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Effetti collaterali

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La porta del laboratorio era aperta. Entrò dopo aver indossato la tuta termica per sopportare l’altissima temperatura. Come ogni giorno passò in rassegna gli uomini di fuoco, ognuno nella sua camera ipotermica;

La porta del laboratorio era aperta. Entrò dopo aver indossato la tuta termica per sopportare l’altissima temperatura. Come ogni giorno passò in rassegna gli uomini di fuoco, ognuno nella sua camera ipotermica; ormai erano rimasti in pochi, gli ultimi sopravvissuti al surriscaldamento globale del pianeta. Davanti a uno di loro si fermò, riconoscendo gli occhi dell’uomo che amava; il fuoco lo avvolgeva ormai in ogni parte del corpo. La dottoressa sapeva che gli restava poco da vivere. Aprì la porta della camera ipotermica, cosa che non avrebbe dovuto fare; si tolse la tuta protettiva, altra cosa che non avrebbe dovuto fare. Poi si avvicinò all’uomo di fuoco e, dopo averlo guardato, lo toccò – e anche questo no, non l’avrebbe dovuto fare.
Quando l’inserviente entrò per pulire trovò la tuta per terra e accanto soltanto un mucchio di cenere dorata, come i capelli della dottoressa. Raccogliendo quei resti pensò tristemente: “Ecco, non ha tenuto conto degli effetti collaterali”.

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