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La sindrome di Harold

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"Avete alti e bassi senza un valido motivo? Ecco, questo degli alti e bassi sei proprio tu Harold!" (da Harold e Maude) In questa frase, in cui la madre del giovane Harold non si ravvede di essere il principale motivo dei disturbi interiori del ragazzo, viene evidenziata la singolarità del carattere del protagonista di Harold e Maude.

“Avete alti e bassi senza un valido motivo? Ecco, questo degli alti e bassi sei proprio tu Harold!”

(da Harold e Maude)

 

In questa frase, in cui la madre del giovane Harold non si ravvede di essere il principale motivo dei disturbi interiori del ragazzo, viene evidenziata la singolarità del carattere del protagonista di Harold e Maude.

 

Harold e Maude è una commedia nera scritta da Colin Higgins nel 1971 e riprodotta sullo schermo, nello stesso anno, da Hal Ashby. La storia vede Harold, giovane ragazzo colto da strane e singolari manie (tra cui quella di inscenare suicidi), impegnato in un difficile ritrovamento di sé stesso. Ad aiutarlo in questa ardua impresa è Maude, un’intraprendente vecchietta, di cui il ragazzo alla fine si innamora perdutamente.

 

Come mai parlarvene? Perché Omero Editore, dopo una lunga attesa, si presta a ripubblicare il romanzo in una traduzione del tutto inedita.

 

Per quanto bizzarra come cosa, ma da un certo punto di vista forse addirittura affascinante, ciò che da subito nella commedia ha suscitato in me notevole interesse è, per l’appunto, la particolare personalità del ragazzo. Guardando il film, infatti, sono sorti nella mia mente, un insieme di intriganti flash; una sorta di possibili accostamenti tra la personalità di Harold e quella di altri protagonisti di produzioni non meno importanti.

 

Quegli stessi insoliti aspetti che in Harold, infatti, si manifestano tutti insieme ed in maniera ben concentrata, vengono riscontrati in modo ripartito in diversi protagonisti di film o romanzi in uscita dopo Harold e Maude.

Perché, dunque, non definire questi lati oscuri del carattere del ragazzo come elementi di un unico e contagioso morbo a cui potremo attribuire il nome di “sindrome di Harold” (il cui nome è ispirato, per l’appunto, alle frequenti e singolari inclinazioni del protagonista)?

Di cosa stiamo parlando…!?

 

È il 1996 quando viene pubblicato per la prima volta in Italia il romanzo “La lettera d’amore” di Cathleen Schine, edito da Adelphi. La storia vede coinvolti in un innamoramento improbabile Helen, una bella libraia quarantaduenne, libera ed intraprendente (caratteristiche rilevate dal giovane Harold in Maude) e l’affascinante e peccaminoso (in quanto minorenne) Johnny. È riscontrabile, dunque, nel romanzo in questione, quello che potrebbe essere definito uno dei sintomi più diffusi della patologia, ovvero:

 

1 – un forte coinvolgimento emotivo verso donne di età matura

 

Su tale sintomo (forse il principale della malattia) hanno lasciato testimonianze persone più competenti a riguardo, in quanto maggiormente coinvolte nella vita del ragazzo…

 

Da Harold e Maude:

“Harold tua madre mi ha parlato del tuo progetto matrimoniale e sebbene io non abbia niente contro il matrimonio non credo che il tuo sia del tutto, ehm… normale” (zio Victor)

“Una nevrosi molto comune, particolarmente in questa società, in cui il bambino maschio nel suo subconscio, vedi, desidera dormire con la madre. In questo caso quello che mi rende perplesso, Harold, è che tu invece voglia dormire addirittura con tua nonna” (lo psichiatra)

“Io mancherei di compiere il mio dovere se non ti dicessi che l’idea di un’unione sessuale, il fatto cioè che tu congiunga il tuo giovane corpo in un amplesso con della carne avvizzita, dei seni appassiti e molli, natiche e cosce flaccide, ebbene provoca in me il vomito” (il prete)

 

Un’altra vittima di questa, sempre più diffusa, strana malattia, che si manifesta nelle forme e nei modi più disparati, è Ester, una delle due protagoniste del romanzo noir di Cinzia Bomoll “Lei che nelle foto non sorrideva”, edito da Fazi nel 2006. La ragazza, dark nell’animo, è dedita ad inscenare finti suicidi proprio come Harold, protagonista del suo film preferito, che è per l’appunto Harold e Maude. Il sintomo riscontrabile nella ragazza è certamente uno dei più importanti per ravvisare la temutissima sindrome di Harold, ovvero:

