Aspetta primavera, studente

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Dopo un autunno fatto di rivolte, che hanno mosso gli studenti di tutt’Italia, e in particolare gli studenti romani. Dopo la giornata del 14 dicembre 2010 quando...

Dopo un autunno fatto di rivolte, che hanno mosso gli studenti di tutt’Italia, e in particolare gli studenti romani. Dopo la giornata del 14 dicembre 2010 quando gli studenti hanno lottato contro: camionette, pubblici ufficiali, e soprattutto contro i limiti della zona rossa, da piazza Navona a Corso Vittorio Emanule II fino a Piazza del Popolo. Dopo un lungo corteo trasformato in un campo di battaglia fatto di manganelli, caschi, bombe carta. Dopo quei giorni dove si respirava un’aria tesa, quando gli studenti della scuola pubblica sono stati messi sotto accusa dallo stesso Silvio Berlusconi, che ha dichiarato: “Gli studenti veri sono a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali e sono fuori corso”.

E soprattutto dopo le ultime dichiarazioni della Gelmini contro l’ata, il personale amministrativo della scuola. Adesso cosa ci aspetta? A risponderci è Nicolò uno dei rappresentanti del Liceo Classico Virgilio, scuola che non ha temuto di prendere posizioni in questa ‘’guerriglia” anzi ha manifestato il proprio ideale attraverso la lunga occupazione di due settimane e i vari cortei o manifestazioni.

 

 

Dopo gli eventi che hanno coinvolto gli studenti, quale cambiamento riscontrate, oggi?

Dopo il fantastico autunno di mobilitazione, culminato nella grande giornata del 14 dicembre, abbiamo potuto riscontrare un incremento di interesse all’interno delle scuole, di partecipazione e coinvolgimento. Ora cerchiamo di “scaldare” anche la primavera.

 

Qual è il sentimento attuale degli studenti, dopo la Riforma Gelmini che ha toccato la scuola?

Molto malcontento, ancora voglia di protesta. Speriamo che la primavera possa dare i suoi frutti, fino allo sciopero generale del 6 maggio e oltre.

 

Ritenete responsabili solo le istituzioni oppure ritenete che ci siano altri fattori che abbiano portato alla crisi attuale della scuola?

Le istituzioni hanno la maggior parte della responsabilità. La crisi economica ha portato a tutto questo, ma i progetti di questo governo e della nostra classe politica in generale sono stati di attacco ai giovani, creazione di disoccupazione e di una sola prospettiva di precarietà e repressione per tutti.

 

Ci sono gli stessi problemi anche nel piccolo della vostra scuola?

La nostra scuola è stata meno colpita, ma riscontriamo un taglio del personale, docente e ata. Più colpiti sono gli indirizzi tecnici e professionali.

 

Voi come intendete proseguire questa ”battaglia”, soprattutto dopo le dichiarazioni del ministro Gelmini, nella trasmissione ”Che tempo che fa” condotta Fabio Fazio: ”Gli insegnanti sono troppi! Ci sono più bidelli che carabinieri”?

Continuare la mobilitazione dal basso e in tutta autonomia come abbiamo fatto nell’autunno, con lotte che portino consapevolezza, conflitto e i nostri bisogni in piazza. Buona primavera di lotta a tutti!

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