Divergenti: il Festival internazionale del cinema Trans a Bologna

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Una campagna mediatica feroce è spesso sufficiente a plasmare le menti di un paese, specialmente se il paese in questione possiede un’ossatura debole e nasconde uno smodato gusto per i pregiudizi.

Una campagna mediatica feroce è spesso sufficiente a plasmare le menti di un paese, specialmente se il paese in questione possiede un’ossatura debole e nasconde uno smodato gusto per i pregiudizi. L’inverno scorso abbiamo visto sedersi sulle comode poltrone di show televisivi iperboliche voci scambiate erroneamente per paradigmi assoluti, assorbite dall’opinione comune con una superficiale curiosità, così morbosa da poter essere definita voyeurismo. Poco importavano le colpe dei singoli, nessuno conosceva con precisione le tappe dell’iter processuale, questioni assai più preoccupanti come il consumo di sostanze stupefacenti venivano solo citate e mai giudicate con la dovuta serietà. Se in studio, in diretta, in videoconferenza, in prima pagina, in copertina c’erano Loro, lo sguardo della gente era rapito dalle descrizioni di un mondo deviato, assai lontano dalla patina di Buoncostume che ricopre l’Italietta. Loro, i transessuali, o trans perché il linguaggio giornalistico deve essere conciso e ridondante, al pari delle immagini forti e parossistiche quasi si trattasse di tragedie greche che mettano in scena i grandi crimini dell’umanità per fungere da deterrenti.

“In un anno di grande accanimento crediamo che l’edizione 2010 del festival assuma ancora piu’ importanza, come luogo di riflessione su argomenti che sono molto profondi e complessi”. Con queste parole la vicepresidente del Mit Porpora Marcasciano ha presentato la terza edizione di ‘Divergenti’, il festival dedicato al cinema transessuale che si è tenuto dal 19 al 23 maggio a Bologna, al cinema Lumiere. La rassegna, unica in Italia e terza in Europa, consente al mondo transessuale di definire se stesso, o meglio di scegliere di non definirsi, ma mostrare aspetti variegati e multiformi che sfuggono alla percezione dei più.

 

I film presentati provengono da tutto il mondo, vi sono produzioni iraniane, francesi e greche,  spesso anteprime nazionali e mondiali ma non mancano fiction, seminari e una mostra fotografica dal titolo ‘Generi di prima necessita”, Colori vitaminici divengono i mezzi d’espressione privilegiati di un universo immortalato in primo piano, senza filtri. Di forte impatto, le immagini presentate mai cadono nel pregiudizio o nel tentativo di fornire una sicura chiave di lettura, sono frammenti carichi di forza ed ironia come dimostra la raffigurazione di Vladimir Luxuria che interdetta stringe tra le mani un cartello stradale blu che mostra due direzioni obbligate, simbolo della società che rende inevitabile il dramma della scelta tra due sessi diversi.

Divergenti 2010 è sguardo sul mondo che spazia dai Femminielli napoletani, con l’omonima opera di M. Buono, C. Fornari, P. Riccardi, ai muxe messicani, con il divertente documentario Auténticas, intrépidas y buscadoras de peligro di Alejandra Islas.
Quest’edizione del festival ha scelto inoltre di mettere a fuoco il rapporto delle persone transessuali con il mondo dello sport, proponendo la storia di Renée Richards con Second Serve di Anthony Page, interpretato dal Premio Oscar Vanessa Redgrave, mentre Erik(A) di Kurt Mayer ci racconterà di Erik Schinnegger, nel 1966 campionessa del mondo di sci femminile, la cui carriera terminò bruscamente quando un test sul sesso rivelò che in realtà era un uomo.

Emblematica  la foto di Renée Richards mentre disputa la sua partita utilizzata come simbolo della nuove edizione:è la metafora di una partita ben più difficile, quella che le persone transessuali giocano tutti i giorni contro un sistema che nega, esclude e, con accanimento spietato, giudica.

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