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Giuseppina Ricci : “Non c’è stato bisogno di castrare Peter Parker”

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Giuseppina Ricci (per gli amici e gli omerici, Giusy) è la vincitrice dell’ultimo Fantareale Slam! con tema "strane coppie". Ha raccontato di fronte a un pubblico entusiasta la sua storia d’amore con l’Uomo Ragno.

Giuseppina Ricci (per gli amici e gli omerici, Giusy) è la vincitrice dell’ultimo Fantareale Slam! con tema “strane coppie”. Ha raccontato di fronte a un pubblico entusiasta la sua storia d’amore con l’Uomo Ragno.

Giusy è nata a Napoli, vive praticamente da sempre a Roma e ha origini abruzzesi. Ha 38 anni, gestisce uno studio grafico ed è appassionata di fotografia e manga. Recita in una compagnia romana di teatro amatoriale e gestisce dal 2000 La Rosa di Versailles sito web dedicato a Lady Oscar.

Il 16 ottobre ha vinto il concorso organizzato dalla Scuola Omero che si è svolto nell’aula magna di Villa Maria, sede storica per gli alievi dei laboratori.

L’ho incontrata proprio lì, a Monteverde Vecchio. La situazione ricordava la scena iniziale del suo racconto, Nella tela del ragno, con cui ha vinto lo Slam.

Beh, c’era una palma e non un albero, ma ogni tanto mi guardavo intorno per controllare che non ci fosse nessun insetto gigante rosso e blu…

 

 

Partecipi abitualmente a concorsi letterari o è la tua prima gara di scrittura?

Prima del Fantareale Slam ho partecipato a qualche concorso di quelli a cui spedisci il racconto via posta o e-mail, quelli in cui c’è una giuria. Non avevo mai concorso dal vivo, con il pubblico che ti vota.

E’ stato il tuo primo Fantareale Slam?

No, il secondo. Il primo è stato a giugno scorso, quello il cui tema era Crimini Fantareali.

Hai mai frequentato un corso della Scuola Omero?

Si. Ho frequentato il I livello del corso di Narrativa e sto per ultimare il II livello.

Hai sempre preferito l’Uomo Ragno a Superman e ad altri supereroi dei fumetti o è diventato casualmente il protagonista del tuo racconto Nella tela del ragno?

Ho sempre avuto una grande passione per i supereroi. Ma da piccola volevo sposare Superman; crescendo ho preferito l’Uomo Ragno…

Hai qualche paura, fobia? Aracnofobia?

No! Sposto davvero gli animaletti, quando ne trovo qualcuno. Ma soffro di vertigini, come dico nel racconto. Ho paura delle vertigini.

Ricordi dov’eri e cosa facevi quando è nata l’idea del racconto?

Camminavo per strada, lo ricordo bene, il giorno dopo aver visto Spider-Man, il film con Tobey Maguire.

Hai scelto di partecipare con un racconto in chiave comica. Di’ la verità… Sapevi che spesso nei Fantareale Slam la comicità è stata premiata?

Posso dire di si. Il racconto con cui avevo partecipato la scorsa volta era molto serioso. Ho avuto dei consensi, ma ho notato che anche a me, quando ero tra il pubblico, faceva piacere fare una bella risata. E’ anche più divertente da leggere, crea meno tensione.

Verso metà racconto scrivi: “noi non si faceva all’amore”. Credevo fossi toscana!

La frase è liberamente ispirata a Roberto Benigni. Lo ammiro molto a livello professionale.

Hai castrato l’Uomo Ragno. L’Uomo Ragno!

No, non c’è stato bisogno di castrarlo. Non c’è un Peter Parker sotto al costume. L’Uomo Ragno è quello che vediamo e li è tutto liscio.

Nemmeno un filino di timore dell’eventuale ritorsione di qualche associazione per la difesa dell’Uomo Ragno?

No… Beh, in qualche modo è stata una sfida. Mi era già capitato di andare incontro a dissensi sul sito, La rosa di Versailles, per via di qualcosa che magari ho scritto in una fanfiction e che non è piaciuta ai fan.

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