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Il documentario: Jobs for rent

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Katherine, Heather e Josh: una dipendente del colosso americano Starbucks, un avvocato e un artista. Hanno dai 26 ai 28 anni, sono cresciuti ascoltando la musica di Mtv...

Katherine, Heather e Josh: una dipendente del colosso americano Starbucks, un avvocato e un artista. Hanno dai 26 ai 28 anni, sono cresciuti ascoltando la musica di Mtv, usando Internet e studiando più di chiunque altro delle precedenti generazioni. Sono giovani, intelligenti e istruiti, ma per uno strano scherzo del destino chiamato recessione economica non sono riusciti a raggiungere ciò che desideravano o a permettersi la vita che sognavano.

Il documentario “Jobs for rent”, della regista Michelle Paster racconta la storia di tre ragazzi della generazione Y: sogni, speranze, paure dei nuovi ventenni, vittime della crisi finanziaria, in cerca di un lavoro per pagarsi l’affitto e per realizzare i loro sogni. Katherine, 26 anni e un master in un college privato del Minnesota, è impiegata da Starbucks: il suo desiderio era fare qualcosa di creativo, stare a contatto con la gente, ma per adesso si deve accontentare di preparare cappuccini e di pulire bagni. Per lei, che nella vita ha fatto di tutto, questo lavoro non è la realizzazione di un sogno, ma la possibilità di avere un’ assicurazione sanitaria e dei contributi. Un lusso non da poco al giorno d’oggi. Heather, 28 anni, avvocato, ha un debito universitario di 160.000 dollari e un posto part time in un studio legale: solo 40 dollari l’ora, ma scongiurando i rischi di stress, salute e persino di tentato suicidio che un lavoro di 80 ore a settimana può costare. Per Heather lavorare la metà del tempo significa non solo conservare la salute, ma anche dedicarsi al suo sogno: lei che fin dal liceo è stata una promessa dello corsa, si allena ogni mattina prima di andare in ufficio per partecipare alle Olimpiadi di Pechino. Se non ce la farà tornerà a lavorare a tempo pieno in ufficio per sbarcare il lunario. Josh Talbott, 28 anni, è un pittore, che proviene da tre generazioni di artisti del sud: paga l’affitto quando può, baratta la sua arte in cambio di una visita medica o di un’otturazione dal dentista, guida carri funebri, imbianca case, insegna disegno ai bambini. E’ disposto a tutto Josh pur di continuare a fare ciò che ha scelto di fare: lui ha scelto l’arte, o forse l’arte ha scelto lui, così come lo sport ha bussato alla porta di Heather. In fondo seguire i propri sogni non costa nulla: tanto vale rimboccarsi le maniche e tentare. Male che vada si tornerà a fare i salti mortali per pagare le bollette. “I ventenni di oggi hanno molte opzioni : seguire le loro inclinazioni, così come la possibilità di stare al passo con la tecnologia, per arrivare al top” sostiene Michelle Paster “Ma c’è moltissima competizione. I ventenni, appena usciti dal college, hanno la possibilità di provare a realizzare le loro passioni. Dal primo giorno ci è stato detto che la generazione Y poteva essere tutto ciò che desiderava: ma è veramente così? Per questa generazione il posto di lavoro può significare cavarsela, oppure diventare un’avventura, un’esperienza di vita: i ragazzi di vent’anni sono disposti a cambiare città solo per avere un lavoro unico”

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