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"Annaaaaa? Annaaaaaaaaaa?"  Che palle! A Flavia manca sempre qualcosa: Hai una cipolla? Mi puoi prestare la bicicletta? Se hai già letto il giornale me lo passi?

“Annaaaaa? Annaaaaaaaaaa?”

Che palle! A Flavia manca sempre qualcosa: Hai una cipolla? Mi puoi prestare la bicicletta? Se hai già letto il giornale me lo passi?

Cosa vorrà a quest’ora? No, non ho voglia di risponderle. E’ una serata così bella! Mi piace passeggiare scalza sul prato, nel silenzio del mio giardino: pulito, ordinato, gonfio di fiori e profumi.

Sotto alla siepe qualcosa si muove. Non vedo bene ma…mi sembra un topo! Non un topolino di campagna, no, è grosso, peloso. Gli occhi sporgenti sono dilatati. Da sotto le foglie mi mostra i denti.

Gli urlo sciò, sciò schifoso! Batto a terra i piedi per allontanarlo, ma in effetti ho un attacco isterico. Si sposta appena. Perché non scappa? Si muove lentamente, si trascina verso il fondo.

Dovrei acchiapparlo e buttarlo al di la della siepe…visto che a Flavia manca sempre qualcosa!

Come mi viene in mente di fare dell’ironia davanti a questa tragica situazione? Se mi morde mi attacca la leptospirosi e allora… ciao Anna! Vado a prendere la paletta.

La stringo forte, prendo la mira e giù… una gran botta tra le foglie. Lo colpisco di striscio. Mi risponde con un verso strano, tra lo squittio e il ringhio. Certo, è un topaccio di fogna!

“Annaaaa? Annaaaaaaaaaaaaaa?”

Ho altro da fare cara mia! Chiama, chiama!

Mi stendo a terra allungo il braccio e cerco di colpirlo nuovamente con la paletta, ma lui si sposta, ha una zampa ferita.

-Ora ti frego io – gli dico – avrai pane per i tuoi denti!-

Entro in casa e sveglio Salomone che sta dormendo sulla poltrona.

E’ un gattino che ho salvato dalle fauci del mastino della mia vicina. Solo il nome è grande, ma si sa che tutti i gatti, per istinto, uccidono i topi.

-Salomone, è arrivato il momento di farti valere. – Lo prendo in braccio e lo porto alla siepe. Lui continua a dormire.- Su cocco dai! Svegliati!-

Lo butto sotto le foglie: – Prendilo, mordilo, ammazzalo! –

Un movimentato tramestio tra strani gorgoglii, morsi, graffiate, soffi.  – E’ fatta – mi dico – bravo Salomone! –

Non finisco il pensiero che lui schizza verso casa con il pelo a cresta, come i capelli dei giovani d’oggi, il muso insanguinato e gli occhi allucinati dallo spavento.

Dentro la siepe il topo si muove. Porca miseria qualcosa è andato storto! E ora? Come lo ammazzo? Non ci riuscirò mai! Cosa posso fare? Sì, sì, una possibilità c’é.

Gli metto davanti qualche boccone di carne. Quando esce gli sbatto la pala del giardiniere sulla testa!

Eccola! Uffa quanto pesa!

– Qua, qua topolone, mangia la ciccina, dai, su, sbrighiamoci.-

Si muove con cautela, ma sta avanzando. Non gli do tempo di uscire dal fogliame. Prendo il badile con ambo le braccia e meno un colpo che lo sfrittella. Lo stuzzico con la pala, non si muove più. Ah finalmente! Mi sono tolta un pensiero enorme. Non avrei potuto dormire tranquilla pensandolo in giro per il  giardino.

“Annaaaaa? Annaaaaaaaaaaaa? Annaaaaaaaaaaaaaaaaa?”

Che strazio questa donna! Mica posso passare la notte così.

– Dimmi Flavia, cosa ti manca?-

“Non trovo il chiuhauha!”

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