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Rachele Rossanese: “Italia e Argentina sono sorelle”

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Fotografa e traduttrice, Rachele Rossanese, 28 anni, è una ragazza che come tanti giovani italiani ha deciso di trasferirsi all’estero. Da cinque anni vive a Buenos Aires, la capitale dell’Argentina.

Fotografa e traduttrice, Rachele Rossanese, 28 anni, è una ragazza che come tanti giovani italiani ha deciso di trasferirsi all’estero. Da cinque anni vive a Buenos Aires, la capitale dell’Argentina. Ci racconta la sua scelta di vita e confronta le differenze tra due mondi lontani, ma spesso paragonati per la loro vicinanza culturale, mettendo da parte stereotipi e pregiudizi riguardanti una delle più grandi metropoli dell’America Latina.

Perché vivere a Buenos Aires?                                          
Buenos Aires è una città vivace e ricca di stimoli e opportunità per coloro che sappiano coglierle. E’ un luogo in cui ci si sente vivi, dove si riesce a toccare con mano quanto di meglio (e di peggio) l’animale umano abbia da offrire, nonché una città aperta, tollerante, multiculturale e in continuo fermento socio-culturale.

 

Sono tanti gli italiani che hanno fatto la tua stessa scelta?         
Storicamente, l’Argentina è da sempre meta di emigrazione italiana. Questo paese ha accolto in passato più di 3 milioni di nostri connazionali in cerca di fortuna e in fuga dalla fame e dalla guerra, al punto che circa il 60% degli argentini ha almeno un antenato di origine italiana. Attualmente, la presenza italiana continua ad essere piuttosto numerosa, ma più discreta. La gran parte degli italiani che sceglie di vivere qui oggi non è più in una condizione di bisogno assoluto, bensì decide di lasciare il proprio paese volontariamente, per avviare un qualche tipo di attività o progetto.

Cosa vuol dire vivere in una delle più grandi metropoli sudamericane?       
Vuol dire confrontarsi quotidianamente con persone provenienti dai quattro angoli del globo, in una metropoli che vive a un passo accelerato e fra mille contraddizioni. Vuol dire assistere a scene quotidiane di solidarietà e gentilezza ormai dimenticate da molti italiani, salvo poi voltare l’angolo e ritrovarsi davanti a situazioni agghiaccianti, anche quelle ormai appartenenti al nostro passato. Vuol dire ricevere mille prove d’amore incondizionato e mille disillusioni, vuol dire arrivare a un punto in cui non si riesce più a sopportare determinati atteggiamenti e visioni del mondo, salvo poi non poter fare a meno di ritornare sui propri passi e rimettere tutto in discussione. Insomma, non si può amare Buenos Aires senza detestarla almeno un po’ e non si può detestare Buenos Aires senza amarla alla follia, è una città che dà libero sfogo alle emozioni più contrastanti e viscerali.

 

Che rapporto c’è tra i giovani argentini e la politica? Quali le differenze con l’Italia?        
Come in Italia, o forse ancora di più, i giovani argentini hanno un atteggiamento disilluso e disincantato nei confronti della politica. La mancanza di fiducia è forte e il disinteresse cresce di giorno in giorno, a causa di quel continuo ricadere negli stessi errori e negli stessi vizi che ormai fiaccano ciclicamente il paese dalla metà del diciannovesimo secolo. Come in Italia, i giovani argentini auspicano un’onestà politica e una trasparenza ormai dimenticate da tutti gli schieramenti. Le ideologie come il peronismo sono state così stravolte e usurate da aver perso ogni credibilità e, proprio come l’antagonismo fra destra e sinistra in Italia, si tratta ormai di semplici termini svuotati di tutto il loro significato originario e svendute alla mercé del politicante corrotto di turno, che le usa per far leva sugli strati più ignoranti della popolazione, loro malgrado.

