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La fiction: Hot Cleveland la riscossa brillante degli “anta”

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Tre belle signore metropolitane e veterane dell’industria culturale e mediale di Los Angeles, Melanie, Joy e Victoria vogliono partire per una vacanza a Parigi, e...

Tre belle signore metropolitane e veterane dell’industria culturale e mediale di Los Angeles, Melanie, Joy e Victoria vogliono partire per una vacanza a Parigi, e invece rimangono bloccate a Cleveland (Ohio), che fatti i dovuti paragoni è circa come voler andare alle Canarie e non riuscire a ripartire da Lamezia Terme. Questo è l’incipit della irriverente e divertentissima sitcom Hot in Cleveland trasmessa da FoxLife. E così Melanie Hope (Valerie Bertinelli) divorziata e madre di due figli, in conflitto con la madre che la incolpa per aver dato in adozione il figlio avuto quando era adolescente; Joy (Jane Leeves) estetista delle dive di Hollywood specializzata in design delle sopracciglia e Victoria, (Wendie Malic) presunta star di soap opera sposatasi cinque volte e convinta che per lei non ci siano più ruoli da protagonista, si ritrovano in una comunità amichevole, che non ha nulla a che vedere con gli arrivisti e l’atmosfera esasperata e caotica di Los Angeles.

Si rendono conto che Cleveland offre loro molto più degli ambienti a cui sono abituate: meno competizione, più uomini eterosessuali, gente che mangia in pubblico. In questo sogno fatto di carboidrati e gentilezza, le tre veterane dello showbiz scoprono che, nonostante il loro essere oltre gli anta, nella nuova città ottengono ancora notevoli consensi e interessanti successi, e così decidono di cambiare drasticamente stile di vita. Si fermano a Cleveland e affittano un appartamento da Elka Ostrowsky, interpretata da una straordinaria Betty White, un’insolente custode senza peli sulla lingua e che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.

Ideata da Suzanne Martin (Frasier, Ellen), che la produce con Todd Milliner e Sean Hayes (l’indimenticabile Jack di Will & Grace), la serie è la prima produzione originale del canale via cavo Tv Land, che l’ha proposta l’anno scorso ottenendo un grande successo sia tra la critica che tra i telespettatori. Il primo episodio è stato infatti visto da 4,7 milioni di persone, mentre i dieci episodi della prima stagione da una media di 4,2 milioni.

La sitcom presenta una scrittura brillante, ricca di ritmo e autoironia; una narrazione garbata che non eccede e non esagera. Gli stessi personaggi sono caratterizzati ma credibili e verosimili. Inoltre nella serie si avverte una arguta e sottesa analisi sulla differenza qualitativa di vita di una grande metropoli e una piccola città. È sorprendente quanto una serie possa contribuire, a volte, all’immagine e alla costruzione verosimile di una città.

Hot in Cleveland vuole essere una risposta degli “anta” a Sex and the City e un omaggio a classici come Cin Cin o a Cuori senza età per narrare una storia tutta al femminile in cui le protagoniste si devono confrontare con i pregiudizi sulle loro carriere, i loro vestiti e soprattutto la loro età che passa ed avanza senza sosta. E non è una coincidenza se gli americani si stanno muovendo sempre più nei luoghi narrativi ed immaginifici dei giovani adulti. E soprattutto delle giovani adulte. Signore cinquantenni che, a Cleveland, rinascono, belle e corteggiate da coetanei che non si mettono con le ragazzine.

Si cerca l’amore ma, al tempo stesso si chiosa: «ricorda: i film romantici sono come le cure contro la cellulite, raccontano cose non vere». Le tre non più giovanissime scoprono un mondo «dove tutti gli uomini sembrano uomini veri e tutte le donne sembrano donne vere» e «dove tutti mangiano e nessuno si vergogna di farlo».

Nel tempo narrativo di mezz’ora è piacevole e catartico scherzare sull’età che avanza, sulla necessità di essere sempre al top e sul desiderio di staccare la spina dal mondo confusionario e stressante che ci vuole sempre e solo perfetti, impeccabili e inumani per godersi una serenità che si può trovare anche laddove non si direbbe. Una serie in grado di scatenare una forma di accondiscendenza nostalgica provando a recuperare emozioni lontane e dimenticate.

In fondo il tempo che scorre inesorabile non conosce rimedi o soluzioni, ma con lo spirito giusto si impara ad accettarlo. Soprattutto che se al tuo fianco hai come amica un’arzilla signora di nome Betty White come esempio da seguire e ironia da vendere.

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