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Il documentario: Fast Talk

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Parlare fino a restare senza fiato, esprimere le proprie idee così velocemente tanto da impedire a chi ascolta di seguire il discorso.

Parlare fino a restare senza fiato, esprimere le proprie idee così velocemente tanto da impedire a chi ascolta di seguire il discorso. Poco importa se ciò che si dice sia incomprensibile al pubblico: lo scopo è dimostrare di avere ragione, mettere a terra l’avversario e vincere. Il più rapidamente possibile. Gli studenti della squadra di dibattito della Northwestern University sono i migliori di tutto il Paese e sono capaci di parlare a una velocità impressionante: più argomenti, meno possibilità per l’avversario di ribattere ad ogni singola frase. Più parole si dicono, più la vittoria si avvicina. Perché in fondo è  questo che conta: vincere e portare a casa un trofeo. Il brillante documentario Fast Talk, della regista Debra Tolchinsky racconta un microcosmo tenero e competitivo al tempo stesso: gli studenti della squadra di dibattito della Northwestern University sono veri e propri atleti, preparati a  superare i loro limiti, a competere  con degli avversari, a vincere paure e angosce. Sono intelligenti, abili, sensibili e in grado di sviscerare argomenti estremamente complessi in pochi minuti: molti di loro diventeranno convincenti politici o brillanti avvocati. Ma parlare a velocità impressionanti ha anche i suoi costi: come capita in ogni sport competitivo, possono manifestarsi disturbi come ansia, stress e altri problemi. Non solo: parlare veloce ha i suoi costi anche in termini economici. “Per diventare fast talkers è necessario iniziare a prepararsi fin dal liceo e frequentare costose scuole estive”, racconta Debra Tolchinsky “Di conseguenza gli studenti che non sono in grado di parlare velocemente  sostengono  che la tecnica del fast talking sia riservata a persone  privilegiate e che siano discriminati i ragazzi con redditi bassi o appartenenti a minoranze”. Nonché le donne: essere aggressive, rapide e competitive può ancora essere uno  svantaggio per la loro vita sociale. Ridurre il tempo sembra essere diventato il nuovo criterio di eccellenza di tutto il mondo culturale: cosa ne è stato allora della lentezza, della capacità di comprensione, dell’elogio della singola  parola o della singola immagine? Non sembrano essere scomparsi del tutto: Fast Talk infatti, è stato girato in quasi 5 anni, con l’aiuto dei ragazzi della Northwestern University, muniti di telecamere. La lentezza è ancora in grado di creare piccoli capolavori.

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