A.A.A. anziani cercasi per pagine Social Network

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Facebook, MySpace, Netlog, Linkedin e Twitter. Sono i Social Network più famosi e con il maggior numero di iscritti al mondo.

Facebook, MySpace, Netlog, Linkedin e Twitter. Sono i Social Network più famosi e con il maggior numero di iscritti al mondo. Sono nati dall’idea di trovare persone conosciute durante la vita e di cui si sono perse le tracce. Gli utenti hanno la possibilità di creare un profilo personale, dei gruppi e delle pagine. Queste ultime sono dedicate a personaggi famosi come attori, scrittori, musicisti, divi in generale, ma sempre più spesso, negli ultimi tempi, vengono create pagine che “incasellano” stereotipi di persone che si incontrano quotidianamente.

 

Ci sono le pagine dei giovani con le loro associazioni  e “il traduttore per detti e modi di dire”; delle casalinghe che da “disperate” diventano “felici” e poi “convinte”; degli impiegati additati come “fannulloni”, “esauriti” e “piegati”; degli studenti ora “viola”, ora “democratici” e ora “fuori sede”;  e degli anziani. Sì, per gli anziani, gli over 60, sono state create sui Social Network una serie di pagine a volte divertenti e spassose, a volte ironiche e sarcastiche, altre volte amare e malinconiche, ma anche tanto stravaganti. Ed eccoli, su Facebook, con il primo gruppo, per numero di iscritti,  circa 200 mila,  gli “Anziani che guardano i lavori in corso”. Sono lì fermi, su ciglio della strada, appoggiati alle transenne, come se fossero al cinema e scuotendo la testa bisbigliano: “Ai miei tempi le cose si facevano bene sin dall’inizio”. E poi, ci sono gli “Anziani che camminano con le mani dietro alla schiena”, 54 mila iscritti, che in posa come i loro colleghi precedenti e in piccoli gruppi popolano, durante le belle giornate, i parchi delle città constatando che “il freddo ricomincia e non ci sono più le mezze stagioni!”. E che dire degli “Anziani che ti chiedono di chi sei figlio”? Quasi 41 mila iscritti, sono coloro che “amano” i nonni attaccati alla tradizione e al loro paese. E’ importante sapere di chi sei figlio per elencarti le proprietà comportamentali dei tuoi genitori alla tua età. E il clichè si ripete: “Ah, ma sei figlio di…, quello che si è sposato con…, che è figlio di mia cugina! Proprio brave persone, lo dico sempre io!”

 

Senza tralasciare gli “Anziani convinti che le strisce pedonali donino l’invulnerabilità” e sono attraversabili in circa 30 minuti. Un tempo da moviola. Sono 33 mila gli iscritti alla pagina. Probabilmente, autisti che hanno rischiato di metterne sotto qualcuno.

Passando dalla categoria maschile a quella femminile si scoprono tante altre pagine. Si passa dalle “Anziane che al telegiornale affermano che il vicino omicida salutava sempre”, alle “Anziane che controllano il mondo dal loro balcone”, fino ad arrivare alle “Anziane che fanno a gara a chi è più malata”. Un mondo insomma a “stelle e a strisce”, dove i personaggi in primo piano sono inesorabilmente dei simpatici vecchietti.

E così, le pagine sullo stereotipo dell’anziano si susseguono al ritmo di sberleffe e “forza nonni!”. La lista è lunga ma nessuno ha pensato di avvisare gli “Anziani che vivono la loro vita ignorando d’avere molteplici fan su feisbuc” di essere diventati, nel giro di pochi anni, star inconsce dei Social Network.

E ironia della sorte a un certo punto la visuale del gioco cambia, le luci si spengono, e il testimone passa agli ideatori delle pagine che per l’occasione hanno indossato gli abiti del padre, nonno o zio e rispondono alla voce “Anziani”. E poi hanno scritturato fans, da Facebook a Twitter. Migliaia. Sono diventati spettatori di un fenomeno. Forse nuovo o forse solo replica di un meccanismo di satira sociale dove prendere in giro l’altro che si presenta imbranato, brontolone, puzzone, pericoloso, frustrato, rientra nel normale gioco delle parti.

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