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Santa Sagra

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Stanchi delle solite sagre di paese? Delusi di aver fatto diverse decine di chilometri alla ricerca di un po’ di fresco ed esservi imbattuti per l’ennesima volta in...

Stanchi delle solite sagre di paese? Delusi di aver fatto diverse decine di chilometri alla ricerca di un po’ di fresco ed esservi imbattuti per l’ennesima volta in inutili bancarelle e nello show di un decotto cantante di qualche decade lontana, che manco vostra nonna? La soluzione c’è: l’anno prossimo la sagra di paese organizzatevela da soli, potrete godervi le ferie e l’aria buona con iniziative di vostro gradimento, con la soddisfazione di aver fatto qualcosa anche per la collettività. Che ci crediate o no, è più facile di quanto sembri.

 

È evidente che la prima cosa da fare è individuare il posto. Sono ovviamente da scartare quelli che già fanno qualche sagra o qualche pomposa “estate” di qualcosa. Non scegliete un comune, dove c’è già un sindaco o una proloco, partite da zero, scegliete una frazione piccola, piccolissima, un paese, per esempio come questo, a cavallo tra Lazio e Abruzzo, minuscolo ma lambito dalla Strada dei Parchi, a mala pena citato da mappe e navigatori, ma a solo un’ora di macchina da Roma, e che conta sette residenti. Sì, sette, avete letto bene e pure piuttosto ritrosi, se dobbiamo basarci sul trattamento riservato alla google car, accolta, sembra, con un certo fastidio.

 

Una volta trovato il paese, vi servirà, per poche pratiche burocratiche ma vi servirà, una copertura per così dire “istituzionale”. Scartata la politica per quanto visto sopra, e invero anche per i soli sette voti che portereste in dote, rivolgetevi direttamente al Parroco, una figura che non manca mai e che avrà certamente bisogno, in cambio del suo appoggio, di qualche opera da offrire alla parrocchia. Nel nostro caso è stato facile: a fronte di un gregge così piccolo ci siamo imbattuti in ben due chiese da sottoporre a amorevoli cure, e una più dell’altra, costruita su un antico romitorio medievale incastrato in una grotta sul fianco della montagna (e che, fino all’Ottocento, visto che il paese era proprio al confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie, non svolgeva solo funzioni sacre, ma era utilizzata come insospettabile punto di passaggio verso le altre grotte soprastanti, c’è un’apertura proprio dietro l’altare, dove si fabbricava illegalmente polvere da sparo per briganti e rivoluzionari vari, ma questa è un’altra storia).

 

Il Parroco dunque. E per certi versi è un bene, perché invece di un’anonima festa della birra o anche di una più succulenta sagra della “pizza abbotata” (pasta sfoglia arrotolata ripiena di formaggio paesano e pezzettini di salsiccia) vi troverete alle prese con una festa religiosa, con santi, processioni, fuochi artificiali, ballo della pantasima e tradizioni varie che vi faranno fare una gran figura su Facebook.

 

Il problema a questo punto è trovare i soldi, perché con sette residenti magari pensionati e magari ultrasettantenni non è che ci sia da scialare, soprattutto se una sera o due volete concedervi anche qualche spettacolo. Quello che serve a questo punto è un buon censimento. Censite tutte le case vuote, ogni porta, anche le più nascoste, spulciate gli alberi genealogici, fatene corrispondere uno a ogni casa e ogni nome dell’albero a una persona. Dall’elenco che otterrete tirate fuori una decina di volonterosi che formeranno il “Comitato Feste”. Il comitato vi zavorrerà con una serie di proposte assurde e veti incrociati, ma sarà fondamentale per assicurare la presenza di commensali (almeno duecento) con avi originari del paese per ognuno dei due pranzi che organizzerete nei mesi precedenti le feste, dove, con una strategia degna del più vorace marketing multi livello e senza dimenticare una piccola cresta per le prime spese della festa, piazzerete ai malcapitati il maggior numero possibile di blocchetti di biglietti della lotteria, da vendere ai loro amici, e che costituirà il vostro maggiore introito.

 

Notate bene: motivare i venditori di biglietti della lotteria è fondamentale, sarà il vostro asso nella manica, la vostra assicurazione sulla buona riuscita della festa. I venditori veramente motivati, se iniziano la vendita diciamo a gennaio per le feste che si terranno, per esempio, ad agosto, già a maggio quando chiamano qualche amico semplicemente per invitarlo a una pizza quello dovrà rispondergli “sì vengo, basta che non mi vendi altri biglietti della lotteria del paese del tuo bisnonno”.

 

L’ultima fonte di introito la dovrete sfruttare  infine nei giorni precedenti la festa: dovrete semplicemente chiedere di persona un piccolo contributo a chi sta passando le ferie al paese con un porta a porta tipo Testimoni di Geova, solo molto più insistente. Se sopravvivete a quest’ultima incombenza, ci siamo. Accordatevi col parroco per le cerimonie, col cosiddetto “sparatore” per i fuochi artificiali e le pantasime, contattate qualche artista per un paio di serate (ci sono agenti in posti che voi neanche vi immaginate) e le vostre feste “fai da te” sono pronte.

 

E se volete vedere che effetto fa, quest’anno il nostro esperimento con i sette abitanti continua, dal 21 al 29 agosto. In particolare il 27 ci sarà un musical in dialetto romanesco e il 28 e il 29, rispettivamente, comici e cantanti debordati dalla TV, ma non mancheranno né santi, né pantasime, né processioni, né cene in piazza, né piccole iniziative culturali, né artisti locali, né i fuochi artificiali (il 28), sparati da una sponda all’altra del fiume Salto con lo sfondo delle quinte naturali della valle, così forti e così incredibilmente vicini che non ve li dimenticherete facilmente.

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