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Il documentario: Fughe e approdi di Giovanna Taviani

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Confesso che il mio è un giudizio di parte perché, come la regista, le isole Eolie le ho nel cuore fin da bambina e questo film-documentario di Giovanna Taviani...

Confesso che il mio è un giudizio di parte perché, come la regista, le isole Eolie le ho nel cuore fin da bambina e questo film-documentario di Giovanna Taviani, passato a Venezia nel 2010, è una sentita dichiarazione d’amore per il “nostro” arcipelago.

 

Negli 80 minuti della pellicola sfilano intrecciati ricordi personali, storie isolane e spezzoni dei film girati in quei luoghi magici, approdi legati assieme dal traghettatore Franco Figliodoro,  che è il tramite tra la troupe e gli abitanti di Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli e Panarea, ma anche fra passato e presente. Il marinaio è infatti lo stesso che nel film Kaos dei fratelli Taviani, del 1984, accompagnava, con la sua tartana dalla vela rossa, una madre e i suoi bambini (una era Giovanna, che di Vittorio Taviani è la figlia) in esilio verso Malta per raggiungere il marito fuggito alla persecuzione dei Borboni. Altre partenze raccontate dal film attraverso la voce e i ricordi degli eoliani che ne furono testimoni sono quella rocambolesca verso la Tunisia dei confinati dal fascismo Emilio Lussu e Carlo Rosselli, quella degli uomini di Stromboli dopo un’eruzione più violenta di Iddu, quella degli operai delle cave di pomice di Lipari in fuga dalle polveri venefiche e quella dei mercanti e degli agricoltori di Salina, rovinati dalla filossera come i loro vigneti.

 

E poi c’è la storia romantica e appassionata di Edda Ciano e del suo comunista liparota, raccontata dal figlio di lui attraverso l’album di fotografie e lettere dedicatogli dal padre.

 

Malinconica e disperata è invece la vicenda dell’amore tradito di Anna Magnani, che gira a Vulcano regalando affetto ai cani randagi mentre il suo uomo è a Stromboli con Ingrid Bergman, la donna che ha preso il suo posto nel letto, nel cuore e davanti alla cinepresa di Rossellini.

 

Approdi cinematografici sono poi quelli misteriosi dell’Avventura a Lisca Bianca di Antonioni con Monica Vitti, quelli ironici di Nanni Moretti che alle isole dedica un famoso episodio di Caro Diario, quelli sofferti e commoventi di Massimo Troisi sulla spiaggia della baia di Pollara che piano piano va scomparendo mangiata dal mare e a guardarla adesso non è già più quella ritratta nel 1994 nel film Il Postino.

 

Fughe e approdi, in quanto documentario, non è facile trovarlo nelle sale: a Roma lo proietta, solo per una settimana, il Nuovo Cinema Aquila, ma chi conosce le Eolie o semplicemente ama il mare e il cinema lo cerchi e faccia in modo di trovarlo: vedrà luoghi splendidi, ricorderà vecchi film dimenticati e apprenderà aneddoti originali e affascinanti.

 

La pellicola è dedicata dalla regista agli eoliani e al nostro Paese, che è stato grande e, per quanto lunga possa essere la burrasca e faticosa la navigazione, grande può tornare. Buon vento allora e alle Eolie, dove ce n’è tanto, chissà che la ricerca della rotta non ci sia più facile.

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