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Fantacity Festival: divertimento e cultura a Perugia (voglio torna’ bambina!)

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Di solito, se non rientro ufficialmente nel target di una manifestazione, ne sono quasi infastidita. Mi spiego. Credo possa capitare a chiunque. Quando, ad esempio, fai avanti e...

Di solito, se non rientro ufficialmente nel target di una manifestazione, ne sono quasi infastidita. Mi spiego.

Credo possa capitare a chiunque. Quando, ad esempio, fai avanti e indietro da una lezione all’altra, ti barcameni per incastrarci gli appuntamenti dello stage, studi (quando puoi) e magari tenti di trovare anche qualche spicchio di giornata per dirti che “hai una vita sociale”. Non è per niente facile correre da un dipartimento universitario all’altro (ovviamente sono sempre in zone diverse), con due occhiaie che toccano terra, mentre vedi i volti rilassati e sorridenti di chi è lì per l’evento, di chi secondo te ti rallenta e ti fa incespicare ogni tre passi. Anche se questi chi hanno meno di dieci anni, in dati momenti no, tu non li sopporti.

Ma… Tutto può succedere, dice il titolo di una canzone del mio adorato Jovanotti.

Un paio di settimane fa avevo qualche giorno libero e ne ho approfittato per ospitare qui a Perugia dei miei parenti che non vedevo da un po’. Con tanto di cuginetto 8enne al seguito e in concomitanza con il Fantacity Festival.

Dopo la prima giornata ne avevo 7 di anni, io.

5° edizione del Fantacity Festival – 8/10 aprile 2011

Il Fantacity Festival è una coloratissima tre giorni, patrocinata dall’Unicef e sostenuta dal Fondo sociale europeo, arrivata ormai alla quinta edizione. All’insegna della cultura e del divertimento, dedicata a ragazzi e bambini. Ospiti noti al mondo dei giovani, attività sociali e culturali, concorsi per le scuole, libri e documentari. Tutto questo è quello che ho visto, ringraziando sempre il mio nanerottolo.

Camminando per le vie del centro storico, durante il Fantacity, può capitarti di essere abbracciato da un pupazzo alto più di te, partecipare a gare di ballo, ascoltare una staffetta di lettura facendo tappa in vicoli e piazze, sentire bambini disquisire di filosofia, partecipare a lunghi tornei di PlayStation, fare merenda con i Morbidi Amici Bauli e andare in overdose da Chupa Chups. E quando si tratta di eventi del genere… God save the sponsor!

I Morbidi Amici Bauli

Seguendo la lista di attività che avevamo scelto, io e Davide abbiamo scoperto che il 2011 è l’Anno internazionale dei boschi e delle foreste nonché Anno internazionale della chimica, per cui il tema portante di quest’edizione è stato l’ecosostenibilità. Quindi tappa a Lavoisier, Marie Curie e il magico laboratorio, per diventare chimici portentosi! Fantastici gli ecolaboratori guidati dal Corpo Forestale dello Stato: Il fiume nella rocca, ad esempio, era un diorama didattico inserito nella Rocca Paolina, ed è stato bellissimo vedere questo luogo, già naturalmente suggestivo, diventare un’affascinante oasi. Passando da una sala della Rocca all’altra abbiamo assistito ad un pezzetto di Green Game, gioco-incontro con esperti ed imprenditori della green economy, per gli studenti di tre istituti superiori. Ma ai tempi in cui io andavo al liceo cose del genere no, eh? Solo i certamen a cui, a dir la verità, nessun prof mi ha mai invitata a partecipare…

Il fiume nella rocca
Green Game

Ma quello che ha fatto letteralmente impazzire il mio cuginetto è stata un’attività dedicata all’Europa: ha aperto la manifestazione l’Eu treasure hunt, una caccia al tesoro con l’intento di far scoprire e conoscere ai giovanissimi l’Unione Europea e gli Stati membri.

Eu treasure hunt

Naturalmente la musica, tra i concerti di cori e orchestre delle scuole italiane, gruppi blues e funk, l’ha fatta da padrone. Originale e nobile (e confesso che mi ha strappato anche qualche lacrima) è stata la performance itinerante dei Tamburi della pace.

