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Il mio (ancora ex) amico Osvaldo e Pisa (Foto di Mariagrazia Veneziano)

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Entro in casa di fretta e furia. Vado in cucina. – Mamma me lo fai un panino per favore che poi parto? E’ tardi!

Entro in casa di fretta e furia. Vado in cucina.

– Mamma me lo fai un panino per favore che poi parto? E’ tardi! – le chiedo avendole già voltato le spalle in direzione della mia camera. Appena entro, poggiato sul trolley (questa volta già pronto e già chiuso) vedo un foglio di carta scritto a penna. Lo prendo. Lo guardo. Riconosco al volo la calligrafia. Controllata ed elegante: Osvaldo. Leggo:

 

Cavolo! Ho saputo che sei finalista di un altro premio! Questa volta a Pisa! Al Pisa Book Festival! Bè che dirti…bravo! Senti, visto che vai in quella stupenda città approfitto per segnalarti di seguito, sinteticamente, alcuni monumenti che non puoi non vedere.

Torre di Pisa: iniziata nel 1173 da Bonanno Pisano e terminata, dopo 99 anni, da Giovanni di Simone. Vacci mi raccomando, e arriva fin su, alla Cella Campanaria, che è stata aggiunta nel 1360 da Tommaso di Andrea Pisano. Ci sono 7 campane accordate alle sette note musicali, ed una di queste, “La Pasquareccia” è stata costruita per la morte del Conte Ugolino. Inoltre, sulla sommità della Torre, Galileo Galilei compì il suo famoso esperimento sulla gravitazione. Vabbè non mi dilungo molto, e per quanto riguarda la famosa pendenza e la profondità delle sue fondamenta, di questo ti informerai tu.

Duomo di Santa Maria Assunta o Cattedrale medievale di Pisa: meraviglia delle meraviglie! Quando c’entrerai, credimi, la prima opera su cui ti cadranno gli occhi sarà il Pergamo di Giovanni Pisano, realizzato nei primi anni del 1300. Un capovaloro! Pensa quest’opera, con la sua complessa decorazione scultorea, si può considerare una delle più ampie manifestazioni del fervore religioso dell’epoca, e che in alcune sue sezioni, (chiamate tecnicamente formelle) sono scolpiti, in maniera perfetta, gli episodi più importanti della vita di Cristo. Poi, se alzerai gli occhi, verso l’altare centrale, vedrai il grande mosaico absidale del “Cristo in Maestà affiancato dala Vergine e da San Giovanni Evangelico”, che porta la firma di Cimabue. E poi quante altre meraviglie! La “Madonna con Bambino”, del pisano Maestro di San Torpè; la “Madonna di sotto gli organi” di Berlinghierio Berlinghieri; le reliquie di San Ranieri, patrono di Pisa e poi… ma è inutile che continui a scrivere! Devi solo vedere e ammirare! Ammirare tutto!

Ora vado amico mio, e consigliandoti di farti anche un’accurata passeggiata nel Battistero (qui è presente un altro stupendo Pergamo, questo scolpito tra il 1255 il 1260  da Nicola Pisano, padre di Giovanni Pisano), e nel Campo Santo Monumentale (nel quale risiedono importantissimi affreschi tra cui “Il Trionfo della Morte” di Buonamico Buffalmacco), ti saluto, e ti do un enorme in bocca al lupo! Ciao, Osvaldo!

 

Ah dimenticavo! Al Pisa Book Festival, quando hai tempo, cerca assolutamente lo stand di una casa editrice di nome Omero! Pubblica delle cose… fantastiche!  

 

Con la lettera ancora in mano torno in cucina.

– E’ pronto il panino mamma?

– Sì tesoro è sul tavolo. Ma cos’è quel foglio?

– Me l’ha lasciato Osvaldo. E’ una sorta di guida dei monumenti che quando arrivo a Pisa devo andare a vedere – le rispondo sorridendo. (In fondo in fondo, devo ammetterlo, a quello stronzo gli voglio bene!).

– Ma che carino quel ragazzo! – fa mia madre, sorridendo anche lei – E lo è anche con tua sorella! Dovevi vederlo un’ora fa, sul divano, come l’abbracciava stretta.

– Ma dove sono andati?

– Hanno detto che andavano a farsi un giro nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli. Hai capito qual è? Quella chiesa con tanti scalini vicino al Campidoglio.

I nervi del collo mi si irrigidiscono in un nano secondo. Chiesa? Perchè una chiesa?, penso terrorizzato. (A proposito: prima v’ho detto che a quello stronzo in fondo in fondo gli voglio bene? Be’ di questa frase mi rimangio subito tutto, escluso stronzo!). Guardo l’orologio. Rapido faccio i calcoli; e rapido arrivo ad una conclusione: ho tempo a sufficienza, prima di prendere l’autostrada, per farmi un girettino anch’io nella chiesa con tanti scalini. (Questa volta, ve lo giuro, lo gonfio).

– A che ora sono usciti ma’? – le chiedo agitato.

– Una ventina di minuti fa non di più ma… che succede?

– Niente! – le rispondo mentre faccio a pezzi quel maledetto foglio e lo butto nella spazzatura.

– Sei sicuro?

– Sì – le ribadisco spazientito; poi corro in stanza, prendo il trolley, le chiavi dell’auto ed esco.

– MA DOVE VAI! GUARDA CHE TI SEI DIMENTICATO IL PANINO! – sento gridare mia madre dalla cucina, mentre rabbioso mi chiudo la porta alle spalle.

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