi: “Che ti costa aprire l’unico opuscoletto che ti consegnano all’ingresso? E a cosa credi che serva? Come puoi preferire ad una sbirciatina dieci minuti di fila all’info point?”.

Ci sono poi gli scrittori in cerca di editore, che tentano di sapere chi pubblica gratis, chi a pagamento, chi valuta la qualità di un manoscritto. E qualche domanda balzana la fanno anche loro. “Scusi signorina, qui ci sono anche gli editori?“. Lì per lì, dopo nove ore di domande incredibili, ti verrebbe da rispondere: “Altrimenti?”. Invece lo guardi interrogativa, lui capisce e prosegue: “Io vorrei pubblicare un libro. Volevo sapere se ci sono soltanto i venditori o anche gli editori”. “Ahhhh!”, pensi.

Ma il primo premio per la domanda più assurda, quest’anno l’ha vinto lui: un ragazzo sulla trentina, per nulla frettoloso, passeggiava beatamente come fosse su un lungomare. Arriva da me e mi chiede: “Scusa… cos’è?“. Lo guardo con occhi da pesce lesso e tento di capire, ma questa è troppo, troppo difficile. Non mi mostra niente, neanche uno dei coupon che danno alle casse, non indica nulla sul programma, non ha un programma. Lui continua: “Cioè, cos’è tutto questo?“. Non ci credo. Sembra sia arrivato in fiera per caso, si sia materializzato lì dopo essere scomparso altrove, sia stato scaraventato di fronte a me da un portale spazio-temporale. Se fosse così dovrei chiedergli prima da dove arriva, che giorno è, per capire come agire e con quanto tatto spiegargli che è il 9 dicembre 2011 e che siamo a Roma, all’Eur, a Palazzo dei Congressi, in Fiera, ecc.

Invece provo la via più razionale e ovvia che riesco a stento a percorrere: gli spiego cos’è. Gli racconto della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, degli stand, delle presentazioni dei libri, dei concerti al Caffè Letterario, degli ospiti. Gli riassumo la storia e la fisionomia di Più Libri Più Liberi. E mi sento soddisfatta e competente, per un paio di minuti. Perché quando ho finito di parlare mi chiede sorridendo: “Ma Mondadori non c’è?“.

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