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Cosa può la mano di una donna con gli anelli su di una guancia morbida e ben truccata

di

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Mi volto di scatto verso di te. Ti guardo. Rigida, immobile. Gli occhi fissi. Il viso deformato. La bocca serrata.

Mi volto di scatto verso di te.

 

Ti guardo.

 

Rigida, immobile.

 

Gli occhi fissi.

Il viso deformato.

La bocca serrata.

Parlami ancora…

Le tue dita si distendono, si aprano.

Che fai?

 

In un attimo il tuo esile braccio è in alto,

il tuo corpo si carica di tutta la tua forza

e rapido scatta in avanti.

 

Cerco di sottrarmi,

ripiego velocemente il mio sguardo lontano dal tuo.

Mi copro.

 

In un istante, sei contro di me.

 

Mi colpisci,

forte.

Il tuo palmo affonda sulla mia pelle,

duro.

I tuoi anelli mi segnano il viso,

e la tua mano sposta il mio volto lantano da te.

 

La pelle s’infiamma.

 

 

 

 

 

 

Sono voltata.

 

Rigida.

Gli occhi socchiusi.

La mano sulla guancia.

 

Mi sfioro.

Questo è solo un pezzo di carne per te, vero?

La guancia mi brucia.

Mi tocco.

Ti odio.

Ora il dolore…

Ti odio.

 

Soffro: dentro, fuori, ovunque.

 

 

 

Sono all’opposto di te,

la tua faccia è lontana dalla mia.

Io, non ti appartengo

Rimango immobile.

Non voglio cambiarti, io.

Il dolore è fisso, saldo, ininterrotto.

 

Solo perché siamo diverse non significa che non possiamo amarci, tu ed io.

 

 

Ora c’è solo il silenzio tra noi.

Questo è il tuo rancore.

Non ti vedo e sento il tuo respiro affannato.

Vuoi continuare?

Aspetto.

Vorrei abbracciarti, baciarti…

 

La pelle avvampa …

 

 

 

 

 

In un attimo torna di nuovo la raffica delle tue parole:

convulsa, interminabile, infinita,

piena di ma, però e tuttavia…

 

Trattengo il respiro.

Aspetto.

Zitta!

Aspetto ancora.

Stai zitta!

 

La guancia arde, mi infiamma.

 

La mano scivola in basso.

 

 

Mi volto lentamente verso di te

e ti guardo.

Non li più vedo i tuoi occhi scuri.

Sotto i tuoi capelli rossi il tuo volto è basso.

Il tuo braccio è ricurvo verso il tuo petto.

La mano che hai usato per colpirmi ora ti copre le labbra.

 

Ti guardo.

Mi sfioro.

La vedi? Questa è la guancia che hai percosso con tutta la tua forza.

Silenzio.

 

Rialzi lentamente il tuo sguardo verso il mio.

 

Una fitta violenta sul viso.

 

Fai come per avvicinarmi la mano.

Quelli sono i gioielli che ti ho regalato, ricordi?

 

Gli occhi fissi.

Il viso deformato.

La bocca serrata.

 

Rigida, immobile.

Mi guardi,

ed io…

 

…mi volto di scatto, lantana… da te.

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