Condividi su facebook
Condividi su twitter

I leoni del Cinema

di

Data

Le cose che mi sono piaciute alla 68° Mostra del Cinema di Venezia (fino a quando ci sono stato)

Le cose che mi sono piaciute alla 68° Mostra del Cinema di Venezia (fino a quando ci sono stato):

 

  • La passione di Al Pacino che mi fa venire voglia di riscoprire Oscar Wilde (Wilde Salome);
  • Polanski che non sbaglia un film (Carnage);
  • Il viso di Michael Fassbender in Shame, durante l’amplesso con le due puttane, che mi fa pensare ai quadri di Bacon, di Lucien Freud;
  • Il geniale Christoph Waltz (Carnage): dategli una forchetta e una fetta di torta e vi racconterà un mondo;
  • Philippe Lioret che fa ancora uno splendido film, dopo Welcome: Toutes nos envies (perché non era in concorso?);
  • Kate Winslet… pure quando vomita (Carnage);
  • Lo sguardo perso di Michael Fassbender nell’ultima sequenza di A dangerous method di Cronenberg;
  • L’umorismo nero del grande Todd Solondz (Dark Horse);
  • Vincent Lindon, che ancora una volta fa uno straordinario personaggio nel film di Lioret (non gli avrei dato due lire all’inizio della carriera);
  • Non aver visto film italiani, a parte il bel Io sono Li di Andrea Segre;
  • Il ritrovato Gary Oldman, un grande agente Smiley in Tinker, Tailor, Soldier, Spy di Tomas Alfredson;
  • Il ballo finale dei due ragazzi in Contagion di Sodenbergh, sotto le note di “All I want is you” degli U2;
  • Rade Sherbedgia in Io sono Li: già solo lui varrebbe l’acquisto del biglietto;
  • Il retrogusto pinteriano di Tinker, Tailor, Soldier, Spy;
  • La musica di Morricone de La Battaglia di Algeri che apriva i film delle Giornate degli Autori;
  • Gli spettatori in sala che pronunciavano Fassbender “Fassbinder”: il destino nei cognomi;
  • I film francesi (Toutes nos envies, Louise Wimmer) che parlano della crisi economica e dell’indebitamento dei poveri disgraziati (e i film italiani?);
  • Il sempre più spettrale Christopher Walken (Dark Horse);
  • Marco Paolini (Io sono Li);
  • Non aver visto il film di Madonna;
  • I fischi a quel sopravvalutato di Philippe Garrel;
  • Shame di Steve McQueen: l’analisi spietata del declino esistenziale della società occidentale;
  • Le attrici francesi: Marie Gillain (Toutes nos envies) e Corinne Masiero (Louise Wimmer);
  • Tutto il cast di Tinker, Tailor, Soldier, Spy;
  • L’attrice protagonista di Io sono Li: Zhao Tao;
  • Il commento di un addetto ai lavori all’uscita dalla visione del “film a sorpresa” cinese (poi pure Leone d’Argento) People Mountain, People Sea di Cai Shangjun: “La prima parte si riusciva a seguire… poi nella seconda parte non ho più capito un cazzo”;
  • Il personaggio della Morte in Poulet aux prunes del duo Satrapi-Paronnaud;
  • I sogni di Dark Horse;
  • L’ultima scena di Louise Wimmer, con la musica di “The days of Pearly Spencer”;
  • Non aver chiesto l’autografo a nessuno (nemmeno a Claudio Magris);
  • Venezia.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'