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La fiction: The Guard. Dal Canada una fiction da… mare

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"La battaglia da affrontare è sia dentro che fuori il mare". Questo il claim della nuova serie tv canadese The Guard incentrata sulle avventure della Guardia Costiera...

“La battaglia da affrontare è sia dentro che fuori il mare”. Questo il claim della nuova serie tv canadese The Guard incentrata sulle avventure della Guardia Costiera del Canada, impegnata sulla costa della British Columbia. Ma dimenticatevi spiagge immense e californiane o costumi rossi in stile Baywatch, la serie, al contrario, narra la vicenda di quattro membri della Guardia Costiera che, consapevolmente e coraggiosamente, mettono a repentaglio la propria pelle per salvare vite umane, senza tralasciare le loro battaglie quotidiane, dentro e fuori dall’acqua.

L’idea, infatti, nasce dal grande successo di The Guardian, il film con Kevin Costner e Ashton Kutcher che raccontava le eroiche gesta degli uomini della Guardia Costiera degli Stati Uniti. Gli ingredienti del film erano azione, (tanta) adrenalina e un interessante approfondimento psicologico rivolto verso i personaggi che decidono di rischiare ogni giorno la propria vita, sfidando la furia del mare, per aiutare chi si trova in difficoltà (imprudenti inclusi). E trasformando la loro quotidianità in un continuo confronto/scontro con la grandezza (spaventosa) della Natura. Due anni dopo l’uscita del film, che era costato intorno ai 65 milioni di dollari e ne aveva incassati 55 in meno di due mesi, sugli schermi televisivi del Canada debuttava The Guard, la serie tv ispirata proprio al film. Così Karen Tulchinsky, già firma della serie canadese Kink, decide di scrivere e drammatizzare la storia degli uomini e delle donne della Guardia Costiera di Port Hallett, nella British Columbia.

Una serie che vive e si alimenta, in particolare, di una forte caratterizzazione e umanizzazione dei personaggi. Uomini e donne che provano a dare un significato alla propria esistenza e di combattere gli immancabili demoni interiori, mentre affrontano i pericoli giornalieri che arrivano principalmente dal mare.

Miro Da Silva (Steve Bacic), Laura Nelson (Claudette Mink poi sostituita da Sonya Salomaa), Andrew Vanderlee (Jeremy Guilbaut) e Carly Greig (Zoie Palmer) sono i quattro protagonisti. Personaggi che devono fare i conti con un paradiso colmo e ricco di insidie. Un posto in cui l’Oceano Pacifico si infrange su una costa montuosa e dove il pericolo è dietro ogni sperone roccioso, ogni onda, ogni tempesta. Personaggi che, nel ruolo di guardie costiere, si ritrovano a dover fronteggiare ogni tipo di pericolo, mettendo a repentaglio la loro vita.

Miro Da Silva è il capitano della squadra, un uomo che “non ci va tanto per il sottile” e che sa quando è il momento di ignorare le regole per salvare una vita (o proteggere i suoi uomini); Laura Nelson è il primo ufficiale della squadra, una donna che vive per il suo lavoro; Andrew Vanderlee  lotta contro la furia del mare e contro i misteri del proprio passato, mentre l’agente scelto Carly Greig è una donna che sceglie le missioni più rischiose per riscattarsi e superare un forte senso di colpa. Accanto alla squadra ruotano altri personaggi come Barry Winter (Gordon Michael Woolvett, in Andromeda accanto a Bacic) il miglior amico di Miro, che lavora come tecnico nel porto oppure Tina Renwald (Eve Harlow) un’adolescente ribelle figlia di David, compagno di Laura.

I quattro protagonisti dovranno giornalmente mettere da parte la loro vita privata, le loro preoccupazioni per poter tirare fuori coraggio e grinta, che gli saranno necessari per poter affrontare casi difficili di salvataggio, a volte mettendo anche a rischio la propria esistenza per salvare quella degli altri. Parallelamente, ognuno di loro dovrà combattere anche con la propria vita privata e quotidiana fatta di disturbi post trauma, problemi familiari, dipendenza dalla droga e fantasmi del passato.

Emozionante e profondamente realistica la serie rappresenta un interessante mix di generi diversi, alternando scene di pura azione a sequenze fortemente drammatiche. Affronta, poi, tematiche come la tossicodipendenza, disturbi da stress post traumatico e problemi familiari di vario genere. Da un punto di vista narrativo e stilistico la serie si sviluppa in modo adrenalinico virando tra azioni e motivazioni psicologiche e questo la rende costantemente viva e mai noiosa.

Infatti la fiction, giunta alla sua terza stagione in Canada, ha conquistato profondamente il pubblico canadese ed ha ricevuto 12 nomination ed ha vinto due Leo Award nel 2008.

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