Condividi su facebook
Condividi su twitter

Il romanzo: L’Intermittenza di Andrea Camilleri

di

Data

Che storia è questa che Andrea Camilleri ci narra? Il libro si apre con un indice dei personaggi come un buon giallo tradizionale.

Che storia è questa che Andrea Camilleri ci narra? Il libro si apre con un indice dei personaggi come un buon giallo tradizionale. Tra essi non c’è il Commissario Montalbano. Non ci sono nemmeno poliziotti con auto sgommanti e sirene (sì, in verità ce ne sono due, di cui uno corrotto. Personaggi secondari), e solo dopo molte pagine spunta una morta per suicidio. E allora?

 

Si tratta certo di una crime story ma il crimine qui non è la risultanza di raptus improvvisi né di attori con personalità criminale provenienti da periferie urbane disastrate. Tutt’altro. I personaggi sono persone colte, economicamente al sicuro, ai vertici di aziende industriali che convivono con sporchi raggiri, tradimenti, truffe e imbrogli di vario tipo.

 

Non è il bisogno di arricchirsi sempre più che li spinge. È l’urgenza di arrivare al vertice, specialmente per il protagonista. Ha già la copertina di una prestigiosa rivista per uomini d’affari, ma non gli basta. Deve arrivare al punto di potersi guardare allo specchio la mattina quando si fa la barba e dirsi OK sono al vertice: padrone di aziende industriali, posso manovrare le informazioni, decido sulla vita di centinaia di lavoratori fregandomene dei sindacati, i politici mi mangiano in mano e le donne, macchine sessuali, le prendo e butto via. Siamo nel mezzo di una fauna umana di fascia elevata, alta borghesia tra cui si muove con spregiudicatezza Mauro De Blasi, direttore generale di una grande azienda con stabilimenti al Nord e nel Mezzogiorno. Nel momento in cui Mauro De Blasi sta per concludere il più grande colpo della sua vita, impadronirsi a tradimento della azienda che dirige, scatta lieve, quasi incorporeo e invisibile a occhio nudo, un battito di ciglia di un attimo che gli rivela il suo memento mori ben leggibile sulla soglia della coscienza . “Fu allora che ebbe la lacerante certezza della prossimità della sua morte” scrive l’Autore iniziando il romanzo. Questa la metonimia che sorregge le 171 pagine della storia.

Tale iniziale battito di ciglia puro e semplice è un avvertimento che in genere ha per tutti una forza morale persuasiva a pensare almeno due volte sulle proprie azioni ma non per il protagonista che se ne frega tutto proteso com’è a portare avanti la porcata che si accinge a concludere. Non ci pensa nemmeno lontanamente a fare una pausa proprio nel momento culminante della sua opera di costruzione del proprio monumento vivente: padrone potente degno di copertine di riviste patinate per uomini di successo.

Lui va avanti. Accetta anche le corna che gli mette la moglie col suo collaboratore e ghost writer. Parla applaudito ad un convegno di manager. E poi, mentre sta per cogliere il frutto più dolce per un uomo di mezza età, portarsi a letto una ventenne, eccolo di nuovo, improvviso quel battito di ciglia.

 

Questa volta il battito di ciglia è con svenimento non è più solo avvertimento. È una fregatura vera e propria. Niente sesso con ventenne e brutta notizia del tradimento inconsapevole della segretaria custode delle sue carte segrete. Scandalo pubblico. Debacle totale. Niente affatto. L’ambizione di successo economico e sociale totale di Mauro De Blasi resta in piedi. Non tutto è perduto…

 

Grazie ad alcuni raggiri contrattuali montati con il nonno della ventenne, il suo patrimonio personale è accresciuto, potrà andare a goderselo con la ventenne come meglio piacerà loro.

E mente alla guida della sua auto corre lanciato a tutta velocità sull’autostrada che lo porterà al sicuro, si fa vivo un terzo battito di ciglia con rottura di una venuzza nella testa. Il colpo di grazia, nel momento in cui il protagonista si sente potente e se la ride perché è riuscito a fregare tutti, impietoso lo stoppa e anche il romanzo finisce. Inutile dilungarsi sugli altri personaggi anch’essi disegnati a tutto tondo e sugli eventi descritti

nel romanzo.

Con e senza Montalbano, Camilleri resta un mago della narrativa.

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'