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Piccola indagine sul sorriso

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Sai che tristezza non saper sorridere!?! Chi sa ridere ha vinto su tutto, è padrone del mondo. Un sorriso dura un istante ma rende tutto ciò che è intorno...

Sai che tristezza non saper sorridere!?! Chi sa ridere ha vinto su tutto, è padrone del mondo. Un sorriso dura un istante ma rende tutto ciò che è intorno a noi magico e unico. Ricordo con affetto la mia insegnante di catechismo, Suor Eliana, la quale ci diceva sempre di donare anche solo un piccolo sorriso alle persone in difficoltà, così da renderle serene. Parole sante!!!

Sorridere è uno strumento efficace contro le distanze interpersonali. Mette in relazione ed unisce gli esseri umani. Il sorriso affascina da sempre per il suo ruolo di promotore di “affinità relazionale”. Il sorriso, come tutte le espressioni del viso, rappresenta l’emergere spontaneo, involontario e non richiesto dell’emozione provata.

Sono state elaborate molte ricerche sul sorriso; gli studi sui movimenti mimici della faccia risalgono al lontano 1863. Grazie alla Dott.ssa Sara Di Stano, la quale ha svolto la sua Tesi di Laurea proprio sul Sorriso, posso riportarvi alcune dimostrazioni e citazioni di studiosi che si sono interessati a tale argomento.

Paul Ekman approfondì questo tema sostenendo che il sorriso, come tutta la mimica, segnala sfumature e sottigliezze che il linguaggio non riesce a fissare. Ekman non si limita a fornirci una descrizione dettagliata del sorriso, ma ci rende nota l’esistenza di una grande “famiglia del sorriso”. Egli afferma: “Il sorriso è unica fra tutte le espressioni: basta l’azione di un solo muscolo per mostrare gioia. È difficile non rispondere al sorriso (perfino ad un sorriso del fotografo) e alla gente piace guardare visi sorridenti, come sanno bene i pubblicitari”. E ancora, continua Ekman:” Ci sono decine di sorrisi diversi, ognuno con un aspetto ed un messaggio particolare. Ci sono numerose emozioni positive segnalate dal sorriso, ma si sorride anche quando si è infelici. Poi ci sono i sorrisi falsi usati per convincere il prossimo che proviamo sentimenti positivi quando non è vero”.

Il sorriso per le sue caratteristiche è considerato un potente regolatore dei rapporti sociali, la frequenza e l’intensità con cui viene manifestato sono associati al genere, scrive Anolli: “Le donne sorridono più degli uomini per motivi di affiliazione e di compiacimento”. Svolgendo ricerche sulla comunicazione non verbale, Hall (1984) arriva a sostenere che il tratto tipico dell’espressione femminile è il sorriso. Le donne sorridono di più, guardano e sono guardate di più, adottano distanze interpersonali minori, ricorrono più spesso a segnali di contatto.

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