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Luce. Interno, biblioteca. Sono nel solito posto, nel solito angolo, nella solita posizione. Il libro di ieri, quello del giorno prima di ieri, quello che prendo da almeno una settimana. Leggo.

Luce.
Interno, biblioteca.
Sono nel solito posto, nel solito angolo, nella solita posizione. Il libro di ieri, quello del giorno prima di ieri, quello che prendo da almeno una settimana.
Leggo. Sono in quel punto, in quella stanza, in quel momento in cui … lui, alto e bello le parla, le dice di volerla, di amarla, di poter fare di tutto pur di averla. Lei arrossisce e lui la guarda, le tocca i capelli, le sfiora le guance, lei arrossisce di nuovo…
– Che ne pensi?
– Eh? – io, a voce bassa.
– Che ne pensi?
Alzo appena gli occhi dal libro. Mi guardo attorno. Tutti leggono.
Continuo … ora lui la tiene stretta e le dice ti amo, lei non parla e lo guarda…
– Allora che ne pensi?
– Eh? – ripeto.
– Pensi che lui faccia bene?
Rialzo la testa da libro, mi guardo attorno, ma tutti leggono. Torno sul libro. Lei adesso lo guarda e lui cerca di…
– Insomma pensi che lui sia anche un po’ porco, un po’ voglioso, tipo un po’ libidinoso?
Alzo di scatto lo sguardo e un signore distinto, seduto davanti a me, mi fissa. Di corsa torno sul libro. …lui cerca di prenderla e di baciarla…
– Oppure pensi che la ama e basta?
Fisso il libro e cerco di concentrarmi … lei si avvicina delicatamente…
– Ehi! Dico a te! Pensi che lei ora gliela dà?
Giro la testa e sussurro:
– Insomma… chi è?
Un tipo basso a fianco mi guarda, lo fisso un istante e poi punto ancora gli occhi sul libro.
– Io lo so che non gliela dà!
Faccio finta di niente.
– Lei non gliela dà e lui s’incazza! Allora lui la prende e se la fa in piedi, da dietro, poi lei si mette a urlare e arriva la polizia e poi l’arrestano e lei va dallo psicologo e alla fine s’ammazza.
– Ma insomma! – dico tra i denti.
– No, non è vero, lei non gliela dà, ma delicatamente lui la ama, poi la lascia, lei comunque ci va lo stesso dallo psicologo e alla fine l’ammazza.
– Insomma… basta!
– Guarda, in sincerità, la storia è che lei gliela dà solo quando si sposano e lui la ama per sempre, lei va dallo psicologo lo stesso e alla fine s’ammazzano entrambi.
– Bastaaa!!! – dico più forte.
– Shhhhhh!!! – e poi subito dopo – Silenzio!
– È da un po’ di tempo che ti tengo d’occhio sai, carina!
Allora penso “Ma chi è, dov’è, che vuoi?”
– Comunque il libro è una schifezza; è la solita storia banale, di un amore profondo, di sesso non consumato, la solita pappetta rinzuppata.
Continuo a pensare “E allora?”
– Sì, è la solita storiella da ragazzina che aspetta il principino.
Penso di nuovo “Eh? Che?!”
– Molto meglio roba un po’ più fortina, giornaletti con sbattimenti, sesso a tre, a quattro, in gruppo, scambi di coppia, manette, corde, giochini vari, grugniti e mugolii!
“Ma che schifo!” penso ancora, mi agito sulla sedia. Una donna in fondo con gli occhiali appena calati sul naso mi squadra, io mi nascondo.
– Sì, ululati, oggetti piccoli, grandi, multiuso!
“Ma è uno schifo tremendo!”
– Lo sai che sei proprio carina!
“Eh!?”
– Sei molto carina!
Mi tocco i capelli. Il signore distinto mi fa un sorriso, abbasso lo sguardo e penso “Dici?”
– Dico sul serio sei veramente molto, molto carina!
“Grazie!”
– Sei la più bella qui dentro, sai?
“Ma dai smettila!”
– Sei fantastica!
“Dai, mi fai arrossire!”
– Tu li fai i mugolii?
Sobbalzo sulla sedia, la donna con gli occhiali mi osserva con insistenza.
– Ti piace fare aùùù aùùùùùùù… ti piace, vero?
Mi agito ancora e penso “Ma, dico sei un maiale, un pervertito o cosa? E poi, a te che te ne frega!”
Mi guardo attorno veloce.
– Hai mai utilizzato tipo… oggetti per eccitarti!
Mi copro il viso e penso “Ma cosa vuoi, cosa vuoi da me!?”
– Beh… si fa così per parlare, insomma, io ti piaccio?
“Non capisco nemmeno chi sei, come fai a piacermi?”
Riguardo per un attimo la donna in fondo.
– Noooo, sei proprio fuori strada!
