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Auditorium Parco della Musica: il Risorgimento “a scatti”

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Viva l’Italia! Il Risorgimento sul set è la mostra fotografica curata da Antonio Maraldi che l’Auditorium Parco della Musica ospita, fino al 5 novembre, all’interno...

Viva l’Italia! Il Risorgimento sul set è la mostra fotografica curata da Antonio Maraldi che l’Auditorium Parco della Musica ospita, fino al 5 novembre, all’interno della manifestazione dedicata al Festival Internazionale del Film di Roma.

Il foyer della Sala Petrassi si è agghindato degli scatti fotografici più belli con cui il cinema italiano ha reso omaggio a grandi e piccoli personaggi che hanno  scritto  alcune delle pagine della storia italiana. E dalle pellicole cinematografiche e televisive alle foto per ripercorre, tra battaglie e cospirazioni,  tra sogni e amori, il senso di quel sangue che con il suo rosso colore ha  disegnato una stagione dove la speranza univa, nel bene e nel male, cuori e vite.

Una serie di immagini, di scena e fuori scena, di varie pellicole a catturare uno sguardo, un gesto o semplicemente un momento di comunione, di attesa o di veglia. Non una mostra esaustiva di ciò che il cinema italiano ha saputo produrre nel corso dei decenni su quello che è stato prima, durante e dopo il Risorgimento per l’Italia e il suo popolo, ma una serie scatti “rubati” a una filmografia che si è riprodotta, indossando vesti sempre differenti, e avendo come punti fermi due grandi pellicole “l’un contro l’altro” a suggellare un inizio e una fine. Alessandro Blasetti con 1860 (1934) e Mario Martone con Noi Credevamo (2010). L’uno emblema di un Risorgimento trionfante ed epico e l’altro denso di interrogativi e problemi. E mentre, il “fermo” immagine di queste due pellicole si aggrappa ora al ricordo di scene note, altri film con i loro scatti si mostrano in tutta la loro compostezza e bellezza. C’è il melodramma di Lucchino Visconti con Il Gattopardo (1963), c’è la commedia di Luigi Magni con Nell’anno del Signore (1969) e c’è il set di Viva l’Italia! (1961) di Roberto Rossellini di cui la manifestazione ha preso a prestito il titolo.

Foto in bianco e nero e volti, noti e meno noti, catturati dalle abili mani dei fotografi di scena sono stati resi, come ha  puntualizzato Antonio Maraldi, con “l’idea di base di mischiare, essendo il Rinascimento fatto da personaggi famosi ma anche da partecipanti anonimi, star-protagonisti dei film con le comparse, i figuranti. Per esempio, questa foto scattata sul set di Viva l’Italia! di Rossellini mostra da un lato i protagonisti, in questo caso Renzo Ricci e Paolo Stoppa e dall’altro i figuranti.” È l’immagine di un popolo in fermento mentre aspetta lo Sbarco dei Mille.

Gli scatti esposti alla mostra appartengono a 11 film e provengono da alcuni degli archivi cinematografici più importanti d’Italia, come quello di Cesena e di Bologna. Sono foto quasi tutte inedite. Il curatore della mostra, infatti, le ha scelte direttamente dai negativi e molte sono state stampate, per l’occasione, per la prima volta.

La sequenza delle immagini torna a ricordare altre pellicole. C’è Camicie rosse (1952) di Goffredo Alessandrini  dove Anna Magnani indossa le vesti di Anita Garibaldi e la foto la mostra ferita a morte e trasportata da due uomini. Ma Anna Magnani è presente alla manifestazione anche con uno dei suoi ultimi film, nato per la televisione, Correva l’anno di grazia 1870 (1972) a fianco di Marcello Mastroianni e Alfredo Giannetti. Così come non mancano gli scatti del film Briganti (1991) di Marco Modugno che non poteva, comunque, mancare “il fatto del brigantaggio. Questo è un film che quasi nessuno ha visto dove c’è una giovanissima Monica Bellucci, Claudio Amendola e Ricky Memphis”, come ha valuto ricordare Antonio Maraldi.

“Se vogliamo la chicca della mostra” come puntualizzato dal suo ideatore “sono le foto del film La pattuglia sperduta di Piero Nelli del 1953. E’ un film per l’epoca straordinario, con un taglio quasi naturalistico e assolutamente antiretorico. Il film racconta lo sperdersi nella nebbia della pianura Padana, prima della battaglia di Novara, della pattuglia dell’esercito piemontese, e le cui foto nella pratica non sono mai state viste. Piero Nelli era un documentarista e La pattuglia sperduta è la sua opera prima nata con attori non professionisti, presi dalla strada.”

Quelle immagini, scattate dalle abili mani dei fotografi di scena, continuano a restare nei cuori, a raccontare, riconoscendo l’importanza di un momento rubato, semplicemente in una frazione di secondo. Ma, come amava ricordare Marshall McLuhan “la fotografia, il cinema, conferiscono una specie di immortalità, una preminenza alle immagini e non alla vita reale.” La mostra Viva l’Italia! Il Risorgimento sul set è riuscita a suggellare questa preminenza.

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