XXIV Salone Internazionale del Libro di Torino: l’agente Agatino Catarella, di pirsona pirsonalmente

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Io non sono semplicemente una "fan affezionata". Sono un po’ monomaniaca. C’ho la fissa dei "Montalbani". Ho scritto una tesi di laurea sulla trasposizione televisiva del commissario & co. Sto per scriverne un’altra sul padre letterario di Salvo.

Io non sono semplicemente una “fan affezionata”. Sono un po’ monomaniaca. C’ho la fissa dei “Montalbani”. Ho scritto una tesi di laurea sulla trasposizione televisiva del commissario & co. Sto per scriverne un’altra sul padre letterario di Salvo. E adoro tutto quello che posso leggere o guardare sulla squadra di polizia più alla mano della fiction italiana. Quindi non mi sarei mai fatta sfuggire l’incontro Il commissario Montalbano organizzato, per l’uscita dei dvd dell’ultima stagione della fiction, nello Spazio Rai del Salone del Libro di Torino

Chi è sulla mia stessa barca può capire perché quando, già emozionata aspettando “soltanto” Fazio e Mimì, mi vedo arrivare in giacca e cravatta Catarella (l’attore Angelo Russo)… ho quasi un mancamento!! Lo raggiungo, lo saluto, parlo due minuti con lui e poi torno al mio posto aspettando l’inizio della conferenza.

Secondo il programma avrebbero dovuto partecipare Peppino Mazzotta (agente Fazio), Cesare Bocci (vicecommissario Mimì Augello), Alberto Sironi (regista della fortunatissima serie), Alessandro Ravani (direttore commercializzazione diritti di Rai Trade) e il produttore Carlo Degli Esposti. Qualche defezione c’è stata; non si sono visti Mazzotta, Bocci e Degli Esposti. In compenso c’erano il mio Catarella, Gloria Giorgianni, editor della serie, e Guido Barlozzetti.

Per chi è appassionato delle vicende del commissariato di Vigàta, l’inizio dell’incontro è stato epico. E’ nota a chi segue la serie l’abitudine dell’agente Catarella di entrare nell’ufficio di Montalbano sbattendo la porta al muro, per la troppa veemenza con cui la apre e perché (spiega ogni volta il personaggio) la mano gli “sciddricò” (scivolò). Bene. Erano tutti ai loro posti, stavano per iniziare, quando il conduttore dell’incontro (Francesco De Vescovi) chiede a Ravani il perché di una sedia vuota e se mancasse qualcuno. Al che entra Angelo Russo, in divisa e trafelato e prende il microfono: “Io volevo dire: domando pirdonanza per la porta questa volta ma mi scappò“. E giù applausi e risate dal pubblico dello Spazio Rai e dai curiosi che si erano fermati a guardare la scena. Geniale, a parer mio, il personaggio di Catarella. Ti fa venir voglia di volergli bene. E’ un “personaggio siciliano positivo”, come è stato ripetuto spesso durante l’incontro al Salone, come molti altri nella fiction di Rai 1.

A dirla tutta, la serie è incentrata su delitti e misfatti che quasi mai hanno a che fare con la mafia; proprio per dar risalto ad altri aspetti della Sicilia e dei siciliani (Andrea Camilleri stesso spesso sottolinea che scrivere di mafia è dare importanza agli uomini mafiosi e che si possono già trovare buone letture sulla mafia negli atti dei processi). De Vescovi introduce parlando proprio dell’umanità del commissario Montalbano, in cui tutti ci possiamo ritrovare. E’ un uomo prima che un funzionario dello Stato: mangia, si racconta, fa considerazioni. E Sironi prosegue raccontando di come Montalbano sia “il commissario della verità” (in un episodio addirittura si può imparare la ricetta degli arancini!) e quanto sia bravo Luca Zingaretti ad interpretare questo personaggio. Parla poi di Angelo Russo, evidenziando quanto il personaggio di Catarella possa sembrare il più naturale mentre è il più difficile da rendere sulla scena; dell’obbligo di tradire che ha il regista, che deve adattare il testo ai tempi e al linguaggio televisivi; e della bravura del produttore Degli Esposti che non si culla sul successo che la serie ha già acquisito ma continua a “spendere soldi” per produrre sempre nuovi film di qualità.

Il regista racconta anche qualche aneddoto della lavorazione. Come l’episodio in cui, durante le riprese, Russo entra nell’ufficio del commissario e invece di sbattere soltanto la porta cade rovinosamente per terra. E’ un attore che “sa darsi totalmente, non si risparmia”, dice Sironi. E sul set non riuscivano più a smettere di ridere, Zingaretti in primis.

Poi il rapporto con il suo mestiere: Sironi dice di lavorare solo a cose che gli piacciono e in cui crede; e in Montalbano si diverte un mondo ed è una serie in cui ha creduto dall’inizio (come specifica la Giorgianni, dicendo che bisogna ringraziare chi ha saputo scoprire il personaggio del commissario: Elvira Sellerio prima e Alberto Sironi poi).

Russo ha ringraziato di cuore tutti, dal produttore, agli autori, al pubblico e ho perso il conto delle sue battute degne di Catarella: “Ho avuto fortuna perché da piccolo ho avuto la meningite. E con la meningite o si muore o si diventa scemi. Mi ha aiutato”, “La scuola è obbligatoria, l’ignoranza è facoltativa”, “Non è vero che in Sicilia tutti pagano il pizzo. Metà lo pagano e metà lo prendono”, per citarne qualcuna.

Barlozzetti ha fatto notare che Montalbano “fa il caffè con la moka, non con una moderna macchina per il caffè”. E qui Sironi chiede di far caso al fatto che negli episodi non si vedono quasi macchine in giro. Il commissario stesso ha un’auto vecchia. Questo perché Camilleri ha scritto una storia ambientata ai giorni nostri ma “pensata ai suoi tempi”. Quindi, in fase di trasposizione televisiva, hanno deciso di conservare quest’isola temporale che si era creata nell’immaginario dei lettori eliminando quasi del tutto le macchine nelle scene in strada. E alcuni luoghi usati per le riprese sono diventati zone pedonali!

Alla domanda di De Vescovi, che chiedeva se ci saranno nuovi episodi e se Zingaretti ha confermato la sua presenza per la prossima serie, la Giorgianni ha risposto che “si, sono previste sicuramente nuove puntate di Montalbano” e che Zingaretti “ad oggi” dovrebbe esserci. Il commissario Montalbano senza Luca Zingaretti è inimmaginabile… Quindi il fatto che in Rai abbiano già in programma nuove riprese dovrebbe tranquillizzare noi Vigàtesi d’adozione!

A concludere l’incontro, un’altra battuta di Russo alias Catarella. Sironi scherzosamente raccontava che loro due hanno un sogno: girare un episodio che veda Catarella in azione senza Montalbano. E Russo: “Sarei un incrocio tra Maigret e Rex”.

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