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Il film: Il discorso del re. Un riuscito percorso di riabilitazione linguistica e psicologica

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Albert Windsor, duca di York (Colin Firth), non è affatto entusiasta di apprendere che lo scettro del defunto padre, Re Giorgio V (Michael Gambon), passerà a breve nelle sue mani.

Albert Windsor, duca di York (Colin Firth), non è affatto entusiasta di apprendere che lo scettro del defunto padre, Re Giorgio V (Michael Gambon), passerà a breve nelle sue mani. Da sempre convinto di poter eludere la reggenza d’Inghilterra in quanto secondogenito del Re, dovrà, suo malgrado, accettare onori e oneri della Corona in seguito all’abdicazione del primogenito Edward Windsor (Guy Pearce). Infatti, quest’ultimo – in barba alla famiglia e al popolo britannico – non intende neanche per un attimo rinunciare alla sua licenziosa vita al fianco della statunitense divorziata, Wallis Simpson.

Con due soli lungometraggi all’attivo per il grande schermo (Red Dust e Il maledetto United) ma munito di un florido curriculum televisivo, il regista inglese Tom Hooper accantona le sue fortunate fiction per catapultarsi in un’altrettanto fortunata esperienza cinematografica che gli fa aggiudicare ben 4 Oscar. Ambientato negli anni Trenta del secolo scorso, Il discorso del re è, sia una sbirciata ad un’Europa devastata da regimi totalitari che condurranno inesorabilmente al Secondo conflitto mondiale, ma anche la delicata parabola di un sovrano che, afflitto dall’handicap invalidante della balbuzie, è immortalato dal punto di vista più privato e più “umano”. La diffusione della radio – che rimpiazza l’immagine aliena dei sovrani con l’identificabile e confortante suono della loro voce, ormai profusa regolarmente nelle case dei sudditi – non agevola di certo Albert (detto Bertie). Mentre dall’eloquio di Hitler emerge la lungimirante consapevolezza del potere propagandistico e di strumentalizzazione dei nuovi media, dai farfugliati fonemi emessi da Bertie non si può che sollevare la pietà degli ascoltatori. Ormai scoraggiata per gli svariati tentativi di ‘guarigione’ falliti, lady Lyon (Helena Bonham Carter), devota moglie dell’imminente Re, ritiene sia doveroso rivolgersi ad un maestro impareggiabile nel campo della logopedia: Lionel Logue (Geoffrey Rush). Sarà proprio grazie alle tecniche bizzarre del plebeo australiano, ex attore fallito e sprovvisto di diploma di specializzazione, che Albert si spoglierà delle proprie sovrastrutture riuscendo a pronunciare un toccante discorso, simbolo della dell’entrata in guerra della sua nazione ma, soprattutto, simbolo della sua personale rivincita.  Non bastano gli esercizi pratici, peraltro esilaranti, su come rilassare le articolazioni, o su come superare lo scoglio delle pause imbarazzanti improvvisando canzonette, urlando e facendo proferire epiteti poco consoni all’aristocratico e impettito paziente. Ma, la conquista di un appropriato quanto fluido linguaggio da parte di Bertie (ora Re Giorgio VI), avviene dopo un lungo iter di introspezione psicologica da cui affiorano pian piano tutto il suo vissuto e  le radici profonde delle difficoltà ad esprimersi. Pressato fin dall’infanzia dalle aspettative del padre e frustrato per il confronto con l’affascinante e spigliato fratello, il mesto e spesso irascibile Bertie, vince la rassegnazione al silenzio attraverso il raggiungimento della tanto agognata confidence. E il microfono non è più quell’abominevole mostro che inibisce. Mantenendo un ineccepibile equilibrio tra il registro comico e drammatico, Hooper predilige la messa in scena frontale con l’utilizzo della macchina fissa, avvalendosi del supporto della fotografia di Danny Cohen che fa sposare in maniera magistrale  la nebbia degli esterni con gli  interni disadorni, il tutto teso a calcare lo stato claustrofobico di Bertie. Il discorso del Re è una pellicola a basso costo la cui potenza sta senz’altro nella magnifica prova attoriale del duetto Firth/ Rush che, attraverso icastici e graffianti dialoghi, diverte per la messa a nudo delle debolezze umane e commuove per il crescere di un’amicizia inaspettata e duratura.

 

Titolo originale: The King’s Speech
Regia: Tom Hooper
Genere: Drammatico-Storico
Paese: Regno Unito, Australia, 2010
Durata: 118′
Produzione: See Saw Films, Bedlam Productions
Distribuzione:  Eagle Pictures
Cast: Geoffrey Rush, Colin Firth, Helena Bonham Carter, Guy Pearce, Michael Gambon, Jennifer Ehle, Timothy Spall, Derek Jacobi, Eve Best, Anthony Andrews

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