 

Quali le possibilità dei giovani nel mondo del lavoro rispetto all’Italia?     
L’economia argentina è estremamente volatile e altalenante, ciononostante è doveroso chiarire che chi ha veramente voglia di fare riesce quasi sempre a crearsi una buona condizione lavorativa, soprattutto se è in possesso di un grado di istruzione universitaria. Purtroppo sono in molti ad avere “poca voglia di fare e scarso spirito di iniziativa”, problema che del resto riguarda anche una buona parte dei giovani italiani. Fatta questa precisazione, le problematiche sono più o meno le stesse: condizioni contrattuali infamanti, incertezza, sfruttamento e raccomandazioni, oltre alla sempre presente fuga di cervelli all’estero. Infine, fatto che non riguarda solo i giovani, sottolineo che la giornata lavorativa media è molto più lunga che in Italia: sulla base del modello statunitense, nessuno si scandalizza se deve lavorare 10 ore al giorno o anche il sabato mattina.

 

Quale la situazione della libertà di espressione?                                                                                  

Non è facile rispondere a questa domanda. Credo che attualmente la libertà di espressione sia in una situazione migliore in Argentina rispetto che in Italia, più che altro per la maggiore facilità di accesso della popolazione a varie tipologie di canali di espressione (teatro, musica, fotografia, dibattiti, seminari), fenomeno che si evince soprattutto a Buenos Aires, una città che brulica di laboratori sperimentali, in contrapposizione alla staticità dei canali di comunicazione italiani, ormai troppo stereotipati e prigionieri dei luoghi comuni che essi stessi hanno contribuito a creare. Qui nessuno ha paura di reinventarsi e rimettersi in gioco stravolgendo eventuali canoni prestabiliti. Anzi, è proprio l’idea di “canone prestabilito” che non esiste!

 

Per quanto riguarda la libertà di stampa?
In quanto alla libertà di stampa, tutti e due i paesi sono classificati come “a libertà di stampa parziale”, in Argentina in particolare vi sono pressioni più o meno dirette affinché i giornalisti “dimentichino” di affrontare determinate tematiche in modo obiettivo e non allineato con la versione ufficiale, soprattutto quando si parla di politica, speculazione economica e ambiente. C’è da dire tuttavia che l’Argentina è uscita da una dittatura estremamente repressiva da poco più di un paio di decenni soltanto, mentre l’Italia ha, o almeno dovrebbe avere, almeno un cinquantennio di storia democratica alle sue spalle.

Che differenze ci sono nel mondo della televisione tra Argentina e Italia?        
L’informazione televisiva, nonché la programmazione televisiva in generale, è di livello scandalosamente basso in entrambi i paesi, ma anche in questo caso è difficile determinare quale fra le due nazioni sia in posizione avvantaggiata. E’ comunque doveroso sottolineare che, mentre alcuni paesi confinanti come il Cile, l’Uruguay e il Brasile hanno compiuto notevoli passi avanti, i primi due in particolare sono annoverati fra i paesi a libertà di stampa totale, in Argentina si vive uno stallo dovuto al forte controllo politico sui mezzi di comunicazione. L’unica differenza con l’Italia è che tale controllo è più indiretto, mentre da noi sappiamo bene come vanno le cose a livello di controllo dei mezzi di comunicazione da parte di chi ci governa.

 

Esistono benefici per gli studenti?
Rispetto all’Italia esistono molti incentivi per gli studenti universitari-lavoratori, i quali hanno la possibilità di frequentare le lezioni di sera in modo da non essere costretti a dare esami da non frequentanti. Gli studenti hanno inoltre diritto a un’ampia serie di sconti e riduzioni. Sono previste borse di studio per studenti non abbienti che desiderano accedere all’istruzione universitaria, dimostrando di avere le capacità per farlo. I bambini delle zone più depresse del paese e della capitale partecipano a programmi di scolarizzazione a tempo pieno, che almeno consentono loro di avere un pasto decente al giorno. A Buenos Aires, a differenza del resto dell’Argentina, si assiste a una crescente disparità fra scuole private e pubbliche, che riflette la sempre crescente separazione fra ricchi e poveri.

