Torino: magica, occulta, massonica

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Torino: città ricca di misteri, segreti, significati nascosti, occulti, esoterici che ancora oggi si lasciano intravedere nei suoi portoni, nei suoi edifici, nei suoi marciapiedi, nelle sue piazze...

Torino: città ricca di misteri, segreti, significati nascosti, occulti, esoterici che ancora oggi si lasciano intravedere nei suoi portoni, nei suoi edifici, nei suoi marciapiedi, nelle sue piazze; laica, risorgimentale e massonica.

Torino è magica, e lo è di per sé già per la sua collazione: è situata infatti sul 45° parallelo, esattamente alla metà del nostro emisfero in posizione che la rende vertice di due triangoli di città antitetici: del cosiddetto “triangolo bianco” insieme a Lione e Praga, ma anche del cosiddetto “triangolo nero”, insieme a Londra e San Francisco. Ma non solo: la città si troverebbe sopra un nodo energetico, centro sacro di energie telluriche, dato dal punto d’incontro del Po, fiume dalle caratteristiche “maschili”, e della Dora, fiume invece dalle caratteristiche “femminili”.

La sua conformazione intrinsecamente magica l’ha resa, non a caso, meta di personaggi del calibro di Nostradamus, di Paracelso, di Cagliostro, del Conte di Saint German e del grande mago Apolonnio di Tyana, esperto conoscitore dell’arte occulta dei talismani e che nascose un potentissimo talismano, la pietra filosofale, in una delle Grotte che si dice per chilometri si trovino al di sotto della città.

Il nome stesso “Torino” potrebbe trarre la sua origine dalla cultura egiziana: secondo una leggenda infatti il primo fondatore sarebbe stato Fetonte, figlio di Iside, che avrebbe scelto il luogo per farne un centro di culto del dio Api, che gli Egizi raffiguravano, non a caso, con le sembianze di un toro. Al di là della fondatezza della leggenda, è comunque innegabile che i Savoia sostennero e diffusero nella capitale del loro regno l’interesse per l’egittologia, così come quello per l’occultismo e l’esoterismo, tutti aspetti che incrementarono notevolmente l’idea di Torino quale città del mistero. Altre ragioni vanno poi ricercare nel Risorgimento e nel periodo in cui la Curia Romana, contraria all’unità nazionale, cercò in ogni modo di screditare la città. Fu proprio in questo clima che circoli massonici, associazioni teosofiche e un certo spirito anticlericale furono tollerati e sostenuti dallo Stato e dalla Corte. Torino divenne così la nuova capitale morale e religiosa d’Italia, portatrice delle ragioni del mondo civile contro quelle della barbarie medievale, incarnate dalla Chiesa cattolica, e accolse moltissimi liberali, protestanti e massoni di tutta Italia; offrì loro posti prestigiosi in università, giornali, diplomazia, raggiungendo così l’importante obiettivo politico di essere sostenuta dagli stati più rilevanti.

Tutto questo ha lasciato inevitabilmente delle tracce indelebili e così, storia e leggenda si sovrappongono in una città in cui ogni angolo, dietro alle apparenze, cela un altro significato, spesso misterioso, spesso magico, spesso occulto.

 

Il punto più “nero” della città, ossia il “nigredo”, coincide con Piazza Statuto: da sempre questo luogo è stato considerato negativo, e in epoca romana qui sorgeva una grande necropoli. È qui il monumento in memoria dei lavoratori morti durante la costruzione del traforo del Frejus, la Fontana del Frejus. Il monumento presenta varie figure sormontate da una figura alata con in testa una stella a cinque punte, emblema simbolico e magico. Secondo alcuni il monumento sarebbe allegoria della difficoltà della conquista della Vera Conoscenza (rappresentata dall’angelo con la stella), mentre secondo altri la figura alata sarebbe Lucifero, l’angelo ribellatosi a Dio, e dunque il monumento non celerebbe altro che la “Porta degli Inferi”.

In Via Lascaris si trova un’antica sede di una Loggia Massonica e ai piedi del palazzo, sul marciapiede, si aprono degli strani “occhi” dal taglio maligno che contribuiscono all’aspetto misterioso del palazzo, ma che sono in realtà prese d’aria e di luce per i locali sotterranei dove si tenevano le segrete riunioni della Loggia.

Altro elemento occulto della città è il Portone del Diavolo: appartiene ad un palazzo realizzato nel 1675 per volere del ministro delle Finanze Savoia, destinato ad ospitare la Reale Fabbrica di Tarocchi. Il portone presenta numerose figure occulte e uno dei battenti riproduce una testa demoniaca, ispirata, non a caso, alla carta n° 15, il “Diavolo”.

Piazza Castello è invece il cuore “bianco” della città, il centro delle energie positive e benefiche. Sulla piazza si trova l’entrata laterale della Real Chiesa di San Lorenzo, edificio ricco di simbologia che affascina soprattutto per la sua cupola “metamorfica”: guardandola non dal centro infatti, la decorazione sembra raffigurare volti ghignanti, mostruosi, mentre se ci si pone al centro della volta si osserva uno splendido fiore ad otto petali.

Altra chiesa ricca di simbologia occulta è la Chiesa della Gran Madre di Dio, legata al mistero del Santo Graal: la statua della Fede, posta lateralmente all’edificio, tiene nella mano sinistra un calice e, secondo la leggenda, il suo sguardo è rivolto verso il luogo in cui sarebbe sepolto il Santo Graal. C’è però un dettaglio da sottolineare: la statua non ha le pupille, per cui in realtà è impossibile capire la direzione dei suoi occhi…

In Piazza Solferino si trova la Fontana delle Quattro Stagioni, nota come Fontana Angelica, costruita negli anni ’20 secondo i dettami della Massoneria. Ai lati del monumento vi sono due figure femminili, allegorie della Primavera e dell’Estate, mentre al centro vi sono due figure maschili, Autunno e Inverno, che guardano uno ad oriente e l’altro ad occidente. Lo spazio tra queste due statue è ben definito e sembra delineare un immaginario portale: secondo l’interpretazione esoterica i due giganti sarebbero Jachin e Boaz, sostenitori delle colonne d’Ercole, nonché nomi delle due colonne del tempio di Salomone e dunque, corrispettivi, nella simbologia massonica, dei due principi fondamentali dell’uomo: Stabilità e Forza. La Fontana Angelica sarebbe quindi una porta verso l’Eternità e l’Illuminazione, in contrapposizione alla “Porta degli Inferi”, celata nella Fontana del Frejus.

Torino è una città che non si lascia cogliere, in cui l’univocità dei significati non esiste, è una città da scoprire, da capire, nella cui magia vale la pena perdersi…

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