Mi giro e guardo il signore davanti.
– No!
Mi rigiro, e guardo il tipo basso.
– No, io sono alto.
“Cioè?”
– Cioè, sono in alto!
“Che? Che cosa?”
– Io sono su!
Guardo discretamente verso il soffitto.
– Più su!
Tendo la testa.
– Più su, ancora più su, senza eccitarti però!
“Smettila, pervertito!”
Guardo, fisso bene in alto e vedo la luce forte, sopra di me.
– Ecco, sì brava, sono il neon!
“Come?”
– Eh già, sono quello che t’illumina!
“Fantastico!”
– Fantastico un cazzo! Tu mi vedi neon, n e o n neon vero?
“Sì, ti vedo neon!”
– Ma io non sono un neon. In effetti io… sono un vibratore!
Continuo a guardare la luce in alto “Che?”
– Sì, sono un vibratore!
Alzo completamente la testa verso la luce “Bello mio, tu non sei un vibratore tu sei un neon!” penso.
– Se ti dico che sono un vibratore, sono un vibratore!
“Tu sei pazzo, ecco cosa sei: un pazzo!”
– Mai quanto te che parli con me che sono un neon, cioè un vibratore!
“Io parlo con te perché tu parli con me, altrimenti io con te non ci avrei mai parlato!”
– Insomma, sei tu pazza!
“Va bene, io sono pazza, ma tu non sei un vibratore.”
– Ecco, appunto. Non lo sono ma volevo esserlo!
“Sei neon e neon rimani” continuo a pensare guardando la luce.
– Mi vuoi fare arrabbiare per vedermi vibrare.
“Ma smettila, al massimo riesci a fare solo un leggera intermittenza.”
– Io non intermetto, io vibro!
“Tu intermetti!”
– No, io vibro!
“Intermetti!”
– Vibrooo!
“Ridicolo!”
– Bella, tu non sai chi sono io!
“Lo so, sei un neon!”
– Mi presento: mi chiamo ULTRAVELOCE. Sono il nuovo modello, ho sette velocità, dico: sette – nuove – splendide – velocità. E daiii vieni qui. Dai, ho detto, avvicinati. Devi aprire la mano, prendermi, andare sul tastino rosso in basso, e poiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!
“Maiale!”
– Sono solo un neon insoddisfatto.
“Un neon maniaco!”
– Sono solo un neon che voleva essere un vibratore, anale, vaginale, un fantastico vibratore e invece mi ritrovo neon, con cultura, ma sempre neon! Sai che me ne faccio di essere un neon. Io volevo vibrareeeeeeeeee….
Distolgo lo sguardo dalla luce, abbasso subito la testa e chiudo il libro.
– Portami, via con te!
Rialzo la testa e guardo in fondo la donna con gli occhiali continua a scrutarmi e penso “No!”
– Dimmi almeno che sono un vibratore!
“Non ci penso proprio!”
– Dai, dimmi che sono un vibratore e fammi grrrrrr.
Sbatto i pugni sul tavolo e il tipo a fianco sobbalza.
– Shhhhhhhhhhhhhhhh!
Dico forte: – Eh?
– Silenzioooooo!
– Mi fai grrrr? Dai fammi grrrrrrrrrrrrr!
Il signore davanti mi fa un altro sorriso, faccio finta di niente, guardo la luce e dico più forte:
– Va bene, sei un vibratore e grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!
Mi fissano tutti.
– Ti piaccio, vero?
“Ma che dici?”
– Lo so che ti piaccio!
“Ma smettila!”
– Lo so, io vedo tutto dall’alto, un neon queste cose le sa!
Riapro il libro, cerco rapidamente il segno e leggo … lui le avvicina le labbra e lei cerca di…
– Dai afferrami!
Leggo ancora … lei cerca di allontanarsi ma lui la stringe a sé, con tutto il suo amore…
– Su avvicinati!
– Insomma! – dico forte.
Il signore distinto mi sorride di nuovo, io guardo verso l’alto.
– Tu leggi, io sono un vibratore luminoso è fantastico non trovi? Siamo un bella coppia!
– Smettila!
– Dai prendimi!
– Smettila!
– Dai ora, uuuu afferrami, oraaa daiiiii daidaidai!
Allora chiudo il libro.
– Che fai?
Mi alzo lentamente. Mi guardo attorno.
Il signore sorride sempre. La donna scruta ogni mio movimento. Il tipo rialza lo sguardo verso di me.
– Ma io…
Salgo lentamente sopra la sedia.
– Ma…
– E stai zitto un attimo!
Mi allungo.
– Che poi…
Mi allungo ancora un po’.
– Sai non vorrei che tu…
Vado verso la luce.
– È che io… sai in verità…
Allungo la mano.
– Volevo solo… essere… un vibratore… ultraveloce…
Buio.

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