Condividi su facebook
Condividi su twitter

Amo una matrioska

di

Data

Paola un giorno si è svegliata bambola. E’ di legno dipinto e la spaccatura intorno alla vita è vistosa e dentro c’è una bambola più piccola, poi un’altra. Sette in tutto.

Paola un giorno si è svegliata bambola. E’ di legno dipinto e la spaccatura intorno alla vita è vistosa e dentro c’è una bambola più piccola, poi un’altra. Sette in tutto.
Quella grande, che più delle altre assomiglia a Paola, ride tra le guance rosse. E’ frivola e superficiale. La piccola ha le dimensioni di un cuore e a stento ritrovo Paola in lei, ma in un modo più intimo e profondo è quella che la incarna meglio. Mi ritrovo coi sette fantocci a riconoscere in ognuno un animo della donna che amavo e che amo con la speranza di riuscire, montando e smontando, a ricomporne l’unità.
Il sesso è cosa delle notti più ebbre.
Da quando è matrioska, Paola va dall’euforia allo sconforto, come chi si sia perso. E spesso, disposte sul tavolo, le sette mi implorano, con gli occhi blu e fissi, di gettarle nel camino che ho cura di tenere spento.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'