 

Il costo della vita?
Facendo un raffronto con l’Europa e l’Euro, il costo della vita è estremamente più basso, tuttavia è anch’esso altalenante a causa dell’instabilità della moneta e dell’economia. Basti pensare che, dal 2000 ad oggi, l’Argentina ha attraversato varie fasi che l’hanno portata dall’essere più cara dell’Europa all’essere meno costosa dell’India. Attualmente il costo della vita è decisamente inferiore rispetto a quello europeo, tuttavia alcuni prodotti (quelli elettronici e informatici per esempio) risultano sproporzionatamente cari. Recentemente, la pressione degli Stati Uniti, i quali hanno imposto all’Argentina l’uso degli OGM, soprattutto ai fini della produzione di soia da destinare al Biodiesel, hanno portato a un’impennata dei prezzi alimentari. Nell’ultimo anno, il prezzo di alcuni prodotti alimentari dei base, quali latte, carne e verdure ha superato quello vigente in Europa, a fronte di un’inflazione ufficiale (ma non ufficiosa) pari all’1%. Ciò ha una forte ripercussione negativa, soprattutto sugli strati più poveri delle popolazione, costretti a consumare cibi di cattiva qualità, pur vivendo in un paese considerato il granaio del mondo.

 

E’ pericoloso per una ragazza italiana girare da sola in una delle più grandi metropoli sudamericane?                                                                                  
Come in qualsiasi città di decine di milioni di abitanti ci sono zone depresse dove è sconsigliato recarsi, si tratta comunque di quartieri talmente decadenti che non ci si può non rendere conto di essere finiti in un postaccio. Detto ciò, Buenos Aires non è più pericolosa di città quali New York o Parigi. Personalmente, ho avuto molti più problemi a livello di sicurezza e ho corso molti più rischi di aggressione nell’anno in cui ho vissuto a Londra, rispetto agli ormai quasi 5 anni trascorsi a Buenos Aires. La piccola criminalità è certamente un problema, legato all’insicurezza economica e sociale in cui vive buona parte della popolazione di questa città, ciononostante io esco tranquillamente la sera in autobus, da sola, e non avverto alcun tipo di rischio quando cammino di notte per le strade cittadine. Ovviamente non bisogna esporsi a rischi inutili come purtroppo fanno molti stranieri sprovveduti, per lo più nordeuropei e americani, che trovano “avventuroso” andare alla scoperta dei quartieri poveri con un atteggiamento di incoscienza totale. Si tratta comunque di un atteggiamento inusuale per un italiano, evidentemente già abituato di suo a spostarsi per la città con gli occhi aperti e facendo bene attenzione a non commettere stupidaggini.

 

C’è discriminazione nella popolazione?
L’Argentina è un paese di emigranti che continua ad accogliere migliaia di persone provenienti da ogni angolo del globo. Esiste qualche episodio sporadico di discriminazione nei confronti della popolazione indigena e degli immigrati boliviani o peruviani (ossia quelli aventi i tratti indigeni più marcati), tuttavia si tratta principalmente dell’azione di qualche idiota di turno e non di un atteggiamento di razzismo e intolleranza generalizzata nei confronti dello straniero.

 

E’ facile integrarsi?
E’ molto facile integrarsi in questo paese, al contrario di quanto avviene in Europa non c’è un atteggiamento di ostilità verso chi arriva, bensì di accettazione e rispetto reciproci.

 

Si dice che l’Argentina sia il paese sudamericano che più assomiglia all’Italia. E’ vero?
Quando arrivai qui per la prima volta nel 2004 pensai “Mamma mia, 14 ore di viaggio per finire in un posto così simile all’Italia”. Nel bene e nel male gli argentini e gli italiani sono molto somiglianti (stessi vizi, stessa mentalità, stesse virtù) e, infatti, nei paesi confinanti si dice che “gli argentini sono degli italiani che parlano una mezza specie di spagnolo”! In effetti, un italiano qui non si sente straniero, la differenza maggiore è costituita dalla lingua, ma si tratta comunque di due paesi fratelli.

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