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Premio Internazionale del Doppiaggio

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Un Pino Insegno emozionato presenta a Roma la quarta edizione del Premio Internazionale del Doppiaggio. Con lui la storica compagna, Francesca Draghetti.

Un Pino Insegno emozionato presenta a Roma la quarta edizione del Premio Internazionale del Doppiaggio. Con lui la storica compagna, Francesca Draghetti.

“I premi saranno la cosa principe come per Sanremo dovrebbe essere la canzone” ironizza il presentatore della serata. Rivolgendosi ai candidati: “Quando vince qualcun altro cercate di essere contenti, non fate come Totti domenica scorsa”. Francesca Draghetti accenna alle manifestazioni di protesta che hanno accompagnato fin dall’inizio il Festival Internazionale del cinema, giunto alla sua quinta edizione: “Noi siamo lavoratori dello spettacolo e vogliamo dare il nostro appoggio a tutti coloro che difendono la cultura in Italia”.

Si comincia con il premio per i giovani doppiatori dedicato a Renato Izzo, sul palco la moglie Liliana e un fiume di bambini intimiditi che hanno dato voce quest’anno al cinema internazionale.

Dopo una serie di stacchi pubblicitari dedicati al mondo del doppiaggio si parte con la consegna dei premi tecnici valutati da una giuria composta da doppiatori e direttori di doppiaggio. Miglior fonico di mixage Claudio Toselli per il film Il profeta e Emanuela Fantini premiata come assistente al doppiaggio 2010 che vince con “una valanga di voti”. Miglior adattamento per Filippo Ottoni grazie al film Invictus. Ottoni dedica il premio a tutti i suoi colleghi “che contribuiscono a rendere i film migliori degli originali”. Sergio Fiorentini non è presente per ritirare il Primo premio alla carriera ma lascia un video messaggio al pubblico presente in sala. Un attimo di pausa e sul palco sale l’ospite internazionale: il giovane francese Pulpo, che con la sua voce “potrebbe doppiare un film tutto da solo”. Intervallo.

Il festival ricomincia con una esuberante Claudia Razzi che inciampando emozionata sul palco urla ai microfoni: “Tagliatemi la testa!”, a lei il premio come miglior doppiatrice non protagonista per Alice in Wonderland nel ruolo della famigerata regina di cuori. A seguire uno stacco pubblicitario che ironizza sulla sicurezza sul lavoro, gli applausi non sono convinti. Shutter Island fa portare a casa il premio come miglior doppiatore non protagonista a Dario Penne. Vince anche come miglior film su Bastardi senza gloriaBrothers, Cella 211, Il nastro bianco, Invictus, Sherlock Holmes e The last station. A consegnare l’omaggio è il presidente di giuria: Michele Placido.

Dopo la nomina come miglior direttrice di doppiaggio di film comedy a Maura Vespini con Basta che funzioni sale sul palco Giancarlo Magalli, che si aggiudica la nomina di “premier del doppiaggio” per le sue sferzanti battute su Silvio Berlusconi che ha dichiarato ieri di preferire di amare le donne piuttosto che essere omosessuale: “Quando l’ho sentito mi è dispiaciuto di non essere gay” dichiara Magalli di fronte ad un Pino Insegno visibilmente imbarazzato. “L’anno scorso mi sentivo fuori luogo, come una maggiorenne a Villa Certosa. Quest’anno continuo a pensare che dovremmo mettere un doppiatore ai politici per bloccarli appena dicono una sciocchezza.” Poi ironizza su Ruby, la giovane marocchina che da pochi giorni è entrata nelle case di tutti gli italiani: “Questa ragazza ha un nome onomatopeico per la politica di questi tempi”. Dal pubblico l’applauso più intenso di tutta la serata. Magalli consegna il secondo premio alla carriera a Mario Maldesi ed è subito standing ovation. I film sono troppi per elencarli tutti, basti ricordare Arancia Meccanica, Il laureato, Gli aristogatti, L’esorcista, Frankenstein jr., Quinto potere, Full metal jacket e Guerre stellari. Il pilastro del doppiaggio italiano promette di non dimenticare mai nessuno dei colleghi che lo hanno accompagnato nel proprio percorso, da chi ha visto crescere a chi ormai non c’è più.

Alessandro Haber premia come miglior doppiatrice protagonista  con il film The last station Ada Maria Serra Zanetti. Miglior doppiatore protagonista è Sergio Di Stefano, la voce di Dr. House, che in questa occasione vince con Crazy Heart. L’artista recentemente scomparso è stato ricordato con commozione.

Fa un salto dalla sedia Stefano Benassi quando scopre di aver vinto il premio del pubblico per Bastardi senza gloria. Lo dedica al padre e a Renato Izzo scomparsi entrambi un anno fa.

Il festival giunge alla conclusione: Up si aggiudica il premio come miglior film di animazione consegnato da Mario Biondi. Luca Lionello premia Lost come miglior serie televisiva e fa salire sul palco suo figlio, il piccolo Oreste.

Si conclude così la manifestazione organizzata e promossa dalla INCE 2002, che ha ricevuto per il secondo anno consecutivo la medaglia da parte del Presidente della Repubblica Italiana per l’impegno nella diffusione dell’arte del doppiaggio. Fino al sei Novembre continuerà l’iniziativa Sale aperte, grazie alla quale il pubblico potrà visitare le sale di doppiaggio e cimentarsi nel mestiere grazie alla cabina di doppiaggio mobile situata nel foyer della Salacinema Lotto.

“Guai a far credere alle persone che possono fare doppiaggio solo perché hanno una bella voce” dichiara Pino Insegno al pubblico in procinto di alzarsi verso l’uscita dell’Auditorium, ma subito viene interrotto da Francesca Draghetti: “Signori non ci crederete, la serata è finita!”.

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