Condividi su facebook
Condividi su twitter

Storie dell’altro mondo: Trafficante di libri

di

Data

Favela do Bode, città di Recife, Stato di Pernambuco, Nordest brasiliano. In una palafitta sospesa sull’acqua del fiume Capibaribe abita Kcal

Favela do Bode, città di Recife, Stato di Pernambuco, Nordest brasiliano. In una palafitta sospesa sull’acqua del fiume Capibaribe abita Kcal, nomignolo da trafficante per un ragazzo cresciuto per strada. Quando il livello del fiume sale nella palafitta KCal si avventura in giro alla ricerca del necessario per sopravvivere. KCal crede di trovare, in uno dei suoi vagabondaggi, la droga che assicura la libertà. Succede quando incontra un libro dal titolo magico, che lo incanta. Su una bancarella si imbatte nel romanzo ‘a Mão e a Luva’, ‘la mano e il guanto’ e da quel giorno KCal non pensa ad altro che a trovare anche per sé il guanto che combini con la poesia, la sua mano. E il guanto è la musica, l’unica cosa capace di combinare alla perfezione con armonie di parole. Inizia a leggere, scrivere, comporre. E si mette pure in testa di trasformarsi in trafficante di libri perché l’arte – dice KCal – è l’unica droga capace di diffondere informazione e cultura, di liberare la sua gente. ‘Cada livro é uma carta de alforria-Ogni libro è un certificato di liberazione dalla schiavitù’. Vuole condividere i romanzi e le poesie con tutto il suo quartiere. Risparmia per comprare libri sulle bancarelle dell’intera città e poi gira porta a porta perché la sua mania è sommare risparmi per comprare libri e poi prestarli. Se la gente della sua comunità non imparerà a sognare, come lui, non riuscirà mai ad oltrepassare i confini della favela. E ci vuole tirare dentro tutti i bambini, catturare la loro immaginazione fino a convincerli che i libri possono portarli lontano da tutte quelle difficoltà. Quelli intorno a lui non credono molto nella sua iniziativa ma in lui credono, aspettano la sua visita, la sua compagnia e le sue illusioni. Neanche la sua donna capisce cosa stia facendo ma non per questo smette di appoggiarlo e gli dice: se fallirai non voglio che sia per colpa mia.

Non è facile, niente è facile, del resto neanche rinunciare all’immaginazione è facile, neanche vivere senza spazio per la bellezza lo è. In una poesia KCal scrive pressappoco: Felici sono le pietre, le conchiglie, i sassi. Il poeta sente il dolore degli altri. Il poeta preferisce diventare la spugna dell’umanità. Così giorno dopo giorno, accumulando libri per oltre 15 anni, KCal, poeta e musicista, trasforma la sua palafitta della Favela do bode sospesa sull’acqua del fiume Capibaribe in una biblioteca per i bambini della sua comunità. La sua casa sul fiume diventa il punto di incontro dei sogni e della fantasia di centinaia di bambini, un punto di partenza verso luoghi lontani e diversi. L’immaginazione abbatte i confini di un’esistenza difficile. Il 25 marzo del 2008  riceve il premio “Faz Diferença” per la categoria “Sociale”, lo stesso premio che nel 2003 veniva riscosso da Luiz Inacio Lula da Silva. Alla consegna del premio- secondo quanto riportato dal quotidiano O Globo- KCal confessa che i libri sono molto cari, ha cominciato comprandoli al prezzo di un real e molte volte ha sofferto la fame. Accade così (ma in uno Stato lontano, una democrazia tanto lontana da noi quanto il caos creativo delle fiabe) che, in un miscuglio di rivoluzione e sviluppo, si dichiari guerra alla povertà senza iniziare risparmiando sui libri. Nell’aprile del 2009, il Ministro della Cultura Brasiliano Juca Ferreira riconosce il lavoro di Ricardo Gomes Ferraz, nome autentico di KCal, dando vita ad un progetto governativo che vede moltiplicarsi le biblioteche nelle favelas. Dalla “Livroteca Os Guardiões” fondata da KCal, oggi altre 514 biblioteche sono attive in tutto il Brasile. Nell’autunno KCal si imbarca su un volo transoceanico e arriva a Roma come protagonista di uno splendido film che racconta la sua storia : A mᾶo e a luva, Documentario in concorso nella sezione Extra al Festival Internazionale del Film di Roma realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata del Brasile in Italia.

KCal è emozionato quando attraversa il red carpet, è felice che il suo incontro con la poesia abbia trovato tanti amici e estimatori, neanche lui credeva che la poesia portasse tanto lontano. Dopo aver assaggiato tanti gusti ed emozioni nuove, confessa però il suo più profondo desiderio: ‘non vedo l’ora di tornare a casa… ‘

A mᾶo e a luvaRegia di Roberto Orazi – Prodotto da Riccardo Neri, Lupin Film Documentario in concorso nella sezione Extra al Festival Internazionale del Film di Roma realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata del Brasile in Italia.

 

Altri racconti
in archivio

Sfoglia
MagO'