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William & Kate for ever

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9 minuti dal Goring Hotel all’abbazia di Westminster. Altri 4 dall’ingresso all’altare. Un fiume di persone mi attende.

9 minuti dal Goring Hotel all’abbazia di Westminster. Altri 4 dall’ingresso all’altare.

Un fiume di persone mi attende.

9 minuti.

Reali, principi, duchi, conti, baroni, nobili, aristocratici, vip e borghesi.

8 minuti.

Eleganza, vestiti sfarzosi, giganteschi copricapo o vezzosi cappellini, etichetta.

7 minuti.

Sei aceri inglesi e due carpini bianchi nell’abbazia.

6 minuti.

Mia madre, Carol Elizabeth Goldsmith, entra in chiesa, nel suo completo grigio perla.

5 minuti.

Accompagnato da sua moglie Camilla Parker Bowles, duchessa di Cornovaglia, Carlo, il principe di Galles, entra nell’abbazia in alta uniforme e consegna guanti e cappello all’ingresso.

4 minuti.

Sarò duchessa di Cambridge, contessa di Strathearn e baronessa di Carrickfergus.

3 minuti.

La Rolls Royce viene a prendermi, dopo aver accompagnato la regina Elisabetta II del Regno Unito (vestita di giallo, come previsto dai bookmaker) e il principe Filippo, duca di Edimburgo, all’abbazia.

2 minuti.

Il principe William del Galles, vestito dell’uniforme rossa di colonnello delle Irish Guards mi aspetta lì, con Harry.

1 minuto.

Mio padre, Michael Francis Middleton e mia sorella Philippa (detta Pippa), la mia damigella d’onore, mi accompagnano.

4 minuti dall’ingresso all’altare.

Il mio vestito bianco di pizzo e seta per niente low cost (disegnato da Sarah Burton) e il mio splendido velo ricamato.

3 minuti.

Il corteo di damigelle e paggetti e il coro.

2 minuti.

William ed Harry arrivano all’altare.

1 minuto.

Mio padre mi accompagna da William.

0.

Che sto facendo? Che la regina campi altri cent’anni, ma… davvero voglio passare i prossimi ad alzarmi e fare la riverenza ogni volta che entra nella stanza dove mi trovo? Ed è sicuro che mi basti William? Si, ok, è già principe di Galles, oggi diventerebbe duca di Cambridge, conte di Strathearn, barone di Carrickfergus e magari più in là re del Regno Unito. E io sarei regina. Gli voglio bene, ma stiamo insieme da quando avevo vent’anni! Non ho vissuto niente! Cioè, ci sono state le parate militari, i soggiorni in resort (e in uno ci siamo pure lasciati…), il concerto in memoria di lady Diana, i matrimoni nobiliari, le battute di caccia… Ma le serate in discoteca? I cornetti alle 6 di mattina? Gli InterRail? Le sbornie pubbliche e colossali? I tatuaggi? I piercing? Le storie da una notte e via?

E i miei abitini di H&M e di Liu Jo? Dovrei vestirmi dei colori di Barbie come la regina? E le serate con le amiche alla Sex and the City? E magari una pazzia… gli speed date!

No… Non ce la faccio. Mi sento mancare l’aria. Non me ne volere, William caro. Fossi almeno di una bellezza mozzafiato alla David Beckam, che vedo lì in fondo con sua moglie Victoria… Ma sei davvero cambiato in questi nove anni. Eri identico a tua madre, ora somigli sempre di più a tuo padre. E al momento di dire: “lo voglio”, dico NO, che non voglio. Che non me la sento, senza offesa e senza rancore. Dico no. A William, al principe di Galles, al duca di Cambridge, al conte di Strathearn, al barone di Carrickfergus e al re del Regno Unito.

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