Condividi su facebook
Condividi su twitter

La gatta con le tette che scottano

di

Data

Mi piacerebbe fare il moralista sulla foto di Liz Taylor nuda che nessuno aveva mai visto e che il "Daily mail" ha tirato fuori dopo la sua morte.

Mi piacerebbe fare il moralista sulla foto di Liz Taylor nuda che nessuno aveva mai visto e che il “Daily mail” ha tirato fuori dopo la sua morte. Dire qualcosa tipo: sei veramente morto quando tutti guardano la tua foto nudo senza che tu lo voglia. E non hai più sei mesi. Ma non mi riesce. Certo è triste che esista una pornografia della morte eppoi si è saputo che la foto è pure un falso. Ma l’immagine nuda su cui hanno appiccicato la testa di Liz Taylor non mi fa arrabbiare. Mi fanno arrabbiare i video di una tredicenne che fa ginnastica ritmica, mostrati da “Panorama” e da “Porta a Porta” solo perché è stata ammazzata. La piccola Yara, la chiamano. Ma chi è? Tua sorella? Yara Gambirasio ha ancora un nome e un cognome. Ha pure dei genitori che protestano giustamente se tu mostri i suoi video. Ed è ancora una minorenne. Resterà per sempre una minorenne, cioè. Io neanche la farei vedere in foto sui giornali, altro che mostrarla mentre fa sport con le altre ragazzine intorno che hanno il viso nascosto per la privacy. La privacy di tua sorella. Tanto per dire. Su “Panorama” on line in un colpo d’occhio puoi vedere le ragazze di PERISCOPIO, le foto più sexy della settimana, le più belle foto di PEOPLE, le più belle foto di ANIMALI, e Yara, il suo mondo prima dell’orrore. Su questo potrei fare il moralista. E magari chiedere pure alle varie authority e agli ordini dei giornalisti e al Moige e al buon senso, se non sia il caso d’intervenire.

 

Ma la foto di Liz Taylor mi fa pensare a quando ho visto la roba di zia Pia dopo che era morta. Faceva l’infermiera, Pia, e aveva avuto una vita interessante. Le era piaciuto l’amore. E aveva avuto più uomini di quelli che sembravano giusti negli anni ’50 del secolo scorso. Aveva un meraviglioso ombrellino verde, con la fodera bianca a fiori e una pietra verde nel manico che è la mia eredità frou frou. Qualcosa che tempera il senso di rigore e puntualità suggeriti dall’orologio a pendola del salone di nonna e dall’orologio d’oro che mi ha lasciato nonno. Uno degli uomini di Pia aveva inventato un antipasto strepitoso che ancora mangio nei giorni di festa. La sua eredità è composta da un ombrellino e da un antipasto che dura negli anni. Non mi pare poco.

 

Anche la signora Taylor ha avuto diversi innamorati, come si sa. E se li è pure sposati: otto volte, come si sa. E uno, che idea straordinaria, se l’è sposato due volte. Ma non solo, ed è ancora più straordinario, ci ha pure divorziato due volte.

 

Allora l’unica cosa che mi viene in mente è come sarebbe stato se l’incantevole Liz avesse mostrato il suo corpo nei film. Come una Fenech, una Belen qualsiasi. Anche i titoli dei suoi film sarebbero cambiati.

 

Torna a casa Lassie! sarebbe diventato L’infermiera nel canile di Lassie.

E La gatta sul tetto che scotta? La gatta con le tette che scottano.

Improvvisamente l’estate scorsa? Improvvisamente l’estasi scorsa.

Quo vadis? Le voglie di Qui Quo Qua.

E Cleopatra? L’insaziabile Cleopatra.

Chi ha paura di Virginia Woolf? Chi ha paura di Virgin Wow!

 

No, lasciamo stare Virginia Woolf, per carità. È troppo.

 

Liz ha chiesto di essere sepolta accanto a Michael Jackson, che era amico suo e che ha sempre difeso. E mi torna in mente un’altra immagine: Liz Taylor, Michael Jackson e Marlon Brando che l’11 Settembre del 2001 noleggiano una limousine a New York per arrivare a Los Angeles. In auto ci vogliono due giorni se non fai soste. Erano terrorizzati. Come tutti. È una storia vera, ma sembra una parodia.

 

Guardo la foto nuda di Liz poi la metto in un cassetto insieme alla foto di zia Pia. Tutto scorre, diceva Eraclito, e mi viene da ridere.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'