Condividi su facebook
Condividi su twitter

Lo spettacolo: Trappola per topi di Agatha Christie

di

Data

Prendete un giovane attore e regista, una compagnia affiatata e il giallo più rappresentato nella storia del teatro, Trappola per topi di Agatha Christie, portateli al teatro Vittoria, mescolate il tutto e il successo è assicurato.

Prendete un giovane attore e regista, una compagnia affiatata e il giallo più rappresentato nella storia del teatro, Trappola per topi di Agatha Christie, portateli al teatro Vittoria, mescolate il tutto e il successo è assicurato.

Difficile fare i conti con una rappresentazione andata in scena per 55 anni e tradotta in molte lingue straniere, ma Stefano Messina ha accettato e vinto la scommessa.

Affascinato dalla scrittura della Christie, dalla sua capacità di creare suspence, ironia e caratterizzazione impeccabile dei personaggi ha deciso di andare in scena, prediligendo un adattamento filologico del testo con la storica traduzione di Edoardo Erba, per non alterare una scrittura teatrale perfetta.

 

Quando nel ‘52 Trappola per topi debuttò al West End di Londra la stessa autrice si era pronunciata con un certo scetticismo: “Rimarrà in cartellone al massimo per otto settimane”. Previsione errata, lo spettacolo venne accolto entusiasticamente dal pubblico.

La compagnia Attori & Tecnici diretta dal giovane Messina  ha dimostrato non solo di riuscire a rappresentare fedelmente l’ambiente, la recitazione la caratterizzazione dei personaggi ma di lasciare inalterata l’impronta data dalla Christie all’adattamento del suo racconto Three Blind mice.

Londra, anni ’50. Alla pensione Castel Del Frate i coniugi Ralston accolgono i primi ospiti. Tutti sembrano avere qualcosa da nascondere, mentre un efferato omicidio compiuto a Londra è stranamente collegato con la locanda. Tant’è che viene mandato l’agente Trotter della polizia di Scotland Yard a condurre le indagini alla locanda, isolata a causa del brutto tempo. Ed è qui che comincia il gioco teatrale della Christie: indizi ed elementi che sposta a suo piacimento fanno cadere i sospetti su ognuno dei personaggi. Nessuno sembra essere perfettamente innocente in questo gioco teatrale, una corsa contro il tempo per scovare l’assassino.

Lo stile tipico da commedia inglese è molto presente in questo adattamento che, attraverso bravissimi attori e scenografie realistiche, riesce a rendere quella particolare atmosfera del genere giallo dove tutto ha un senso, ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo può essere ricco di significato. Persino gli oggetti e la loro collocazione aiutano lo spettatore a ricomporre il puzzle.

Alleggerisce il tono della rappresentazione in questo spettacolo di puro intrattenimento, un’ironia sottile data anche da certi trucchi scenici. Un esempio? Il rumore delle porte scricchiolanti riprodotto dagli stessi attori con la bocca ogni qual volta entrano o escono dalle porte.

Fino alla fine, quando il contorto intreccio si scioglie e tutto diventa chiaro.

 

Un adattamento coinvolgente quello scelto da Stefano Messina la cui performance istrionica risulta vincente tanto quanto quella registica. Attori che da veri caratteristi irrompono sulla scena decisi a catturare l’attenzione del pubblico. E la catturano.

Dopo la situazione italiana dei tagli finanziari al settore dello spettacolo ci sono meno margini per fare scelte errate anche se è insito nel fare teatro azzardare con testi nuovi. Spesso il mercato non rischia, vuole una certezza di successo e di richiamo e in un momento in cui sbagliare spettacolo significa  rischiare di chiudere una compagnia o un teatro, la scelta di produzione deve essere necessariamente condizionata dal mercato. “Fortunatamente” – afferma Stefano Messina – “la nostra scelta è stata premiata dal pubblico ma che sia ben chiaro, è una scelta che non è scesa a  compromessi con la qualità, altissima, del prodotto!”

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'