 

2 – frequente tendenza nell’inscenare suicidi

 

Un esempio riguardo la causa di questo secondo aspetto della patologia, ci viene fornito dalla geniale scena del formulario dell’inchiesta sulla personalità, che il ragazzo svolge su imposizione della madre. O forse sarebbe meglio dire, che la madre si applica a leggere e a rispondere senza che Harold pronunci una sola parola. Da qui, appunto, la fonte del problema, ovvero: trascuratezza da parte della madre nei confronti del ragazzo. Risultato? Manifestazione del sintomo, dunque… falso tentato suicidio…

 

Ma per essere un po’ più chiari su come agisce, in questa circostanza, la strana sindrome di Harold, forse sarebbe meglio dare un’occhiata al video. Qui spiccano le strane manie nel comportamento del ragazzo (non certo per le domande, mai affrontate, o per lo svolgimento, da parte sua mai avvenuto, del formulario).

 

– Harold e Maude – Formulario

Una manifestazione esilarante di uno dei sintomi più importanti della citata patologia è stata riscontrata, infine, nel finale del film “Thelma e Louise” (USA 1991, regia di Ridley Scott). In questa scena le due protagoniste si lanciano a tutta velocità dall’alto del Gran Canyon, abbandonandosi ad un drammatico finale (la scena del volo della macchina sopra il burrone è infatti simile a quella finale di Harold e Maude, in cui Harold mette in atto la sua ultima trovata, seppure con un esito del tutto differente). L’elemento accomunante tra la personalità delle ragazze e quella di Harold, da considerarsi dunque sintomo del morbo in questione, risulta essere:

 

3 – una mancanza di tatto per il senso del pericolo

 

Chissà, inoltre, se anche i quattro protagonisti di Ghostbusters – Acchiappafantasmi, film del 1984 diretto da Ivan Reitman, non soffrissero di alcune manifestazioni della sindrome haroldiana (in questo caso con sfumature ben diverse). I quattro acchiappafantasmi, infatti, se ne andavano in giro provvisti di zaini protonici su una Cadillac del 59′, ovvero la stessa macchina utilizzata da Harold, sebbene questa fosse modificata in versione carro funebre (la macchina dei Ghostbusters era invece modificata in versione ambulanza, dal momento che aveva una funzione di vigilanza). L’utilizzo di una vettura così appariscente da parte dei protagonisti delle due commedie, infatti, potrebbe in questo caso far pensare ad un altrettanto noto sintomo della malattia, ovvero:

4 – forti tendenze di spettacolarizzazione della propria persona

 

È giusto però sottolineare anche i momenti “a colori” del ragazzo. Anche Harold, infatti, come tutti i ragazzi della sua età, ha dei momenti di puro divertimento, seppur egli lo intenda in maniera leggermente diversa. Non che l’andare ai funerali non sia divertente, sia ben chiaro…

 

Da Harold e Maude

“Dimmi Harold, che cosa fai per divertirti? quale attività ti dà un senso di godimento diverso dalle altre e che cosa ti soddisfa veramente? Cos’è che ti dà una particolare sollecitazione?”

“Andare ai funerali”

 

Certo, non che un tipo come Harold avrebbe potuto frequentare discoteche o locali a luci rosse, e forse, in questo caso, sarebbe stato molto meno propenso ad incontrare Maude, la sua anima gemella. Già Maude, l’unica vera possibile pretendente capace di far scintillare il cuore del ragazzo. Così allegra, solare, intraprendente e fuori dalle righe, una personalità che in una società conformista come quella del tempo, ancora in attesa di cambiamento, non poteva che risultare alquanto scomoda ed imbarazzante. Tutto ciò di cui un tipo come Harold avesse in fondo bisogno…

 

Ed ora che Omero ha tracciato l’itinerario, preparatevi a salpare e a perdervi insieme a noi nel cupo e sinistro mondo di Harold e in quello sfrontato e irriverente di Maude..

Ma fate attenzione! Chissà che gli strani modi di fare del ragazzo non tirino fuori dei lati finora del tutto oscuri del vostro carattere…

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