Postsecret: i tuoi segreti diventano arte

di

Data

Chi di noi non ha mai avuto un segreto? Uno grosso, grossissimo, che è difficile anche solo pensare e che ci toglie il sonno di notte, oppure anche uno...

Chi di noi non ha mai avuto un segreto? Uno grosso, grossissimo, che è difficile anche solo pensare e che ci toglie il sonno di notte, oppure anche uno piccolo e insignificante, che però ogni tanto s’infila in gola e ci impedisce di deglutire? Se avete provato questa sensazione, sono certa che conoscete anche il senso di liberazione, di confuso piacere e timore, che si prova nel rivelarlo a qualcuno. Un amico, un parente, oppure un ignaro tassista, che alle quattro di notte è costretto a sorbirsi i vostri dubbi esistenziali. Questa è proprio la sensazione su cui si basa Postsecret, un progetto artistico che elabora i meccanismi psicologici legati alla rivelazione di un segreto e ne sfrutta il doppio effetto: l’atto liberatorio per chi scrive, la curiosità di chi legge.

La storia di Postsecret inizia per le strade di Washington nel 2004, dove Frank Warren, un “artista per caso” che ha deciso di aiutare gli altri in un modo piuttosto particolare, distribuisce ai passanti tremila cartoline bianche. In risposta agli sguardi stupiti, il signor Warren spiega come farle diventare delle piccole opere d’arte, decorandole a piacere e scrivendo su di esse un segreto che, per essere tale, deve rispettare due semplici regole, quasi tautologiche: deve essere rigorosamente vero e inedito. Dopodiché, le cartoline vengono spedite, in forma anonima, alla casella postale del signor Warren, e pubblicate settimanalmente sul sito Postsecret.com. Nel giro di pochi mesi il progetto artistico decolla, consolidando attorno a sé una vera e propria comunità di appassionati che aspetta l’arrivo della domenica, giorno in cui vengono pubblicati sul sito una decina di “nuovi segreti”, che spaziano sugli argomenti più disparati: dai desideri inconfessabili agli abusi sessuali, dagli amori perduti e rimpianti alla nostalgia per chi se n’è andato per sempre. Il tutto inserito in una cornice sintattica e visiva il più accattivante possibile. Non c’è neanche da dirlo: sesso, amore e morte sono i grandi temi che vengono affrontati più frequentemente. Ma non solo, Postsecret diventa ben presto lo specchio dei tempi, testimone dei grandi eventi di attualità che s’insinuano nelle vite degli anonimi artisti: dall’anniversario dell’11 settembre alla crisi economica, fino all’uscita dell’ultimo Harry Potter.

Quando anche la stampa inizia a interessarsi dell’evento, la casella postale di Warren è ormai invasa da migliaia di cartoline, in arrivo da ogni parte gli Stati Uniti. “Incomincia a essere difficile tenere in ordine casa, con tutte queste cartoline in giro” rivela la moglie in una delle prime interviste “e sicuramente all’ufficio postale non siamo molto amati”. Negli anni, il pubblico di Postsecret cresce rapidamente e si diffonde in Europa e in Asia, dove vengono aperti siti affiliati o simpatizzanti in Francia, Spagna, Portogallo, Cina, Regno Unito, Norvegia e recentemente in una versione trilingue (inglese, russo e kazako) in Kazakistan, dove diventa un progetto di una ONG. Nel 2006 vince il premio come Blog dell’anno e come Miglior Blog Statunitense, e secondo Youth Trends, un gruppo che si occupa di analizzare e interpretare le abitudini degli adolescenti, nel 2008 Postsecret è nella top ten dei siti più amati dalle studentesse statunitensi. È proprio nei collegi universitari e nelle scuole superiori che Postsecret diventa un fenomeno di massa, un passaparola che conquista gli studenti in piena crisi adolescenziale. Ed è proprio a loro che si rivolge la Suicide Line, il servizio telefonico di prevenzione del suicidio di cui Warren fa parte e che viene sponsorizzato all’interno del sito.

Il motivo del successo del progetto sta tutto lì: da un lato, il sollievo di chi decide di liberarsi di un segreto, rivelandolo in modo anonimo a un pubblico vastissimo ma ignaro; dall’altro la curiosità quasi morbosa di chi, per un attimo, ha accesso al punto più profondo della psicologia di uno sconosciuto, e ne rimane colpito, sconvolto, ma anche confortato. Perché sì, è vero, abbiamo tutti le stesse paure, gli stessi rimpianti, gli stessi desideri.

Insomma, è proprio il caso di dire che Warren ha capito come sfruttare al meglio una serie di meccanismi psicologici che esistono in ciascuno di noi. Un materiale umano strabordante che, oltre al successo del sito, ha dato vita a numerosi progetti alternativi. Per esempio, le raccolte pubblicate in ben cinque volumi, che sono diventati a loro volta veicolo di segreti: basta entrare in una libreria, individuarli negli scaffali, e inserire in essi un paio di cartoline decorate, e il gioco è fatto. Spesso è lo stesso Warren che ne inserisce alcuni, autografati di suo pugno. Per non parlare dei video, del museo e dei tour di incontri pubblici (i PostSecretEvents) che Warren organizza su tutto il territorio statunitense: delle vere e proprie sedute di autoanalisi, in cui i partecipanti espongono la propria esperienza personale. Non solo: la comunità creatasi attorno al progetto, che recentemente ha trovato spazio anche su un blog apposito all’interno del sito, spesso si riunisce per incontri informali o pic-nic, sempre finalizzati allo scambio di esperienze, al confronto. È in queste occasioni che è possibile incontrare, davanti a un hot dog, gli autori delle migliaia di segreti. Inevitabile, allora, chiedersi se è la mora riccia che è stata stuprata dal padre, o se è il ragazzo biondo quel gay innamorato del suo migliore amico. Ma, in fondo, non ha così tanta importanza. L’importante è sapere che ognuno può guardare dritto negli occhi il vicino, perché con lui condivide qualcosa di intimo e profondo.

Indirizzi utili:

Postsecret.com

Postsecretcommunity.com

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'