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La fiction: Accendi il web c’è Freaks

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Venerdì 22 aprile andrà in onda su YouTube la seconda puntata di Freaks!, la prima serie italiana pensata e realizzata esclusivamente per il web.

Venerdì 22 aprile andrà in onda su YouTube la seconda puntata di Freaks!, la prima serie italiana pensata e realizzata esclusivamente per il web. L’esordio della web-serie c’è stato lo scorso 8 aprile ed ha raggiunto 300mila visualizzazioni; la pagina Facebook ha 14mila fan; Twitter segna quasi 1.800 Followers. Una novità per l’Italia le serie tv in esclusiva on line sono, al contrario, una realtà oramai consolidata negli Usa e all’estero dove opera Netflix che da società di streaming tv è diventata anche una società produttrice di contenuti ma soprattutto, per il momento, ha comprato i diritti tv di numerose serie scartate dai broadcaster generalisti per proporle online riscontrando, generalmente, ottimo successo.

Freak, in inglese, significa «scherzo della natura». Era il dispregiativo con cui si chiamavano gli sfortunati messi alla berlina nei circhi del passato. Freaks, al plurale, è il titolo di un film dell’orrore diretto da Todd Browning nel 1932, tristemente celebre a causa dei suoi protagonisti: esseri umani affetti da vere deformità. È anche il titolo di una canzone della band progressive Marillion.

Gli autori della serie appartengono alla web generation e sono Guglielmo Scilla (alias Willwoosh), Claudio Di Biagio (Nonapritequestotubo), Matteo Bruno (aka Canesecco) supportati dalla società di produzione Show Reel, specialista del settore multimediale e fondata da Luca Leoni e Luciano Massa. Ed è proprio merito di questi autori che la serie, senza pubblicità e piani di marketing, si è affermata già come un cult per gli amanti del genere.

La serie si ispira e riprende alcune fiction anglosassoni come Misftis e americane come Heroes e Flashforward. Protagonisti cinque ragazzi della Roma di oggi che si trasformano in supereroi della normalità. Come Giulia, una vampira che sembra cattiva ma nasconde solo un odio per il mondo nato sin da bambina. Disprezza Facebook e i suoi simili e ama succhiare sangue umano. Poi ci sono Andrea, 24 anni, una passione per il wrestling, troppi amici, molte droghe e niente studi, riesce a influenzare gli altri trasmettendo il suo umore; Viola, una commessa di 25 anni dalla vita semplice e dal potere di far perdere la vista a chi tocca; Marco, 23 anni, molto adolescenziale, ama le serie tv e riesce a muoversi in più dimensioni durante il sesso; e infine Silvio che non studia e non lavora. Giulia, Marco, Andrea, Viola e Silvio non sono dei supereroi. Sono dei ragazzi normali che si incontrano per caso grazie ad un incidente stradale e si ritrovano catapultati in una realtà attraversata da superpoteri, misteri e uomini senza volto. Tra colpi di scena e momenti ad alta tensione, la storia vede i protagonisti impegnati nella riscoperta dei quattro mesi di blackout che li hanno colpiti. Che cosa è successo?Chi è il misterioso protagonista senza volto? Oltre a combattere “il male” i cinque dovranno tentare di ricostruire le proprie biografie personali, ritrovando la memoria perduta.

Una storia a metà tra realtà e superpoteri che vive di atmosfere metropolitane senza rinunciare ad una dose di sangue e un po’ di violenza. Di grande spessore anche la colonna sonora, con musiche martellanti, una sigla creata ad hoc in stile cinematografico e una soundtrack ricca di brani rock, progressive, grunge, interpretati dagli About Wayne e dalle band italiane emergenti.

Ottimo ritmo e una confezione professionale (migliore di molte fiction di casa nostra) per un prodotto che dà voce e racconto ad una generazione che la televisione si rifiuta di rappresentare. Un esperimento coraggioso, consapevole di dover puntare in alto se vuole raggiungere l’altezza di altre produzioni simili che, sul web in Europa ed oltreoceano, sono già la norma. Un primo e reale passo verso la fiction virtuale italiana che ha dato vita, in brevissimo tempo, a forum, gruppi di discussione e profili facebook. Una realtà dove ci si rende conto di non essere più spettatori passivi ma parte di una comunità che vive, vibra e condivide. Un prodotto nuovo sia per creatività che per fattura.

La prima puntata presenta una fotografia ben curata, dei tagli di montaggio e delle inquadrature inusuali, una scrittura frammentaria.

Freaks! si pone a metà strada tra il percorso già battuto di storie di disadattati e perdenti trasformati in eroi speciali ed il coraggio di raccontare un nuovo mistero. Il tutto senza scimmiottare inglesi o americani, ma cercando una propria narrazione a partire dai dialoghi e dalla regia. Senza dubbio in una televisione che sta transitando al digitale la web serie può rappresentare una delle forze trainanti più dinamiche e innovative sia per chi ne fruisce che per chi le realizza immaginando nuovi e inesplorati sentieri narrativi.

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