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L’idrocronometro del Pincio (Foto di Mariagrazia Veneziano)

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A proposito dell’idrocronometro del Pincio. Oggi pomeriggio il mio amico Osvaldo Sotutto, mentre sedevamo sul divano nel salotto di casa mia...

A proposito dell’idrocronometro del Pincio.

Oggi pomeriggio il mio amico Osvaldo Sotutto, mentre sedevamo sul divano nel salotto di casa mia, mi ha detto che è stato progettato e costruito nel 1867 da un frate domenicano, padre Giovan Battista Embriaco, e che nello stesso anno fu esposto all’expo mondiale di Parigi. L’idrocronometro, ha continuato a spiegarmi Osvaldo, venne posto per sempre sul Pincio sei anni dopo, il 6 ottobre del 1873, all’interno di una fontana appositamente creata dall’architteto di origine svizzera Giovacchino Ersoch; che collocò appunto l’orologio dentro una struttura metallica a forma di torretta di legno, poggiata su una suggestiva impalcatura di rocce al centro di un piccolo lago artificiale. Osvaldo ha poi proseguito col dirmi che il funzionamento dell’orologiosi basa esclusivamente sul ricircolo dell’acqua nei propri ingranaggi, ma nel momento in cui si accingeva a spiegarmi nel dettaglio come funzionava tutto il meccanismo, ecco che appare dal nulla (in realtà è appena uscita dalla sua stanza) mia sorella.

– Sentivo che parlavate di Pincio, non è che mi ci accompagneresti? Ho appuntamento con un’amica – fa rivolgendosi a me.

– Ma la tua macchina? – le chiedo.

– Ce l’ha mamma – mi risponde.

– E la mia sta dal meccanico, mi dispiace tesoro – proseguo.

– Posso darti un passaggio io se vuoi – interviene Osvaldo.

La cosa mi urta subito i nervi, ma nascondo bene.

– Grazie Osvaldo, vado a prendere il giubbotto in camera e andiamo.

– Osvaldo ma non disturbarti, sa arrangiarsi bene anche con i mezzi pubblici – provo a dissuaderlo appena mia sorella si allontana.

– Ma quale disturbo lo faccio volentieri – mi risponde – così colgo l’occasione anche per farglielo vedere.

– Vedere!? Cosa le devi far vedere!? – esclamo allarmato.

– L’idrocronometro no?

– Ah… l’idrocronometro – ripeto tirando un sospiro di sollievo.

Comunque, alla fine, tanto per stare più tranquillo, decido di andare anch’io.

© Mariagrazia Veneziano
© Mariagrazia Veneziano
© Mariagrazia Veneziano
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