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G. e “L’origine del mondo”

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G. fa il custode notturno nel Museo d’Orsay di Parigi, dove è esposto l’Origine del Mondo di Gustave Coubert. G. va pazzo per quel dipinto, per quel corpo di donna.

G. fa il custode notturno nel Museo d’Orsay di Parigi, dove è esposto l’Origine del Mondo di Gustave Coubert. G. va pazzo per quel dipinto, per quel corpo di donna. Quella vagina così realistica, quei fitti peli pubici, quelle gambe carnose, quel ventre rotondo, quel capezzolo che si intravede appena sotto la veste bianca, lo fanno regolarmente fantasticare in modo molto sconcio. G. quando fa i giri di perlustrazione indugia sempre una decina di minuti davanti a tale opera. E G., anche stavolta, sta per indugiare: come sempre si avvicina al quadro, come sempre punta la torcia sulla tela, e come sempre, davanti agli occhi, ecco che gli si presenta il solito spettacolo. Le braccia della donna sono appena spuntate da sotto la veste e con le mani si sta coprendo il sesso. G. non si lascia impressionare però. Sono anni, dal primo giorno che le ha messo gli occhi addosso, che la donna si comporta puntualmente in quel modo; e ormai sa perfettamente cosa deve fare, anzi, cosa deve darle, affinché torni nella sua solita posa. G. sfila dalla tasca una banconota da 50 euro e l’avvicina al dipinto. L’istante dopo, più veloce di un lampo, una mano della donna esce dalla tela, agguanta i soldi, rientra, e li nasconde sotto la veste. Il gioco è fatto: la donna riporta sotto la veste anche braccia e mani, e con il sesso di nuovo all’aria aperta, torna nella sua posizione abituale.

– Eh bellezza mia, tu prima o poi mi manderai sul lastrico! – osserva a quel punto, ironico, G., mentre  procede con l’apertura della cerniera dei pantaloni.

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