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La fiction: ed è ancora retrò…Hawaii Five-0

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Negli ultimi tempi, la tv americana ha realizzato diversi remake di celebri e famose serie del passato ("Beverly Hills 90210", "V-Visitors", "La donna bionica") senza mai ottenere...

Negli ultimi tempi, la tv americana ha realizzato diversi remake di celebri e famose serie del passato (“Beverly Hills 90210”, “V-Visitors”, “La donna bionica”) senza mai ottenere risultati d’ascolto all’altezza elle aspettative. E poi è arrivato “Hawaii Five-0”, serie prodotta dalla Cbs, che ha debuttato il 6 marzo su Rai Due ed è diventato il telefilm più visto in Italia.

Un successo improvviso ma in fondo prevedibile, considerando che questa nuova versione del popolare poliziesco degli Anni ’70 è stata realizzata con molta attenzione e con ingredienti infallibili: azione, mistero, ironia, ritmo, location da sogno e attori di elevata esperienza.

La serie originale è datata 1968, quando Leonard Freeman, scrittore e produttore, su indicazione del governatore delle Hawaii, decise di ambientare il suo nuovo crime drama proprio nell’arcipelago dell’Oceano Pacifico, da pochissimo diventato il cinquantesimo stato degli Stati Uniti. E così nacque “Hawaii Squadra Cinque Zero”, uno dei polizieschi più longevi della storia della televisione, rinnovato per ben dodici stagioni (per durata è stato superato solo dal ventennale Law & Order – I due volti della giustizia), e “padre putativo” di altre serie ambientate alle Hawaii come Magnum P.I. Il nome “5-0” fu scelto proprio per celebrare l’ingresso delle Hawaii negli Stati Uniti come cinquantesimo Stato, evento occorso pochi anni prima, cioè precisamente nel 1959.

La serie racconta di Steve McGarrett (Alex O’Loughlin), ex mercenario che per combattere il crimine è pronto a utilizzare anche la tortura. Ritorna sull’isola perché intende indagare sulla morte del padre. Viene così incaricato dal governatore di comporre un’unità speciale per combattere la criminalità che infesta l’isola. Della squadra faranno parte il detective “Danno”, Danny Williams (Scott Caan), uno sbirro del New Jersey che si è trasferito sull’isola per stare vicino alla figlia di otto anni e in lotta con l’ex moglie per la custodia della pargoletta; il detective Chin Ho Kelly (Daniel Dae Kim), ex detective della polizia di Honolulu, ingiustamente accusato di corruzione; la detective Kona “Kono” Kalakaua (Grace Park), cugina di Chin, appena uscita dall’accademia, tenace e spavalda, amante del surf.

Una serie che riprende e riproduce i cliché delle serie action degli anni ‘70 e ’80: protagonisti fortemente maschili, inclini più a premere il grilletto che a parlare, spiagge assolate con belle ragazze in bikini, e poi elicotteri, esplosioni, macchine veloci, e la leggerezza e l’ironia necessari per commentare e stemperare gli avvenimenti che si susseguono puntata per puntata.

Un prodotto narrativo che, conservando le caratteristiche retrò care ai nostalgici, presenta al tempo stesso una scrittura fresca e divertente che mescola sapientemente i cliché del genere alla parodizzazione dello stesso, affidata soprattutto agli scoppiettanti dialoghi fra Danno e McGarrett: quest’ultimo infatti incarna lo stereotipo dell’eroe tutto d’un pezzo, fustigatore dei delinquenti e disposto a tutto pur di far confessare un sospettato, sconfinando spesso e volentieri nel reazionario.

In tal modo il cop movie prende il via e porta lo spettatore fino in fondo tra un’ottima fattura tecnica e le inquadrature che si soffermano un po’ troppo sulle bellezze non solo locali, e il piacere di vedere ogni aspettativa soddisfatta. Inseguimenti, esplosioni, adrenalina e qualche battuta ben assestata di quelle che solo i film americani sanno incastonare così bene nei dialoghi. L’iconografia è quella classica persino nell’abbigliamento o nella luce del sole.

Ogni tanto una vacanza dalla novità (e dalle serie televisive nuove) ci vuole. Fa sempre bene un tuffo nel passato. Gustare ed assaporare un prodotto disimpegnato e rilassante. A patto che il soggiorno finzionale sia piacevole e confortante.

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