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Il tempo più giusto

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Si racconta di un uomo che se ne andava sempre in giro a dire che aveva in testa un romanzo con la trama già tutta definita nei minimi dettagli e a chi gli chiedeva perché non lo scrivesse lui puntualmente rispondeva:

Si racconta di un uomo che se ne andava sempre in giro a dire che aveva in testa un romanzo con la trama già tutta definita nei minimi dettagli e a chi gli chiedeva perché non lo scrivesse lui puntualmente rispondeva:
– Perché mi ci vuole la giusta tranquillità e il giusto tempo. Che qui non ho.
Poi un giorno accadde che quell’uomo morì e che trent’anni dopo i familiari lo disseppellirono per trasferire ciò che restava di lui nell’ossario. Ciò che videro quel giorno li sconvolse. La bara dell’uomo era perfettamente pulita. Non c’era l’ombra di un osso. C’era soltanto, sistemata al centro, una risma di trecento fogli. Nessuno fece in tempo a prenderli e a vedere cosa ci fosse scritto sopra però. Una fortissima, improvvisa folata di vento se li portò tutti via.

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