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Il parco nel cielo di New York

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New York, la città più europea degli Stati Uniti – "disprezzata" proprio per questo da molti americani – fin dalla sua nascita è stata capace di sorprendere, nel bene e nel male.

New York, la città più europea degli Stati Uniti – “disprezzata” proprio per questo da molti americani – fin dalla sua nascita è stata capace di sorprendere, nel bene e nel male.

E New York tuttora continua a farlo: al di là dei grattacieli e della sua scala dimensionale, per noi europei così dilatata e affascinante, la Grande Mela sa sorprendere anche con altro. Dal 2009 infatti, camminando con il naso all’insù per le vie della scacchiera isolana, oltre alle apparenti infinite variazioni di grattacieli, l’occhio si può imbattere in alberi, siepi, aiuole, fiori, arbusti, panchine, verde: sì insomma, un parco: un parco vero e proprio, con l’unica particolarità di non essere ancorato al suolo, ma di snodarsi nell’aria all’altezza di 10 metri da terra: è il parco della High Line.

Situata in quello che era l’ex distretto di mattatoi di Manhattan, il Meatpacking District nel West Side, la High Line è un tratto di ferrovia sopraelevata la cui costruzione risale agli ’30 del Novecento. La Line però, dopo il 1980 e la lenta trasformazione del quartiere (da polo industriale è divenuto oggi una delle zone più vitali sia di giorno che di notte, con boutique, alberghi, pub, ristoranti, gallerie d’arte, club), è caduta in disuso e così si è iniziato a pensare alla demolizione.

Ma i newyorkesi hanno detto No: si sono battuti per preservare un elemento della loro, seppur giovane, storia, sostenendo che la città non può e non deve cancellare i segni delle proprie origini.

Così, grazie all’attività del gruppo no-profit “Friends of the High Line”, fondato nel 1999, la linea ferroviaria è oggi un parco urbano, realizzato dal team costituito dal paesaggista-urbanista James Corner, dagli architetti Diller Scofidio+Renfro e da varie comunità sostenitrici del progetto.

Una passeggiata al tramonto sull’High Line, già ribattezzata “Park on the Sky”, è un’esperienza unica a New York: la città può essere osservata da un’altezza insolita, si può camminare tra i blocks, sdraiarsi sulle particolari sedute in legno, osservare lo skyline della città o il brulicare della vita sottostante, immersi in un verde che è il proseguimento di quella natura spontanea che ha colonizzato la ferrovia durante i 25 anni di abbandono. Gli arbusti, le piante, gli alberi e tutte le specie vegetali del parco (più di 210) sono state scelte in base alla sostenibilità e ai loro mutamenti di colore, con una predilezione per le specie autoctone, mentre il verde cresciuto sull’High Line prima del progetto è stato incorporato nel paesaggio del parco.

Architettura, urbanistica, paesaggio, riqualificazione si intrecciano così in modo sorprendente in un progetto che ha riportato a nuova vita una parte di storia che stava per essere cancellata. In un paese che si sente in parte in difetto per non aver quella storia millenaria di cui noi europei possiamo scontatamente vantarci, forse si iniziano ad intravedere i primi segni di una sensibilità storica, di un’attenzione per le origini, per un passato che, seppur vicino nel tempo, merita di essere preservato.

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