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Loriano Macchiavelli: “Troppo facile adesso mettersi a parlare del giallo di autore italiano”

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Loriano Macchiavelli ha iniziato la sua carriera nel mondo del teatro indossando gli abiti dell’attore, dell’organizzatore e dell’autore. La sua penna, nel 1974, ha preso il passo del genere letterario poliziesco.

Loriano Macchiavelli ha iniziato la sua carriera nel mondo del teatro indossando gli abiti dell’attore, dell’organizzatore e dell’autore. La sua penna, nel 1974, ha preso il passo del genere letterario poliziesco. Le scarse credenziali di cui il genere godeva sul tavolo di editori, critici e lettori videro lo scrittore spesso impegnato in dure battaglie e confronti  ma anche in una intensa attività, a fianco di autori quali per esempio Marcello Fois e Carlo Lucarelli, nella costruzione letteraria di una identità di genere. Oggi, Loriano Macchiavelli, icona incontrastata nel panorama non solo nazionale ma anche internazionale della letteratura gialla ha finalmente dato “a Cesare quel che è di Cesare”.

 

Quali sono le origini del suo personaggio Sarti Antonio, come si è evoluto nel corso del tempo e come si posiziona all’interno della società e del momento storico in cui vive?

Sarti Antonio, sergente, è nato nel 1974 e ha quindi più di 35 anni di vita, lunghissima per un personaggio seriale e di carta. Credo sia, al momento, il più longevo e spero (per me e per lui) che la sua storia continui. Quanto alla sua evoluzione, mi piacerebbe che fossero i lettori a constatarla approfittando delle ristampe che sta mandando in libreria Stile Libero (Einaudi). Per quanto mi riguarda, io mi limito a seguirlo nella sua evoluzione cercando di tenerlo legato al mondo nel quale vive le sue storie.

 

Secondo lei che cosa ha dato importanza in Italia al romanzo poliziesco?

Il sottoscritto e la sua lotta, assieme a pochi altri scrittori, contro l’ipocrisia degli editori e della critica e contro il pregiudizio dei lettori. Eravamo negli anni settanta e scrivere un romanzo di autore italiano e per di più ambientato in Italia e per di più, ancora, a Bologna, era un sacrilegio contro la letteratura. Troppo facile adesso mettersi a parlare del giallo di autore italiano.

 

E che cosa ha fatto diventare Bologna e dintorni la patria che ha visto la nascita e la crescita di un folto gruppo di letterati di genere?

Bologna, nel corso degli anni e fino agli anni ottanta, è stata la culla di molte novità, dal fumetto alla musica d’autore, dal teatro sperimentale al romanzo giallo (o noir, se avesse un senso logico). L’analisi di questi fenomeni è compito degli storici e dei critici. Io mi limito a prendere atto che stiamo vivendo un periodo buio. E non solo a Bologna.

 

Che cosa ha significato e significa per lo scrittore Loriano Macchiavelli avere avuto un passato intensamente vissuto nel mondo del teatro?

Significa essere quello che sono. Significa aver vissuto esperienze esaltanti e tragiche, significa, infine, aver cercato di capire come va il mondo e carpire ciò che la vita ci consente di strapparle.

 

Quanto del quotidiano colora le sue opere?

Non lo so. Io vivo la giornata e, come ho detto sopra, prendo quello che riesco a prendere. Di più non posso e quindi, mi va bene così.

 

Cosa pensa di fare domani?

Continuare a scrivere, anche se è una risposta banalissima. Ma se la scrittura mi dà gioia, perché non progettare di continuare a farlo?

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