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Se Harold e Maude avessero un blog

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“Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale.” (Harold e Maude)

“Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale.” (Harold e Maude)

Questa frase è di un’attualità incredibile. E pensare che Colin Higgins, l’autore del film e del romanzo Harold e Maude, l’ha scritta per farla dire a Maude nei primi anni ’70. Sono passati quarant’anni e, a quanto pare, il mondo e le persone non devono essere cambiati poi così tanto…

Mai come oggi si incontra difficilmente una Maude.

Maude è diversa. Maude è spontanea, originale, vitale, irrefrenabile, incantevole. Maude è libera.

Maude risponde al vigile che le chiede la patente: “Non ce l’ho. Io non credo nelle patenti“. E mentre lo fa è sicura di sé, sincera e sorridente.

E’ questa sua diversità a far sì che Harold, diciottenne solitario e a dir poco strambo, frequentatore abituale di funerali e simulatore di svariate modalità di suicidio, si innamori di lei. Un’ottantenne. Credo che sia una delle più belle lezioni d’amore e di vita che abbia mai visto. Il film mi ha letteralmente affascinata… E’ una di quelle storie che poi ti accompagnano anche nelle azioni quotidiane per tanto tempo. Per questo non vedo l’ora di leggere il romanzo che Omero Editore sta per ripubblicare in una nuova traduzione.

Ho fatto un giro sul web. E se ne dicono parecchie. Ho trovato tantissimo materiale sia sul film-cult americano degli anni ’70 diretto da Hal Ashby che sulla colonna sonora scritta e interpretata da Cat Stevens. Centinaia di citazioni, paragoni, somiglianze e motivi ispiratori che avrebbero influenzato film successivi (come, secondo alcuni, La bellezza del somaro di Sergio Castellitto). E quando si tratta di una citazione su Harold e Maude, si definisce sempre “colta”.

Sul libro ho trovato poco perchè in Italia è fuori circolazione da molto tempo. Ma quello che non manca sono le domande, che sono andate raccogliendosi negli ultimi dieci anni. Gente che, dopo aver visto il film o perchè aveva letto il romanzo in passato e ha voglia di rileggerlo, chiede su blog e forum se la pellicola sia stato tratta dal libro o dove sia possibile acquistarlo.

Come Alex, che cinque mesi fa chiedeva su Yahoo! Answer: “Dove posso acquistare il libro Harold e Maude in italiano?”.

Sul blog To drown a rose, dove si parla prevalentemente di libri, cinema e musica, spunta un post dal titolo “Scaffali: libri acchiappati al volo dopo aver amato il film”. L’autrice del post, Rose, fa un elenco di film che le sono piaciuti tanto da spingerla a procurarsi anche i romanzi. Le risponde S., facendo una sua lista che inizia così: “Già. Ma che mi dici di Harold e Maude dopo il meraviglioso film?”.

E su DooYoo, sito di comparazione prezzi, nella sezione “CD musicali” c’è un’opinione dedicata a Cat Stevens, che ha composto la colonna sonora di Harold e Maude. L’autore dell’intervento, Miceneo, elencando la produzione musicale del cantautore britannico, cita appunto il film di Ashby e alla fine del suo commento, Tiz-taz, altra utente del sito, scrive: “(…) Ho saputo che esiste il libro Harold e Maude… tu ne sai nulla???”. Cara Tiz-taz, presto Harold e Maude torna in libreria!

Sul blog di Alessandra Galetta, scrittrice italiana che vive in Olanda, scoperta dalla casa editrice Untitl.Ed proprio grazie al web, c’è un post dal titolo “Alcune vecchie che mi sono rimaste impresse”, in cui cita un brano del romanzo:

Da Harold e Maude:
“Ancora champagne!” strillò l’anziana signora Crawford e fece un rutto.
“Mamma, ti prego!” fece il signor Crawford.
“Mi spiace” disse l’anziana signora Crawford. “Mi è parso di vedere un pipistrello”.

Perché portino quella vecchia ai party, pensò la signora Chasen sedendosi davanti alla toilette e togliendosi la parrucca, nessuno riesce a capirlo. E’ praticamente rimbecillita. E’ sempre così imbarazzante, soprattutto per la famiglia, e naturalmente procura tanto da fare alla padrona di casa.
Perché non la mettono in un ospizio?
“.

 

Quando in un’email le ho chiesto se fosse proprio un brano tratto dal libro, visto che non ricordavo questo dialogo nel film, Alessandra mi ha risposto: “Era ora che si ripubblicasse quel romanzo! Sono proprio contenta”.

E leggere questo brano ha aumentato la mia impazienza…

Da ultimo ho trovato molto materiale su Maude, il movimento delle lavoratrici dello spettacolo, “nato spontaneamente all’interno della più ampia mobilitazione contro i tagli alla cultura messi in atto dall’attuale governo.“, come si legge sul loro profilo Facebook. Questo collettivo di donne, formatosi nel 2010, è molto citato sul web soprattutto dopo la manifestazione Se non ora quando? dello scorso 13 febbraio e il flash mob che ha organizzato l’8 marzo a Roma, sul tram della linea 8.

Incuriosita da queste iniziative ho contattato anche loro all’indirizzo indicato sul profilo, chiedendo se la Maude che le ha ispirate fosse proprio lei. E una delle responsabili mi ha risposto: “Certo! L’ispirazione per il nostro nome arriva proprio da lei, MAUDE! Un personaggio femminile che scardina ogni tipo di stereotipo, vorremmo ce ne fossero tanti nel nostro cinema, e nel nostro modo stesso di essere donne!”.

La Maude cinematografica è un’icona anche a… 120 anni, considerati gli ottanta che aveva all’uscita del film più i quaranta trascorsi da allora.

Aspettiamo di farci conquistare anche dagli Harold e Maude letterari, dal loro mondo intenso e colorato, dal loro amore puro, disinvolto e molto poco politically correct.

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