Anna e Gianni dormono profondamente. Qualcosa turba il sonno di lui. Uno strano solletico sotto le coperte. Ha sonno, cerca di ignorarlo, ma quello insiste e alla fine lui si sveglia. Si gratta una gamba, dove sente prurito, ma non basta. Si gratta ancora e cerca di riprendere sonno. Dopo un po’ il solletico ricomincia. Allora scalcia via le coperte. Sulla gamba destra un millepiedi sta risalendo verso l’alto, con la sua miriade di zampettine che si agitano. Non è un millepiedi comune, è tutto dorato, lucente. Se stesse fermo potrebbe sembrare una piccola spilla d’oro da mettere su un abito da sera, molto elegante. Eppure fa schifo. E’ preso da un conato di vomito. Cerca di schiacciarlo, ma quello non se ne dà per inteso, e continua la sua scalata.

Gianni pensa che fra poco arriverà ai genitali ed è preso dal panico. Lo sente camminare sotto i pantaloni del pigiama. Non fa in tempo a spogliarsi. Improvvisamente sente un dolore acuto, violento che gli mozza il fiato e quasi lo fa svenire. Sulla coscia, in alto, dove è arrivato il millepiedi che lo sta mordendo. Il sangue incomincia a inzuppare la flanella. Un altro morso, più forte. Ancora un altro, sempre più forte. Sembra che gli stacchi grossi pezzi di carne. Ormai il dolore e il panico si mescolano, gli tolgono ogni ragione. Sente che quel grosso verme diventa sempre più grosso, man mano che lo morde. Capisce che lo sta mangiando vivo. Lo sta letteralmente divorando. Gianni sviene.

Anna apre gli occhi, nel buio. Qualcosa l’ha svegliata, una strana sensazione. Non sente abbaiare i cani, né il respiro del marito accanto a sé.

Accende la luce e guarda. Nel pigiama a righe di Gianni, a fianco, c’è un grosso millepiedi tutto d’oro, e Gianni non c’è più. Lui è tranquillo, non sembra ostile. Anna lo guarda da vicino. Potrei venderlo in gioielleria, pensa, strano, non mi fa impressione. Vede con meraviglia che ha gli occhi azzurri e la guarda. Agita le zampette dorate, non parla. Lei lo bacia, incuriosita. Sente la lingua di lui che scava nella sua bocca. La mano di Anna va al cavallo dei pantaloni, e tocca, come faceva con suo marito. Trova qualcosa di duro e si eccita. Si sfila la camicia da notte e gli va sopra. Fanno l’amore. Lui è un amante tenero, premuroso, e capace di darle un piacere strano e appagante, con tutte quelle zampette. Più di Gianni.

E’ inesauribile quel grosso verme e lei continua fino a che non ce la fa più.

Poi si riveste, con un sorriso, lo accarezza. Si gira dall’altra parte e riprende sonno. Sa che lui, al mattino le porterà il caffè, dolce e con un po’ di latte, come a lei piace.

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