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Blink Circus: la galleria d’arte più piccola del mondo

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La Galleria 291 Est è una stanza quadrata, situata in un seminterrato da cui, se si guarda in alto, si vede il cavalcavia che taglia a metà San Lorenzo.

La Galleria 291 Est è una stanza quadrata, situata in un seminterrato da cui, se si guarda in alto, si vede il cavalcavia che taglia a metà San Lorenzo. Piccola, raccolta, quasi il salotto di un amico – il posto ideale per ospitare la galleria fotografica più piccola del mondo.

Si tratta di “Blink Photographic Circus”, un progetto artistico ideato e realizzato da Lorenzo Mastroianni. Immersa nell’oscurità del salone si trova infatti la sezione di un corridoio decorato in stile vintage, lungo 400 centimetri e largo 30. L’unica fonte di luce sono le lampadine poste all’interno della struttura, che lasciano il visitatore a spiare nel buio le pareti dorate di questa casa di bambole surreale, ricoperte da una ventina di microquadri dai colori a prima vista allegri e sgargianti. Ma basta avvicinarsi e usare le lenti di ingrandimento messe a disposizione dei curatori per trovare tutta un’altra prospettiva.

Innanzitutto non si tratta di quadri, ma di fotografie elaborate artisticamente, che ritraggono  una serie di ballerine inusuali, quasi grottesche. I loro corpi e le pose stonano con l’immagine di perfezione e grazia di solito associata alle punte e ai tutù che indossano. Cascate di capelli rossi e arruffati, tatuaggi e piercing ricoprono la pelle biancastra delle danzatrici –  abbandonate, riverse sul pavimento, attaccate a bottiglie d’alcool, con un grosso coltello in mano. Schegge di solitudine sospese nel vuoto, lo sguardo perso di chi balla una musica tutta sua, dentro a una stanza vuota. Attorno a loro, vecchi tappeti e pareti scrostate sembrano fondersi con il resto della micro galleria – quasi che, invece di essere i soggetti dei quadri, siano le abitanti stesse del corridoio, ognuna di loro intrappolata nella propria cornice. Lo sguardo del visitatore viene catturato da un vortice di colori e follia decandente, scandito dalla maschera inquietante di un clown che appare qua e là.

Alla mostra è abbinato un video di tre minuti, il Claire Noise Grotesque Photography, e un progetto fotografico sviluppato sempre dallo stesso Mastroianni nel 2009. Entrambi contribuiscono a far immergere il visitatore in un’atmosfera deformata, con il sapore di quelle favole che ti fanno tenere gli occhi spalancati nel buio perché ribaltano il punto di vista comune: il pierrot diventa sinistro, il clown inquietante, la ballerina è triste e ha il viso coperto di mascara colato.

Non a caso, l’inaugurazione della mostra ha avuto luogo il 31 ottobre con una performance artistica e teatrale che ha ricreato un mondo circense d’inizio Novecento – l’atmosfera perfetta in cui le storie delle piccole ballerine sembrano uscire e conquistare lo spazio tra una fotografia e l’altra, eppure senza mai sfiorarsi. Questo non è il circo delle tigri e della donna cannone – si dice nella presentazione del progetto – “questo è il circo delle passioni, questo è il circo dell’arte, questo è il circo della fotografia”. Una fotografia che è in grado di raccontare storie altre, di svelare l’umanità dietro alle figure stilizzate, perché le coglie nei momenti di debolezza e ne immortala impietosamente i dettagli. A partire dalle scarpe: perfette, eppure quasi sempre slacciate.

L’esibizione rimarrà alla Galleria 291 Est fino all’11 novembre, poi riprenderà il viaggio che l’ha già portata a toccare diverse città e gallerie europee – come è destino di ogni circo ambulante.

 

Link Utili:

www.galleria291est.com

http://www.youtube.com/watch?v=q6M2ZVVPWPY

http://www.youtube.com/watch?v=Dzkz2mP2lyU&feature=related

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