Condividi su facebook
Condividi su twitter

Il film: Il ragazzo con la bicicletta dei fratelli Dardenne

di

Data

Abbandonato in un orfanotrofio dal padre, il dodicenne Cyril (Thomas Doret) tenta, con una tenacia che rasenta l’ossessione, di ritrovare l’uomo per farsi riprendere con...

Abbandonato in un orfanotrofio dal padre, il dodicenne Cyril (Thomas Doret) tenta, con una tenacia che rasenta l’ossessione, di ritrovare l’uomo per farsi riprendere con sé.

 

Samantha (Cécile de France), una parrucchiera incontrata per caso, dopo aver ritrovato la bicicletta del ragazzino – che l’anaffettivo padre ha venduto per racimolare pochi spiccioli – propone di prendersi cura di lui nei week end. Per Cyril sarà il primo step del processo di elaborazione dell’abbandono paterno, di rinuncia a una condotta illecita e di accettazione di un amore inaspettato.

 

Luc e Jean-Pierre Dardenne ne Il ragazzo con la bicicletta (Gran Premio della Giuria a Cannes) rinunciano alla linea realistica e documentaristica che caratterizza i loro precedenti lavori, per lasciar spazio ad uno stile che aderisce più ai canoni della drammaturgia classica. Infatti, dal lungometraggio dei registi belgi fa capolino lo schema di costruzione narrativa del linguista Vladimir Propp, in cui il protagonista (Cyril) incarna l’Eroe che, in seguito all’annientamento dell’Antagonista (il bullo del quartiere) attraverso il supporto dell’Aiutante (Samantha), porterà a termine il suo viaggio suggellato dalla ricompensa finale (una nuova famiglia).

Il ragazzo con la bicicletta, nonostante l’insolita architettura filmica, rievoca, comunque, il gusto non plateale ma essenziale dei due registi belgi, fin troppo crudi nel riferire la miseria di una gioventù moderna spesso ai margini. Scaraventando subito lo spettatore nel flusso degli eventi senza avvalersi di alcuna premessa espositiva e senza rendere noto il movente dei personaggi, i Dardenne si concentrano forzatamente solo sulle tappe della metamorfosi del protagonista.
La figura femminile, che invade  repentinamente la solitaria esistenza di Cyril, nasce come entità dall’incarico (puramente genuino) di riscatto e redenzione del personaggio principale. L’iniziale ostilità verso la donna da parte del ragazzino – il cui unico scopo è salvaguardare la bicicletta come labile ricordo di un padre menefreghista – sarà sostituita dalla graduale consapevolezza della nuova relazione affettiva.

 

Rispetto ai precedenti lungometraggi dei fratelli Daredenne, ne Il ragazzo con la bicicletta prevale l’uso della camera a mano e la preferenza di una fotografia dai colori più caldi e vivi. Così come la luce, anche la colonna sonora, di solito assente, concorre ad alleggerire i toni e a mitigare la collera esternata da Cyril. Come nello schema di Propp – in cui dopo la rottura dell’equilibrio iniziale e dopo le peripezie dell’Eroe, si ristabilisce l’equilibrio – Cyril, attraverso un metaforico e tortuoso viaggio  in bicicletta, troverà una nuova casa.

 

Titolo originale: Le gamin au vélo Regia: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne Genere: Drammatico Paese: Italia, Francia 2011 Durata: 87′ Produzione: Wild Bunch Distribuzione: Lucky Red Cast: Cécile de France, Thomas Doret, Jérémie Renier, Fabrizio Rongione, Egon Di Mateo, Olivier Gourmet

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'