Tamburi della pace

Sono un gruppo di venti percussionisti napoletani, frutto di uno dei laboratori organizzati dalla Fondazione Famiglia di Maria, che nel capoluogo campano accoglie un centinaio di ragazzi tra i 6 e i 16 anni con disagi socio-economici, educandoli alla legalità, alla non violenza e al riciclo (su questo, e lo dico con una punta di fierezza, mi sono informata da sola; anche perché un bimbo di 8 anni potrebbe trovare più nobile e interessante un’hostess che gli regala una merendina o un chupa chups…).

L’arte si affacciava ad ogni angolo. Ogni giorno c’era il C.A.P. Lab (Contemporary Art Project) in cui i bambini si cimentavano nella riproduzione di capolavori di maestri come Mirò, Picasso, Matisse e Haring, il tutto su una lunga tela posta al centro di Corso Vannucci. Anche Davide sembrava un capolavoro di un maestro, magari minore, colorato dalla testa ai piedi com’era una volta che siamo riusciti a schiodarlo da lì!

C.A.P. Lab

E ovviamente non si è fatto mancare Entra nella valle dei Mumin, in cui ha colorato le vignette di un’infinita striscia a fumetti.

Entra nella valle dei Mumin

Visto che da questi Mumin proprio non voleva allontanarsi, l’ho mollato alle animatrici e sono andata a visitare le mostre presentate: La natura con altri occhi, una bellissima esposizione di fotografia naturalistica portata al Festival dalla Provincia di Perugia e Tesori in mostra, un particolare insieme di opere realizzate, in collaborazione con i Tamburi della pace, per dare nuova vita a carta, metallo e plastica.

Tesori in mostra

Come ogni evento che si rispetti, il Fantacity ha ospiti che conquistano (e a volte mandano in delirio, stando a quanto ho visto) pubblico e fan.

Mentre mio cugino era impegnato in non so più quale laboratorio, ho dato un’occhiata in una delle sale della Rocca Paolina e c’era Cadio, tastierista del gruppo pop rock italiano dARI  e volto di Mtv (l’ho scoperto quasi subito grazie ad una sua fan sfegatata), che partecipava all’evento per presentare il progetto Unicef-Mtv “Operazione Ghana”. La sua presenza era inserita nel format più innovativo ideato dal Comitato organizzatore del Festival, lo shock-show Il dilemma dell’onnivoro, diviso in due fasi. La prima, secondo me un’idea utilissima, verteva sul tema dell’educazione alimentare.

Cadio partecipa a “Il dilemma dell’onnivoro”

La seconda fase era la proiezione del film documentario Food Inc., del regista Robert Kenner, sul tema della produzione e del mercato alimentare, soprattutto su larga scala. Che purtroppo non ho potuto vedere perché avevo pochi momenti liberi.

A chiudere l’edizione di quest’anno, nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, ecco la proiezione del film Un altro mondo di Silvio Muccino, tratto dall’omonimo romanzo di Carla Vangelista e presentato a Perugia dallo stesso attore-regista. Che dire che “è stato accolto calorosamente” è un eufemismo.

Silvio Muccino alla Sala dei Notari per presentare il suo film “Un altro mondo”

Davide era finalmente sfiancato da tre giorni per lui troppo pieni e divertenti (dura la vita, eh?), per cui mentre i miei zii lo riportavano a casa, io sono rimasta a gustarmi il film. Tra i “protagonisti” del film, oltre a Muccino stesso, che oltre a essere il regista è anche interprete, c’è il pupazzo di peluche Fish and Chips: Carla Vangelista ne ha sviluppato l’idea creando anche un libro per bambini sulla storia di questo super-dinosauro arancione. I proventi del libro, ha spiegato Muccino, sono devoluti all’associazione Amici del Mondo-World Friends.

Insomma, come dicevo prima, tutto può succedere. Che sia io a fermare hostess e animatori per sapere “che attività c’è e cosa succede in quel posto e cosa ci sarà dopo e a che ora e no! lo perderò…”. Ma principalmente che, in un’Italia in cui piovono tagli su tutto e drasticamente sulla cultura, c’è ancora chi ama sentire filosofeggiare i bimbi, farli diventare artisti dando sfogo alla loro creatività, farli sperimentare tra provette e alambicchi, insegnare ai giovani il rispetto per l’ambiente e l’eco-sostenibilità, la sana alimentazione, la storia dell’Europa unita e la buona musica.

Tutto questo è Fantacity Festival e io non lo sapevo?

Che qualcuno mi presti un bimbo per il prossimo anno!!

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