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La fiction: Ritorno al college “Community”

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Mi è successo numerose volte di sognare che il mio diploma di laurea venisse invalidato e mi costringessero a tornare tra i banchi dell’università. Un vero e proprio incubo!!!

Mi è successo numerose volte di sognare che il mio diploma di laurea venisse invalidato e mi costringessero a tornare tra i banchi dell’università. Un vero e proprio incubo!!! Bene, eppure c’è qualcuno che di questo tormento ne ha fatto il plot per una nuova serie televisiva: Community. Rivelazione comica della stagione americana 2009/2010, la serie si è guadagnata – da subito – straordinarie critiche e una media di spettatori attorno ai 6 milioni sul canale NBC. Ideata da Dan Harmon, la serie narra appunto di Jeff Winger (Joel McHale) brillante avvocato in carriera, con uno studio legale di successo, numerose cause vinte con astuzia, che, ad un certo punto, viene sospeso dall’ordine degli Avvocati nel momento in cui scoprono che la sua laurea è illegittima perché ottenuta in Colombia, e non alla Columbia.

E così Jeff è costretto a tornare forzatamente all’università, precisamente al Greendale Community College del Colorado.  Un college di “serie b” il community college; una tipologia d’istituto didattico che permette di accedere agli studi superiori a chi, per ragioni di profitto, burocratiche, economiche, non ha potuto frequentare un “vero college”, ovvero una di quelle ricche e scintillanti università che rappresentano il trampolino di lancio verso la vita dei più fortunati tra i ragazzi americani. Così, un po’ come alle università popolari italiane, vi si trovano casalinghe e pensionati in cerca di nuovi stimoli, ma anche giovani adulti che rincorrono la speranza tardiva di una nuova carriera. Ci si ritrova a vivere in un mondo popolato da personaggi strani e bizzarri come il pluridivorziato e un pò attempato Pierce (Chevy Chase) e la bella Britta (Gillian Jacobs). O ancora come Shirley Bennett (Yvette Nicole Brown), una donna divorziata di mezza età che frequenta il college per la prima volta; Annie Edison (Alison Brie), una stressata perfezionista nerd che ha avuto una cotta per Troy al liceo; Troy Barnes (Donald Glover), ex star di football della scuola che sta cercando di trovare la propria strada; Senor Chang (Ken Jeong), improbabile e sgangherato insegnante di spagnolo; Dean Pelton (Jim Rash), direttore della scuola che punta a far diventare il suo college all’altezza delle altre università. Oltre che dallo stravagante cast principale le risate con l’inedita sitcom sono assicurate anche dalle numerose guest star che faranno capolino nel corso della stagione, tra queste troviamo Jack Black, uno dei comici più simpatici e amati del grande schermo americano che cercherà di entrare nello strampalato gruppo di studio guidato da Jeff.

Il nostro protagonista si ritroverà suo malgrado il leader di questo gruppo composto da nerd, imparando più lezioni di vita di quanti esami riesca a superare.

In realtà, se da un lato  lo sviluppo della struttura del plot e delle dinamiche narrative e psicologiche non garantiscono, in fondo, molto di nuovo, il comedy show “studentesco” ha il suo punto di forza, oltre che nella prospettiva originale del “college dei poveri”, in cui i secchioni  non sono la minoranza oppressa ma la maggioranza dominante, nella brillantezza, nell’arguzia e nel movimento dei dialoghi attraverso i quali i personaggi, uno dopo l’altro, fanno breccia nei cuori degli spettatori.

In un clima di assoluto divertimento, privo di regole o limiti predefiniti, personaggi eccessivi e spesso surreali danno vita a una sorta di “teatro dell’assurdo”, con vicende personali che sfiorano la follia e hanno origine in un passato grottesco, paradossale e fortemente stravagante trasformando il gruppo di studio in un circolo psico-terapeutico. Così Jeff, apparentemente freddo ed egomaniaco, si rivela affettuoso e attento agli altri; la pignola e perfettina Britta si mostra buffa, maldestra e insicura; raccontati in modo efficace sono poi i personaggi di Pierce, un Chevy Chase che intenerisce e imbarazza allo stesso tempo, e soprattutto il formidabile Abed, che Danny Pudi interpreta con una comica atonia vocale, e che ha uno stravagante approccio alla vita sociale, tanto da far pensare di essere affetto da una forma di autismo.

La serie, arricchita da citazioni di film e telefilm degli anni Ottanta, mostra evidenti riferimenti post-moderni a Animal House e Breakfast Club, con un pizzico di Porky’s.

Quindi se volete immaginare come potrebbe essere la vostra vita nuovamente tra i libri e alle prese con gli esami universitari non vi resta che assistere con divertimento ed ironia (e tranquilli sul divano!!) alla carica di questo gruppo bizzarro e stagionato di “matricole”.

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